Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

von der Leyen. I negoziati per il bilancio settennale saranno ardui.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-02-18.

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L’Unione Europea non sa proprio cosa farsene di governanti che ammettano tra il candido e l’isterico la propria incompetenza a gestore la cosa pubblica.

L’intervento di Frau von der Leyen è ammissione della propria incapacità.

E tutto questo accade proprio mentre Eurostat pubblica che la produzione industriale dell’eurozona è crollata del -4.1% in un anno.

«Il Consiglio straordinario sul bilancio europeo che si terrà la prossima settimana è un momento importante per l’Europa, la posizione di partenza è in linea di principio positiva, abbiamo degli obiettivi politici ambiziosi, il tempo corre e se il bilancio non verrà approvato l’anno prossimo non saremo in grado di avviare il lavoro sulle nuove priorità finanziandole con il nuovo bilancio»

«Von der Leyen ha precisato che non accetterà “nessun risultato che non garantisca che almeno il 25% del bilancio serva per la lotta a cambiamenti climatici”»

«E’ arrivato il momento di decidere e di trovare un giusto equilibrio fra nuove e vecchie priorità»

«Ci sono molti paesi membri che difendono la politica di coesione e molti che difendono la politica agricola comune, e giustamente lo fanno, ma mi auguro di vedere la stessa dedizione nella difesa delle nostre nuove priorità»

«La presidente ha poi chiesto che con il bilancio si investa “nelle start up digitali, per sfruttare il potenziare della intelligenza artificiale, per ancorare la posizione dell’Ue in quanto leader nella ricerca, per fornire ai giovani un futuro migliore, per affrontare le cause della migrazione alla radice, per mostrare la nostra solidarietà sulle catastrofi naturali e per costruire un’Europa della sicurezza e della difesa, ma soprattutto abbiamo bisogno di un bilancio che agisca contro i cambiamenti climatici, per noi è una sfida, ma noi la possiamo trasformare in una opportunità»

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Dopo le elezioni europee la componente liberal socialista, pur avendo perso oltre cento eurodeputati, si è ostinata nel nominare a Commissari ed alla presidenza delle commissioni interne esclusivamente persone provenienti dalle proprie file, senza lasciare nulla, lo zero assoluto, alla componente identitaria sovranista, che pure aveva raggiunto una consistente rappresentanza parlamentare.

Non solo, ma a sfregio dei governi identitari sovranisti, aveva nominato personaggi provenienti da quei paesi, ma invisi ai loro governi: la nomina della Kövesi alla Procura Generale è un caso lampante.

Adesso si è arrivati a dover discutere il budget settennale nel Consiglio Europeo, ma questo deve deliberare alla unanimità.

Chi si fosse mai illuso che i governi bistrattati si fossero dimenticati di come erano stati trattati ne resterà molto deluso.

Quelle che Frau von der Leyen denomina essere le

«nostre nuove priorità»

sono invece le priorità poste dall’ala liberal socialista:

«abbiamo bisogno di un bilancio che agisca contro i cambiamenti climatici»

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Staremo a vedere: molto verosimilmente prenderanno corpo accordi che non potranno essere esposti alla luce del sole.

È stata proprio la feroce volontà prevaricatrice dei liberal socialisti, tutti tesi ad imporre la propria ideologia più che a conseguire risultati di risanamento economico dell’Unione, a causare la fuga del Regno Unito.

Ma non è assolutamente detto che la Brexit resti un caso isolato.

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Bilancio Ue: von der Leyen, negoziati non saranno semplici

Se non approvato l’anno prossimo non finanzieremo nuove priorità.

“Il Consiglio straordinario sul bilancio europeo che si terrà la prossima settimana è un momento importante per l’Europa, la posizione di partenza è in linea di principio positiva, abbiamo degli obiettivi politici ambiziosi, il tempo corre e se il bilancio non verrà approvato l’anno prossimo non saremo in grado di avviare il lavoro sulle nuove priorità finanziandole con il nuovo bilancio”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intervenendo alla Plenaria del Parlamento Ue al dibattito sulla preparazione del Consiglio straordinario del 20 febbraio sul bilancio europeo pluriennale. Von der Leyen ha precisato che non accetterà “nessun risultato che non garantisca che almeno il 25% del bilancio serva per la lotta a cambiamenti climatici”, prevedendo che “i negoziati non saranno semplici”.

“E’ arrivato il momento di decidere e di trovare un giusto equilibrio fra nuove e vecchie priorità – ha aggiunto von der Leyen -. Ci sono molti paesi membri che difendono la politica di coesione e molti che difendono la politica agricola comune, e giustamente lo fanno, ma mi auguro di vedere la stessa dedizione nella difesa delle nostre nuove priorità”.

La presidente ha poi chiesto che con il bilancio si investa “nelle start up digitali, per sfruttare il potenziare della intelligenza artificiale, per ancorare la posizione dell’Ue in quanto leader nella ricerca, per fornire ai giovani un futuro migliore, per affrontare le cause della migrazione alla radice, per mostrare la nostra solidarietà sulle catastrofi naturali e per costruire un’Europa della sicurezza e della difesa, ma soprattutto abbiamo bisogno di un bilancio che agisca contro i cambiamenti climatici, per noi è una sfida, ma noi la possiamo trasformare in una opportunità”.

Al dibattito è intervenuta anche la ministra croata Nikolina Brnjac che ha detto:”Entriamo in una fase decisiva dopo le discussioni di dicembre, la presidenza croata sostiene pienamente l’idea di trovare un accordo rapidamente, non sarà facile ci sono divari tra molti campi”.  La Croazia ha attualmente la presidenza semestrale dell’Ue. La ministra ha annunciato che la proposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel arriverà in vista del Consiglio affari generali, dunque entro il 17 febbraio.

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