Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Tokyo. Nikkei 225 -6.08%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-13.

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«Tokyo che chiude in calo del 6,08%, ai minimi in 30 anni. In rosso la Cina con Shanghai (-1,2%), Shenzhen (-1%) e Hong Kong (-2,5%). Male anche Seul (-3,4%) mentre sono in rialzo Mumbai (+1,3%).»

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Borsa: Asia chiude in profondo rosso, crolla Tokyo

Le Borse asiatiche chiudono in profondo rosso dopo il tonfo di Wall Street che ha registrato il peggior calo dal Black Friday del 1987.

Le Borse asiatiche chiudono in profondo rosso dopo il tonfo di Wall Street che ha registrato il peggior calo dal Black Friday del 1987. I mercati risentono della minaccia del coronavirus sull’andamento dell’economia globale. Crolla Tokyo che chiude in calo del 6,08%, ai minimi in 30 anni. In rosso la Cina con Shanghai (-1,2%), Shenzhen (-1%) e Hong Kong (-2,5%). Male anche Seul (-3,4%) mentre sono in rialzo Mumbai (+1,3%). Sul mercato valutario lo yen si apprezza sul dollaro a 105,40 e sull’euro a 118,20

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Borse, Tokio e Shangai in profondo rosso. Europa attesa ancora volatile

Tokio ha perso il 6,08% e anche il mercato cinese si avvia a chiudere con un forte calo. Mercati europei reduci dalla peggior seduta di tutti i tempi.

Anche Tokio si accoda ai listini europei con una perdita del 6,08 per cento e anche gli altri litini asiatici si avviano a chiudere la seduta in forte ribasso. Si attende un andamento ancora all’insegna dell’incertezza anche per le piazze europee. I listini del vecchio continente sono reduci dalla peggior seduta di tutti i tempi: -16,92% Piazza Affari, -12,28% Parigi, -12,24% Francoforte, -14,06% Madrid, -10,87% Londra. Neanche ai tempi del crack di Lehman Brothers del 2008 si era mai registrato un tonfo di tali proporzioni costato oltre 800 miliardi di euro di capitalizzazione persa in un solo giorno solo sui listini continentali. Anche a Wall Street è stata una giornata pesantissima: gli indici, che perdevano quasi il 10% nei primi scambi, hanno solo temporaneamente ridotto il passivo dopo la mossa di emergenza della Fed che ha annunciato operazioni repo da 1500 miliardi per tamponare i problemi di liquidità del mercato dei Treasury. In serata gli indici sono tornati a perdere più dell’8 per cento.

Volatilità ai massimi storici

Tanto rapidamente si diffonde il contagio tanto rapidamente crollano le Borse che mai prima d’ora erano sprofondate in mercato orso (perdite di oltre il 20% dai minimi ai massimi) in maniera tanto repentina. La volatilità ieri ha toccato i massimi storici con l’indice della paura Vix che ha superato i 68 punti come mai visto prima d’ora. Una situazione mai vista con il paradosso che anche diversi beni rifugio, ad esempio l’oro i Bund tedeschi, non sono riusciti a proteggere gli investitori. «Questo – spiega Domenico Rizzuto di Dr Finance Consulting – è successo perché sono scattati i margin call e molti sono stati costretti a liquidare le sole assett class che erano andate bene in queste setimane».

Cosa ha innescato il crollo

Due le notizie che hanno alimentato il “panic selling”: la chiusura dei voli con l’Europa annunciata a sorpresa da Trump nella serata di mercoledì e la retorica del numero uno della Bce Christine Lagarde alla conferenza stampa seguita al direttivo Bce. In particolare con una frase (“Non siamo qui per chiudere gli spread”) che a molti è suonata come un “whatever it takes” (la celebre frase con cui Draghi salvò l’euro) ma al contrario e che, non a caso, ha avuto l’effetto di innescare una speculazione contro i BTp provocando un’impennata dello spread BTp-Bund.