Pubblicato in: Finanza e Sistema Bancario

Consob vieta vendite allo scoperto per 3 mesi. Meglio tardi che mai.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-18.

Borsa Milano. Piazza Affari 001

«La vendita allo scoperto, chiamata anche vendita a nudo (in lingua inglese short selling, o semplicemente short), è un’operazione finanziaria che consiste nella vendita di titoli non direttamente posseduti dal venditore, ma presi in prestito dietro il versamento di un corrispettivo, con l’intento di ottenere un profitto a seguito di un movimento ribassista in una borsa valori.

La vendita allo scoperto è un’operazione finanziaria di tipo prettamente speculativo ed orientata verso un orizzonte temporale di brevissimo periodo. Per tale motivo non può essere considerata uno strumento d’investimento. Inoltre, a causa degli effetti ribassisti sulla borsa valori, è sottoposta a particolari regole nella maggior parte dei paesi.

Al fine di operare una vendita allo scoperto, il venditore allo scoperto (chiamato anche scopertista o short seller oppure venditore a nudo) prende a prestito titoli da una banca o da un intermediario finanziario (in inglese “broker”), e li vende immediatamente sul mercato, con l’intento di ricomprarli in futuro ad un prezzo inferiore. Tale operazione viene tecnicamente definita ricopertura dello scoperto (in inglese short covering). Pertanto la vendita allo scoperto si configura come un prestito di titoli, per il quale il venditore allo scoperto paga un interesse al prestatore. L’ammontare dell’interesse dipende dalla durata del prestito.

Come anticipato, lo short selling viene effettuato in quanto il venditore allo scoperto si aspetta che il prezzo dei titoli presi in prestito subisca un calo in borsa. In questo modo, il costo del riacquisto dei titoli sul mercato sarà inferiore al guadagno precedentemente incassato dalla vendita degli stessi (e di solito tale controvalore ricevuto viene provvisoriamente posto a garanzia sullo short fino a ricopertura eseguita). In questo caso il rendimento complessivo dell’operazione di short selling risulta in profitto e il venditore allo scoperto é in grado di corrispondere l’interesse al prestatore dei titoli.» [Fonte]

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«La Consob, a causa delle forti turbolenze innescate negli ultimi giorni dall’emergenza da Covid-19, ha introdotto a partire dalla seduta di domani, 18 marzo, un divieto alle posizioni nette corte, come vendite allo scoperto e altre operazioni ribassiste, su tutte le azioni negoziate sul mercato regolamentato italiano»

«Il divieto, applicato per la prima volta e della durata di tre mesi, è stato assunto dopo aver ricevuto parere positivo dall’Esma»

«In base al divieto, che fa seguito a quelli già adottati per le sedute del 13 e del 17 marzo, è vietata ogni forma di operazione speculativa ribassista, anche effettuata tramite derivati o altri strumenti finanziari.»

«Sono vietate anche le operazioni ribassiste intraday»

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Ci si rende perfettamente conto della eccezionalità del provvedimento, che però avrebbe potuto essere stato messo in essere ben prima.

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Coronavirus, Consob vieta vendite allo scoperto per 3 mesi.

La Consob, a causa delle forti turbolenze innescate negli ultimi giorni dall’emergenza da Covid-19, ha introdotto a partire dalla seduta di domani, 18 marzo, un divieto alle posizioni nette corte, come vendite allo scoperto e altre operazioni ribassiste, su tutte le azioni negoziate sul mercato regolamentato italiano. Il divieto, applicato per la prima volta e della durata di tre mesi, è stato assunto dopo aver ricevuto parere positivo dall’Esma.

In base al divieto, che fa seguito a quelli già adottati per le sedute del 13 e del 17 marzo, è vietata ogni forma di operazione speculativa ribassista, anche effettuata tramite derivati o altri strumenti finanziari. Sono vietate anche le operazioni ribassiste intraday. La decisione di applicare misure restrittive sull’intero listino è stata adottata con l’obiettivo di ripristinare l’integrità del mercato, anche alla luce delle misure eccezionali sulle vendite allo scoperto adottate nei giorni scorsi dall’Esma e dalle autorità di vigilanza di Spagna, Francia e Belgio.