Pubblicato in: Agricoltura

Cavallette. Stanno invadendo e distruggendo l’Africa del Nord Est.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-02-04.

2020-01-30__Cavallette 001

Le cavallette furono una delle peggiori delle sette piaghe dell’Egitto.

«I Celiferi (Caelifera Ander, 1936) sono un sottordine di insetti ortotteri noti con il termine generico di cavallette o locuste.

In realtà il termine cavalletta può indicare sia i membri delle famiglie Tetrigidae (cavallette nane) e Acrididae (cavallette migratorie, più propriamente dette locuste), correttamente appartenenti al presente sottordine celiferi, sia la comune cavalletta verde, Tettigonia viridissima (Tettigoniidae), appartenente al secondo e distinto sottordine degli ortotteri, gli Ensifera.

Spesso il termine cavalletta è usato per tutti gli ortotteri che sono in grado di volare o saltare. ….» [Fonte]

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Uno sciame di cavallette è composto da oltre centocinquanta milioni di insetti, in grado di spostarsi anche di un centinaio di kilometri in un giorno: in breve, le zone ove si calano diventano brulle. Calate sulle culture o sulla macchie, le cavallette mangiano tutte le foglie, lasciando gli alberi e gli steli  completamente nudi. Servono poi anni perché la flora possa riprendersi.

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La lotta alle cavallette è una fatica di Sisifo.

«Le cavallette compiono una sola generazione l’anno. Le neanidi nascono scalarmente dalla fine di maggio alla fine di luglio, in funzione dell’altitudine e dell’esposizione. I primi adulti compaiono in luglio e si spostano in volo per brevi distanze. L’ovideposizione inizia in agosto in aree circoscritte, dette grillare, caratterizzate da terreni incolti, compatti, esposti a sud e dotati di pendenza e quindi meno soggetti a ristagni idrici. Le uova sono deposte, in numero variabile da 25 a 55, all’interno di una ooteca o cannello sovrapposte le une alle altre ed incollate da un secreto spugnoso. Ogni ooteca viene inserita all’interno di un foro prodotto nel terreno dalla femmina alla profondità di 3-4 cm. ….

la conoscenza delle “grillare” permetterà agli agricoltori di effettuare, prima della nascita delle neanidi, lavorazioni superficiali (erpicature, fresature) o dissodamenti per distruggere le ooteche ed esporle agli agenti atmosferici. ….

il naturale contenimento delle cavallette avviene, nelle annate piovose, principalmente ad opera di parassiti fungini, in particolare Entomophthora grylli, ma buona è anche la predazione esercitata da uccelli quali storni, fagiani, tacchini, faraone, rapaci, ecc. ….

il ricorso alla lotta chimica, in quanto poco efficace e ad alto impatto ambientale, sarà ammesso solo sulle ristrette aree in cui le neanidi appena nate vivono gregarie formando popolazioni molto consistenti e nelle quali non si è riusciti ad intervenire preventivamente» [Fonte]

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Orbene.

Le cavallette stanno invadendo, e distruggendo, quasi tutto il Nord Est del continente africano.

A Plague Of “Billions” Of Locusts Threatens To Create Horrific End-Times Famine Across Africa

«Billions of locusts are eating everything in sight in east Africa right now, and every single day many more farms are being completely wiped out.  Unfortunately, authorities are telling us that what we have seen so far is just the tip of the iceberg.  In fact, if extreme measures are not implemented immediately, authorities are claiming that this locust plague could literally get “500 times” worse in a few months.  But it is difficult to imagine conditions getting any worse than they are at this moment.  Ravenous locust swarms that are “the size of cities” are consuming crops at a staggering pace, and this could potentially cause famine on the African continent that is unlike anything we have ever seen before.

But this is actually happening.  Right now “billions of locusts” are absolutely devastating east Africa, and each one can eat “its own weight in food every day”…

    Billions of locusts swarming through East Africa could prove disastrous for a region still reeling from drought and deadly floods, experts have warned, amid increasing calls for international help.

    Dense clouds of the ravenous insects, each of which consumes its own weight in food every day, have spread from Ethiopia and Somalia into Kenya, in the region’s worse infestation in decades.

It would be hard to overstate what this is going to mean for the region.  According to the FAO, this plague is an “unprecedented threat to food security and livelihoods in the Horn of Africa”…

    The United Nation’s Food and Agriculture Organisation has described the situation as “extremely alarming,” representing an “unprecedented threat to food security and livelihoods in the Horn of Africa.”»

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La lotta alle cavallette è questione di vita o di morte: se condotta con esitazione, non serve a nulla.

Si faccia attenzione!

L’Europa è vicina all’Africa, e per le cavallette sarebbe un volo non eccezionalmente lungo.