Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale

Ocse. La crisi da coronavirus è ben peggio del previsto.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-23.

Vincent van Gogh - Vecchio che soffre

«L’Ocse avverte che l’impatto del coronavirus sul mondo sta superando le peggiori previsioni economiche»

«Il segretario generale Angel Gurria avverte sui possibili effetti e chiede l’attuazione di un Piano Marshall»

«l’emergenza richiede un livello di ambizione simile a quello del Piano Marshall, e una visione simile a quella del New Deal, ma ora a livello»

«la sospensione della produzione nei paesi colpiti, con danni collaterali alle catene di fornitura globali, e un forte calo dei consumi unito a un crollo della fiducia»

«la “grande crisi economica”, che continuerà anche quando il peggio della crisi sanitaria sarà passato»

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Robert Koch Institute. La pandemia durerà circa due anni.

Al momento attuale l’obiettivo primario è la risoluzione della pandemia da coronavirus, costi quel che costi.

Tuttavia questa crisi differisce nettamente dalle pregresse perché ha colto l’Europa in un periodo di recessione e di profonda crisi politica, con la banca centrale già spossata dalla crisi del 2008, cui si è sommato lo shock petrolifero.

Non solo. Oltre ai dolorosi decessi, questa emergenza ha obbligato alla drastica riduzione della produzione e, soprattutto, dei traffici di persone e di merci.

La ripresa poi avverrà a macchie di leopardo: le zone bonificate potranno certamente riprendere la vita sociale ed economica pregressa, ma dovranno continuare a tutelarsi dalle riprese di epidemia di ritorno e dal fatto che molti mercati passati saranno preclusione dalle quarantene ancora in essere. Va di conserva che il tenore di vita sarà decisamente più basso di quello pre-crisi. Inoltre, gli stati ne usciranno avendo ulteriormente incrementato il debito pubblico, ma a quell’epoca le banche centrali saranno dissanguate. Lo spettro greco non è poi così remoto come ora potrebbe sembrare.

Sarebbe davvero ingenuo pensare che una ripresa possa aver luogo come se nulla fosse accaduto.

Non da ultimo, la struttura organizzativa dell’Unione Europea e degli stati ad essa afferenti dovrebbe essere adeguata a meglio sopportare ed affrontare eventuali altre future emergenze.

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Per l’Ocse l’impatto del coronavirus sull’economia già supera le peggiori previsioni.

Il segretario generale Angel Gurria avverte sui possibili effetti e chiede l’attuazione di un Piano Marshall.

L’Ocse avverte che l’impatto del coronavirus sul mondo sta superando le peggiori previsioni economiche e sottolinea che è urgente e necessario uno sforzo coordinato da parte dei governi e delle banche centrali per superare la crisi.

Ad inizio mese, l’organizzazione con sede a Parigi aveva fatto sapere che, secondo la sua ipotesi più sfavorevole, il coronavirus avrebbe potuto dimezzare la crescita dell’economia mondiale entro il 2020 e attestarsi all’1,5%, causando recessione in economie come quelle europee o giapponesi.

Ma ora, ha detto il segretario generale Angel Gurria, lo scenario sta peggiorando. A suo parere, l’emergenza richiede “un livello di ambizione simile a quello del Piano Marshall, e una visione simile a quella del New Deal, ma ora a livello globale”.

Gurria ha sottolineato che questa pandemia costituisce il terzo grande “shock” economico, finanziario e sociale del XXI secolo, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e la crisi finanziaria globale del 2008.

Tra i suoi effetti, la sospensione della produzione nei paesi colpiti, con danni collaterali alle catene di fornitura globali, e un forte calo dei consumi unito a un crollo della fiducia. Gurria ha inoltre messo in guardia dal fatto che, sebbene le severe misure in corso di attuazione siano essenziali per contenere il virus, la situazione sta spingendo le economie in “uno stato di congelamento profondo senza precedenti, dal quale la ripresa non sarà diretta o automatica”. Gurria ha sottolineato che oltre ad agire per minimizzare la perdita di vite umane, è prioritario anche uno sforzo coordinato contro la “grande crisi economica”, che continuerà anche quando il peggio della crisi sanitaria sarà passato.

Il Segretario generale dell’Ocse ha accolto con favore le recenti dichiarazioni come quella del G7, che lunedi si è impegnato a “fare tutto il necessario” attraverso una “stretta collaborazione” per frenare la crisi economica e sanitaria, ma ha osservato che cio’ è insufficiente. Per questo motivo, ha esortato a sostenere il personale sanitario e le agenzie di regolamentazione sanitaria a lavorare insieme per rimuovere gli ostacoli burocratici che ostacolano lo sviluppo e la somministrazione di vaccini e trattamenti, anche per i pazienti non assicurati.

Il rappresentante dell’Ocse ha anche invitato i governi a ridurre i requisiti di ammissibilità per l’indennità di disoccupazione e ha avvertito le banche centrali che un approccio congiunto per monitorare e diagnosticare le crescenti tensioni è meglio di “risposte sciolte e incoerenti”.