Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Stati Uniti

Suprema Corte US dovrà sentenziare sull’Electoral College.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-02-10.

Supreme Court

«Il collegio elettorale degli Stati Uniti d’America (in inglese: United States Electoral College) è un insieme di elettori, stabilito dalla Costituzione statunitense, che ha il compito ogni quattro anni di eleggere il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti d’America. Il Collegio elettorale è composto da 538 elettori e vota le due cariche a maggioranza assoluta (quindi, almeno 270 voti). Secondo quanto prevede la Costituzione all’art. 2, ogni assemblea legislativa statale è libera di decidere le modalità con cui vengono selezionati questi elettori in ogni stato. Il numero degli elettori del Collegio elettorale è pari al numero totale dei seggi presenti al Congresso (attualmente 100 senatori e 435 rappresentanti). A questi 435 elettori, secondo quanto previsto dal XXI emendamento (ratificato nel 1961) si aggiungono gli elettori eletti dal Distretto di Columbia, che sono in numero pari al numero di elettori previsto dallo stato meno popoloso dell’Unione, attualmente 3. ….

Dopo che si sono tenute le elezioni “popolari”, che si tengono ogni primo martedì successivo al primo lunedì di novembre dell’anno elettorale, ogni stato procede al conteggio dei propri “voti popolari” per convertirli in elettori del Collegio elettorale, dove ogni stato segue le proprie leggi di attribuzione. Quasi tutti gli stati distribuiscono gli tutti gli elettori a disposizione per il proprio stato al candidato che ha vinto le elezioni popolari nel proprio stato, ad eccezione di due stati che invece applicano una sorta di “rappresentanza proporzionale”. ….

Solitamente gli elettori selezionati da uno stato sono obbligati a votare per il candidato vincitore in quello stato, anche se attualmente esiste un dibattito su dove poggi questa restrizione. Gli elettori selezionati si riuniscono dunque nella capitale di ogni singolo stato il primo lunedì successivo al secondo mercoledì del mese di dicembre elettorale, allo scopo di realizzare le operazioni di voto. ….

Il sistema che prevede il Collegio elettorale è da lungo tempo oggetto di un forte dibattito.» [Fonte]

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USA. Collegi Elettorali 001

La Costituzione Americana promulgata il 21 giugno 1788 preso atto sia del fatto che nasceva una federazioni di stati che ritenevano la propria indipendenza tranne che per i contenuti di interesse federale, sia delle oggettive condizioni delle distanze e delle comunicazioni dell’epoca.

L’elezione del presidente avviene in modo indiretto. A ciascuno degli stati membri è assegnato un certo quale numero di Elettori, che dovranno quindi recarsi a Washington per costituire l’Electoral College che alla fine nominerà il nuovo presidente. La Costituzione concedeva quasi un mese di tempo agli Elettori per intraprendere il viaggio nella capitale.

Per tradizione bisecolare, gli Elettori erano tenuti a votare come presidente il candidato che aveva ottenuto la maggioranza dei voti nel proprio stato.

Negli ultimi tempi però si sono evidenziate correnti di pensiero, ma anche di mera bottega politica, che proporrebbero due variazioni.

La prima, suggerirebbe una riforma costituzionale che eliminasse d’emblée il Collegio Elettorale. In rare evenienze, infatti, il candidato presidente eletto dagli Elettori avrebbe potuto aver conseguito meno voti popolari del concorrente.

La seconda invece si interroga sulla costituzionalità dell’obbligo degli Elettori a votare il candidato più votato, domandandosi se non sia più appropriato lasciar loro libertà di voto.

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Questi problemi si sono acuiti nel tempo anche a seguito del sorgere di una  corrente di pensiero propensa da utilizzare come legge elettorale un sistema proporzionale puro, cosa che in passato sarebbe stata organizzativamente semplicemente impossibile.

Adesso i quesiti sono stati ammessi alla discussione alla Corte Suprema.

«The Supreme Court will decide whether Electoral College voters have a constitutional right to cast ballots for candidates who didn’t win their state’s popular vote»

«A decision is expected by the end of June, ahead of the presidential election in November. The cases are the latest in a string of high-profile disputes the court is expected to resolve in a contentious election year»

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Anche in questa occasione si deve constatare quanto i tribunali possano interferire sull’operato politico.

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Supreme Court to decide whether Electoral College voters have a right to differ from state popular vote

– The Supreme Court will decide whether Electoral College voters have a constitutional right to cast ballots for candidates who didn’t win their state’s popular vote, the justices announced Friday.

– The justices said they will hear two cases brought by Electoral College voters in Washington state and Colorado who refused to vote for Hillary Clinton in 2016 despite her wins in those states.

– A decision is expected by the end of June, ahead of the presidential election in November. The cases are the latest in a string of high-profile disputes the court is expected to resolve in a contentious election year.

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The Supreme Court will decide whether Electoral College voters have a constitutional right to cast ballots for candidates who didn’t win their state’s popular vote, the justices announced in an order on Friday.

The justices said they will hear two cases brought by Electoral College voters in Washington state and Colorado who refused to vote for Hillary Clinton in 2016 despite her wins in those states.

Like most states, Washington and Colorado require their electors to follow the will of their states’ voters. But those laws are now being challenged by Electoral College voters who argue that such laws are unconstitutional.

A decision in the matter is expected by the end of June, ahead of the U.S. presidential election in November. The cases are the latest in a string of high-profile disputes the top court is expected to resolve in a contentious election year.

Historically, the faithfulness of Electoral College voters has largely been a formality. In 2016, 10 out of the total 538 electors attempted to cast ballots out of line with their state’s popular vote. But attorneys on both sides of the issue urged the top court to resolve the constitutional question before a crisis emerges.

Larry Lessig, an attorney for the electors in Washington, wrote in court papers that a swing by 10 electors would have been enough to alter the results in five of 58 previous presidential races.

“This case gives the Court the rare opportunity to decide a constitutional question related to presidential selection in a non-emergency setting,” he wrote.

The Washington case was brought by three presidential electors who cast their ballots for Colin Powell, the former secretary of state under President George W. Bush. The electors were each fined $1,000 under state law, which they have said in court papers appears to be the first fine of its type in American history.

The Washington Supreme Court upheld the fines in an 8-1 vote that rejected the electors’ constitutional objections, including the claim that their First Amendment rights were violated.

The Colorado case was brought by Micheal Baca, who attempted to cast his vote for John Kasich, as well as two other electors, Polly Baca and Robert Nemanich, who objected to voting for Clinton but ultimately did so after trying and failing to get a court order blocking the state law that required it.

Colorado replaced Micheal Baca with another elector who voted for Clinton before he could cast his vote.

A federal appeals court based in Denver ruled 2-1 that electors do have a right to buck the popular vote. The court reasoned that under the Twelfth Amendment, which established modern voting procedures for president and vice president, electors are “free to vote as they choose.”

A number of the top Democrats running for president, including Sens. Bernie Sanders, I-Vt., Elizabeth Warren, D-Mass., and Amy Klobuchar, D-Minn., and former South Bend, Indiana, Mayor Pete Buttigieg, have advocated for eliminating the Electoral College.

President Donald Trump, who lost the popular vote to Clinton by 3 million votes, said in March that he used to support abolishing the Electoral College “but now realize the Electoral College is far better for the U.S.A.”