Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Italia. Pil primo semestre -8%. Che vada bene.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-20.

Cigni Neri 001

«REF Ricerche è una società indipendente che affianca aziende, istituzioni, organismi governativi nei processi conoscitivi e decisionali.

REF Ricerche nasce nel 2000 dallo spinoff delle competenze economiche presenti in IRS (Istituto per la Ricerca Sociale). Le attività di consulenza e di analisi si avvalgono quindi di un’esperienza maturata in più di quarant’anni.

REF Ricerche supporta l’Ufficio Parlamentare di Bilancio chiamato a validare le proiezioni macroeconomiche del Governo ed è membro del pool di previsori professionali interpellati stabilmente da Consensus Forecast.

REF Ricerche è membro dell’A.I.E.C.E. (Associazione Europea degli Istituti di Congiuntura) e di EUREN, network europeo di ricerca economica.» [REF Ricerche]

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«Il ministro francese dell’Economia Le Maire: “Se Ue abbandona l’Italia, non si riprenderà. Dobbiamo restare uniti”»

«REF Ricerche rivede nettamente al ribasso la stima sulla contrazione del Pil italiano nel primo semestre -8% »

«La caduta …. riguarda con questa intensità solamente l’ultima parte del primo trimestre, che potrebbe chiudere con un possibile decremento del 3 per cento  sul quarto 2019, e manifestarsi pienamente nel secondo, quando la caduta sarebbe di un altro 5 per cento sul primo trimestre”»

«”La logica, la filosofia” di Conte sull’uso del Mes “è assolutamente condivisibile»

«la dimensione della risposta comune ancora non è adeguata ma sono stati fatti passi straordinari. Se cambiamo le regole di bilancio, quelle sugli aiuti di Stato e la Bce mette in campo il paracadute, nonostante le differenze (di vedute tra Paesi, ndr) la reazione è stata molto veloce»

«Serve maggiore severita’. Non so se ci sara’ un nuovo provvedimento, la catena di comando e’ netta e Conte fa la sintesi, ma lo auspicherei almeno nelle zone come la Lombardia»

«tutti, dai Governi alle istituzioni comunitarie, sono consapevoli che Christine Lagarde ha soltanto comprato loro un po’ più tempo per decidere i prossimi passi e mettere a punto una strategia credibile ed efficace che non si aspettano solo le Borse»

«Intanto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ribadisce che all’Italia sarà concessa “massima flessibilità” sulla spesa e sugli aiuti di Stato. E che le saranno lasciati 11 miliardi di euro di fondi strutturali che avrebbe dovuto restituire a Bruxelles, perché inutilizzati»

«il Mes. …. Al momento, sarebbe lo strumento più semplice da utilizzare: è già pronto ad intervenire ed ha una capacità residua di 410 miliardi di euro»

«La Merkel è infatti la più fredda sull’idea, consapevole che mettere in comune i debiti non avrebbe l’ok del Bundestag»

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Si è debitori a Ref Ricerche di una prima stima del verosimile calo del pil nel primo semestre di questo anno tribolato.

L’epidemia da coronavirus ha inferto un duro colpo al sistema economico, ma se lo stato di emergenza dovesse prolungarsi nel tempo questa stima dovrebbe essere rivista al ribasso.

Poi, un ritorno alla normalità sociale e produttiva sarà una questione lunga e travagliata.

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Coronavirus, Ref: Pil Italia crolla, -8% nei primi 6 mesi

Rimbalzo possibile a partire dal terzo trimestre. Il ministro francese dell’Economia Le Maire: “Se Ue abbandona l’Italia, non si riprenderà. Dobbiamo restare uniti”.

REF Ricerche rivede nettamente al ribasso la stima sulla contrazione del Pil italiano nel primo semestre -8% (dal -1/-3% indicato in precedenza). La caduta -si legge nella nota del centro di ricerche – riguarda con questa intensità solamente l’ultima parte del primo trimestre, che potrebbe chiudere con un possibile decremeto del 3 per cento  sul quarto 2019, e manifestarsi pienamente nel secondo, quando la caduta sarebbe di un altro 5 per cento sul primo trimestre”.  Un rimbalzo è possibile, secondo il Ref, a partire dal terzo trimestre.   

Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha avvertito che se l’Unione europea abbandona l’Italia, l’Ue “non si riprenderà più”. Intervistato dalla tv Lci, Le Maire ha lanciato un appello ai Paesi Ue a “essere uniti” per far fronte al Coronavirus. “Se sarà ognun per sé” – ha ammonito – se si abbandonano alcuni Stati, se ad esempio si dice all’Italia ‘cavatevela da soli’, l’Europa non si riprenderà”.

“La logica, la filosofia” di Conte sull’uso del Mes “è assolutamente condivisibile. Le modalità con cui si può fare un’operazione di questo genere sono legate alla discussione su questi eurobond, cioè su strumenti che si costruiscono sul mercato e sono a disposizione per tutti i Paesi”: lo ha detto il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni a Radio Anch’io. Gentiloni ha sottolineato che la crisi “riguarda tutti”, e che visto che abbiamo strumenti coordinati dobbiamo provare ad usarli”.

Per Gentiloni “la dimensione della risposta comune ancora non è adeguata ma sono stati fatti passi straordinari. Se cambiamo le regole di bilancio, quelle sugli aiuti di Stato e la Bce mette in campo il paracadute, nonostante le differenze (di vedute tra Paesi, ndr) la reazione è stata molto veloce”. Gentiloni ha spiegato che “avremo conseguenze enormi per tutti i Paesi”, ma ancora “si fa fatica a capire” che non è una crisi “soltanto di uno o di pochi”.

“Serve maggiore severita’. Non so se ci sara’ un nuovo provvedimento, la catena di comando e’ netta e Conte fa la sintesi, ma lo auspicherei almeno nelle zone come la Lombardia”, ha detto il capo politico del M5s, Vito Crimi a Radio 1. “Tutto quello che non e’ essenziale andrebbe chiuso. Ma tante aziende hanno scelto di proprio la chiusura”, cosi’ rispondendo alla domanda se sia necessario chiudere tutte le aziende. “Circa il ricorso al Mes senza condizionalita’ – conclude Vito Crimi – purtroppo non ci credo”.

IL PUNTO

Conte all’Ue, usare i 500 mld del Mes per Paesi colpiti

‘Politica della Bce non basta’. Ue valuta mosse, faremo di tutto

Il premier Giuseppe Conte ha chiesto all’Ue di usare “tutta la potenza di fuoco” del fondo di salvataggio da 500 miliardi di euro per affrontare la crisi economica del continente. Non solo per l’Italia, ma per tutti i Paesi colpiti dal coronavirus. “La politica monetaria da sola – spiega in un colloquio con il Financial Times – non può risolvere tutti i problemi. Dobbiamo fare lo stesso sul fronte di bilancio e, come do detto, il tempismo è essenziale. La strada da seguire è aprire le linee di credito del Mes a tutti gli stati membri per aiutarli a combattere le conseguenze dell’epidemia Covid-19”. Il passo fatto dall’Italia arriva il giorno dopo la mossa a sorpresa della Bce, con l’Europa che guarda sollevata alla reazione dei mercati che provano il rimbalzo dopo il profondo rosso dei giorni scorsi. Ma è un sollievo più che temporaneo: tutti, dai Governi alle istituzioni comunitarie, sono consapevoli che Christine Lagarde ha soltanto comprato loro un po’ più tempo per decidere i prossimi passi e mettere a punto una strategia credibile ed efficace che non si aspettano solo le Borse.

“Gli strumenti ci sono e li useremo tutti”, dice il responsabile dell’euro Valdis Dombrovskis, rassicurando chi teme che l’Ue brancoli nel buio. Ma il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ammette che si stanno esplorando anche altre strade oltre a quelle esistenti, “per rafforzare la risposta”, perché non tutti sono d’accordo che quello che c’è a disposizione sia sufficiente: una frase che letta alla luce della richiesta del premier italiano sembra prefigurare l’ipotesi di un utilizzo del Mes. Intanto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ribadisce che all’Italia sarà concessa “massima flessibilità” sulla spesa e sugli aiuti di Stato. E che le saranno lasciati 11 miliardi di euro di fondi strutturali che avrebbe dovuto restituire a Bruxelles, perché inutilizzati. La situazione in questi giorni cambia così rapidamente che la Ue non riesce nemmeno a fissare i propri appuntamenti. Già un Ecofin, previsto per domani, è saltato. Grazie alla mossa di Francoforte i ministri non avevano più urgenza di lanciare un nuovo segnale per rassicurare i mercati, e hanno deciso di prendersi più tempo per disegnare la strategia che porterà al riparo l’economia europea. Probabilmente si vedranno – sempre in teleconferenza – in formato Eurogruppo esteso lunedì. Ovvero sempre a 27, ma con Centeno che guida la riunione e decide l’agenda. Questo anche perché sul tavolo è ora un tema del Fondo Salva-Stati, il Mes, che all’Eurogruppo è nato, e solo in quel contesto può svilupparsi. Centeno ricorda che proprio il Consiglio ha dato mandato ai ministri di esplorare tutte le strade per salvare l’economia europea, incluso il Mes. Al momento, sarebbe lo strumento più semplice da utilizzare: è già pronto ad intervenire ed ha una capacità residua di 410 miliardi di euro. Mettere a punto qualcosa di simile, come alcuni Governi lasciano intendere, sarebbe troppo laborioso. L’impiego del Mes ha però un limite ‘politico’: se uno Stato chiedesse il suo aiuto, arriverebbe vincolato a condizioni stringenti. Finora si è trattato di riforme strutturali e risanamento forzato dei conti, come per la Grecia. Si potrebbe però lavorare per rendere più accettabile il suo impiego. Ad esempio, la condizionalità potrebbe essere legata ad interventi per il sistema sanitario oppure per le emergenze legate alla crisi epidemica. E il ‘paracadute’ potrebbe aprirsi per più Stati o addirittura per tutti, così da evitare stigmatizzazioni di chi lo utilizza. Il dibattito sul Mes però, per ora non è nemmeno iniziato ufficialmente. I dubbi sono molti, e altrettanti sono quelli sull’idea lanciata da Francia, Italia e Portogallo di creare i ‘corona bond’, che farebbero nascere gli eurobond a cui finora la Germania si è sempre opposta. La Merkel è infatti la più fredda sull’idea, consapevole che mettere in comune i debiti non avrebbe l’ok del Bundestag. La riflessione dell’Ue prosegue nei prossimi giorni, in vista dell’Eurogruppo e di un nuovo vertice Ue la prossima settimana. In quell’occasione la Commissione dovrebbe proporre di attivare la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, che sospenderà gli aggiustamenti di bilancio. Ma anche su questo punto le posizioni non sono unitarie, perché c’è chi vorrebbe attivarla subito e chi fare un’altra discussione in sede di Ecofin prima del via libera.

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