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Regionali. L’alleanza PD – M5S sembrerebbe essere impossibile.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-02-26.

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«Per le elezioni regionali in Liguria si vota con un sistema elettorale del 1995, anche se la Lega di recente ha presentato una proposta per apportare tutta una serie di modifiche al sistema in vigore.

Allo stato delle cose si tratta di una legge elettorale a turno unico: viene eletto governatore il candidato che riesce a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari.

I 30 seggi (più il presidente eletto) sono ripartiti per l’80% in base a un sistema proporzionale su liste provinciali, dove è possibile esprimere le preferenze in merito ai candidati consiglieri.

Il restante 20% dei seggi sono assegnati con un modello maggioritario basato su listino regionale bloccato che la Lega vorrebbe superare, proponendo anche di riservare un seggio al candidato presidente che ha ricevuto il numero di voti maggiore fra i non eletti.

Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, una lista provinciale deve superare la soglia di sbarramento del 3% salvo non siano collegate a una lista regionale che è riuscita a ottenere il 5%.

Infine per un elettore è possibile esprimere un voto disgiunto, ovvero indicare un candidato governatore e poi volendo anche una lista che non lo appoggia.» [Fonte]

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Giovanni Toti nel 2015 riuscì a ottenere una clamorosa vittoria in Liguria, superando la candidata del centrosinistra Raffaella Paita anche grazie alla corsa in solitario della sinistra che tolsero alla dem voti decisivi.

I risultati elettorali sono infatti tranchant. [Vedi Tabella riportata in cimosa]

Un sondaggio fatto tra il 13 e il 18 febbraio e commissionato proprio dal comitato elettorale del governatore vedrebbe Toti ben oltre il 50% a prescindere che a sfidarlo sia Sansa oppure Orlando, con la musica che non cambierebbe anche con una alleanza centrosinistra-M5S.

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A quanto potrebbe sembrare, ma usiamo il condizionale ed il verbo ausiliare di potenzialità, la ventilata coalizione PD- M5S sembrerebbe essere impossibile: i grillini infatti non hanno preso nessuna decisione in merito ed i pidiini hanno perso la pazienza. Già si stanno litigando a morte ciascuno nei propri cortili, ma messi assieme si sbranano come belve assatanate, tutte preoccupate di dare la colpa sempre agli altri.

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Regionali, Sansa ai 5 stelle: “Ora basta”. In Liguria vince la linea anti-Pd

“Niente, un’occasione cacciata al vento”, sottolinea Sansa in polemica col Movimento 5 Stelle.

Finisce con un “vaffa” la lunga attesa di Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto Quotidiano, da lungo in attesa di capire se poteva essere il candidato del Movimento 5 stelle per le elezioni Regionali in Liguria. Con un articolo sul suo blog Liguritutti, Ferruccio Sansa, candidato in pectore del fronte anti-Toti in vista delle prossime regionali dice “ora basta”.

Il messaggio è soprattutto per il Movimento 5 Stelle, colpevole, secondo il giornalista genovese, di non aver ancora sciolto le riserve sulla possibilità di un’alleanza con il centrosinistra. Non solo: Sansa definisce “francamente penoso il comportamento dei vertici del Movimento (non i militanti, nemmeno i tanti eletti oggi delusi e amareggiati) che non ha nemmeno il coraggio di dire ‘no’ e vuole costringere l’odiato alleato Pd ad assumersi la responsabilità della scelta”.

In un lungo corsivo, quasi uno sfogo, Ferruccio Sansa parla – già al condizionale passato – di tutte le battaglie che si sarebbero potute fare se ci fosse stato un comune sentire e uno spirito di collaborazione costruttivo: dalla cancellazione del piano casa alla riprogettazione del sistema ospedaliero, dalla reintroduzione dei parchi, al potenziamento del trasporto pubblico al finanziamento della cultura e dell’istruzione. “Niente, un’occasione cacciata al vento”, sottolinea Sansa.

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Liguria, stallo su ipotesi coalizione Pd-M5s. Sansa: “Appesi ai capricci di qualche consigliere. Comportamento penoso dei vertici 5 stelle”.

Il 17 febbraio scorso l’assemblea degli attivisti aveva chiesto un voto sulla piattaforma Rousseau per decidere sull’eventuale alleanza con il Partito democratico. Da quel momento non si è saputo più nulla. Il giornalista del Fatto e candidato in pectore, sul blog Liguri Tutti, ha attaccato l’inerzia dei dirigenti 5 stelle: “E’ il momento di dire basta”.

“Qualcuno deve pur dirlo: basta! O come diceva una volta qualcuno: vaffa…”. Termina così, con un grande classico preso in prestito dal lessico politico del Movimento 5 stelle, il lungo sfogo con il quale il giornalista de il Fatto Quotidiano Ferruccio Sansa rinuncia salvo colpi di scena alla, a lungo ventilata, candidatura alle prossime elezioni Regionali in Liguria in caso di alleanza tra centrosinistra e M5s. L’intervento, come scritto dal Fatto Quotidiano in edicola, arriva in un momento in cui al capo politico reggente Vito Crimi viene chiesto da più parti di prendere posizione e prendere posizione.

Nel prendere parola sulla questione, per la prima volta pubblicamente, Sansa denuncia l’estenuante attesa di un accordo: “Siamo”, scrive, “appresi ai capricci di qualche consigliere regionale in cerca di conferma” e a quelli di chi perde tempo a “calcolare se garantisca più poltrone correre da soli o in coalizione”. Il riferimento non è al Pd e alla sinistra, che stanno esplicitamente provando in tutti i modi a mettere in campo un’alleanza che includa il M5s per contendere la Regione alle destre unite sulla riconferma di Giovanni Toti. I vecchi giochi di partito, secondo il giornalista, sono piuttosto da attribuire a quello che Sansa definisce come il “comportamento francamente penoso dei vertici del Movimento (non i militanti, nemmeno i tanti eletti oggi delusi e amareggiati) che non ha nemmeno il coraggio di dire ‘no’ e vuole costringere l’odiato alleato Pd ad assumersi la responsabilità della scelta”. Il 17 febbraio scorso infatti, gli attivisti 5 stelle si erano incontrati proprio in Liguria e al termine dell’assemblea hanno chiesto che la decisione fosse messa al voto sulla piattaforma Rousseau. Ma da quel giorno non si è più saputo niente.

Quello pubblicato su “LiguriTutti”, blog condiviso tra Sansa e il collega di Repubblica Marco Preve, più che un semplice sfogo sembra il lancio del programma per un’altra Liguria possibile, una dichiarazione d’intenti abortita sul nascere: “In gioco è molto più della scelta tra due candidati”, scrive ancora il giornalista, “ma proprio l’anima di questa terra. In gioco sono il lavoro, lo sviluppo, l’ambiente e il turismo, la sanità pubblica, i trasporti e l’istruzione”.

L’ormai ex – a meno di clamorosi colpi di scena – candidato in pectore del fronti anti-Toti non risparmia attacchi diretti all’attuale governatore: “In cinque anni non ha espresso nessuna idea di Liguria, l’ha trasformata in una terra di ombrellini e tappeti rossi – scrive Sansa – la Regione ha speso in pubblicità un milione e mezzo di soldi pubblici garantendosi la benevolenza di parte dell’informazione, mentre con la stessa cifra potevano essere acquistate le macchine per la radioterapia dei malati di cancro. Quei pazienti che ogni giorno sono costretti a viaggi in pullman per ottenere cure che salvano loro la vita”.

Nel tirarsi fuori dalla partita, Sansa ammette quella che sarebbe stata la sua disponibilità: “C’erano tempo, entusiasmo, volontà per elaborare un programma che non fosse soltanto ‘contro’, ma soprattutto ‘per’ una nuova Liguria. C’erano ideali comuni nei partiti di una possibile coalizione. (…) C’era tempo per riunire uno schieramento che selezionasse una nuova classe dirigente, politica, ma anche economica. Figure nuove invece dei soliti nomi che per decenni hanno sostenuto il passato centrosinistra e oggi ritroviamo compatti a finanziare Toti”. Così, a tre mesi dalle elezioni, i margini per ribaltare il governo della Regione si assottigliano, in attesa di segni di vita da parte delle forze politiche chiamate in causa da quello che, fino a ieri, era dato come il loro principale candidato.

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Finisce prima di partire la corsa elettorale di Sansa per le elezioni regionali

Per il giornalista la misura è colma: basta attendere le decisioni del m5s sull’accordo con il centrosinistra.

“Peccato, si poteva disegnare un altro futuro. Vicino, a portata di mano. Un futuro presente. Ma non sembrano esserci le condizioni. E qualcuno deve pur dirlo: basta! O come diceva una volta qualcuno: Vaffa…”. Così Ferruccio Sansa, da settimane indicato come possibile candidato alla presidenza della Regione Liguria per una coalizione Centrosinistra-Cinque Stelle, si è sfogato sul blog LiguriTutti , in un commento ripreso anche dall’Ansa, per l’atteggiamento di attesa dei grillini che non hanno sciolto la riserva sulla alleanza.

Il giornalista scrive: “E’ tutto appeso da settimane ai capricci di qualche consigliere regionale in cerca di conferma. Fino al comportamento francamente penoso dei vertici del Movimento che non ha nemmeno il coraggio di dire ‘no’ e vuole costringere l’odiato alleato Pd ad assumersi la responsabilità della scelta”.

Sansa sottolinea che “queste elezioni sono decisive per la Liguria. In gioco è molto più della scelta tra due candidati, ma proprio l’anima di questa terra. La giunta Toti in cinque anni non ha espresso nessuna idea di Liguria, l’ha trasformata in una terra di ombrellini e tappeti rossi. Un fallimento totale”. “Eppure – prosegue – a tre mesi dalle elezioni non c’è ancora una coalizione alternativa. Non c’è un candidato. Soprattutto non si è parlato davvero dei temi che potrebbero dare alla Liguria un futuro diverso”.

Sansa parla al passato. “C’era tempo per mettere insieme una proposta che mettesse in luce i fallimenti dei cinque anni di Toti. Il potere di Toti ha messo radici profonde in città, nel porto, nella banca, nelle autostrade, nell’informazione. Sono passati mesi – conclude – bruciando credibilità e passione. Screditando una proposta politica che avrebbe fatto della Liguria un apripista per l’Italia”.

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