Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Ecb. Con i tassi negativi i margini di manovra sono quasi nulli.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-12.

ECB BCE

«la politica monetaria non può fare tutto». Christine Lagarde.


Lunedì 9 marzo le borse europee hanno bruciato 611 miliardi. Milano, cedendo l’11.17% ne ha bruciati 63.

È successo anche un effetto paradosso: il forte e repentino calo del costo del petrolio avrebbe dovuto galvanizzare, non deprimere, le borse, in quanto la bolletta energetica scende vistosamente. Invece è successo l’opposto.

Fatto si è che le borse europee riflettono la debolezza strutturale del sistema economico europeo. Erano ipervalutate e si sono quindi ridimensionate, sia pure molto violentemente. Resta però la realtà che l’intera Europa è in una stagnazione recessiva, aggravata dalla crisi internazionale e dalla epidemia da coronavirus, che ha bloccato molte produzioni e commerci. Si aggiunga anche il fatto che sia l’Unione Europea, sia molti stati, stanno esperendo un vistoso stallo politico.

L’eurozona ha 846 miliardi di riserve valutarie, gli stati singoli appaiono impotenti, o quasi, a governare le situazioni, e gli occhi di tutti sono puntati sulla Ecb, la banca centrale.

Ma questa, praticando da tempo tassi negativi, si è tagliata fuori dall’uso della classica manovra delle banche centrali: la variazione dei tassi.

Resterebbero solo le manovre non convenzionali, ma i margini di manovra sono risicati.

«Di fronte alle turbolenze finanziarie, le autorità cercano di rassicurare: dopo aver annunciato un taglio a sorpresa dei tassi di interesse di 0,50 punti percentuali il 3 marzo, la Banca centrale statunitense ha annunciato che inietterà almeno 150 miliardi di dollari al giorno nel mercato monetario».

L’Ecb non può ridurre ulteriormente tassi già negativi e non dispone minimamente di 150 miliardi al giorno da iniettare nel sistema economico europeo: quello che potrà fare, al massimo, sarà di assorbire ancora un po’ del debito pubblico che gli stati incrementeranno.

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I mercati aspettano ora l’intervento della Bce 

Il direttivo dell’istituto di Francoforte si riunisce giovedì prossimo. Dopo le due mosse della Fed, gli investitori attendono di conoscere le decisioni del board. Ma i margini di manovra, visti i tassi già bassi, non sono ampi. 

Mercati in forte pressione per lo scoppio della crisi del coronavirus in tutto il mondo, sollevando il timore di massicci fallimenti aziendali dovuti a potenziali misure di contenimento. 

Di fronte alle turbolenze finanziarie, le autorità cercano di rassicurare: dopo aver annunciato un taglio a sorpresa dei tassi di interesse di 0,50 punti percentuali il 3 marzo, la Banca centrale statunitense ha annunciato che inietterà almeno 150 miliardi di dollari al giorno nel mercato monetario.

Gli investitori attendono ora con impazienza per capire cosa farà giovedì il direttivo della Bce e se metterà in campo una serie di misure, alcune delle quali senza precedenti. C’è da dire però che a differenza della Fed il suo margine di manovra è ridotto perché i tassi sono già al loro livello più basso. 

Dopo i significativi prestiti a basso costo concessi alle banche (TLTRO) a partire da quest’autunno, le cui condizioni potrebbero essere ulteriormente allentate, potrebbe trattarsi di lanciare un programma di prestiti “per le Pmi”, ha dichiarato ad Afp una fonte vicina alla Bce. 

Di fronte all’epidemia, la sua presidente, Christine Lagarde, dovrebbe più che mai invitare gli Stati a reagire, visto che ha più volte ribadito che la politica monetaria non può fare tutto.

Tra le potenziali misure di bilancio, gli analisti della Banque Postale AM citano le misure a sostegno dei consumi e del cash flow aziendale.  Ci sono “molte soluzioni per ridurre gli effetti recessivi del coronavirus, ma resta da vedere se verranno implementate”, riassumono.

Di fronte all’emergenza in atto, gli analisti sono del parere che l’Eurotower dovrà giocoforza assicurare maxi-iniezioni di liquidità a lungo termine per sostenere l’economia reale attraverso aste a basso costo con scadenza a quattro anni. 

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