Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia

Cassazione. Primo Presidente Mammone critica la legge sulla prescrizione.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-02-02.

Corte Cassazione 001

Poniamoci una domanda.

Che senso avrebbe una legge sulla prescrizione, se poi

«20.000-25.000 processi per anno corrispondente al quantitativo medio dei procedimenti che negli ultimi anni si è estinto per prescrizione in secondo grado»?

Il capitolo della discrezionalità dei giudici nel lasciare andare in prescrizione è usualmente sottotaciuto, perché oltremodo scomodo: è una delle colonne portanti della dittatura giudiziaria che stiamo vivendo.

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Cassazione, allarme del primo presidente sulla prescrizione

Per Giovanni Mammone si prospetta un incremento del carico di lavoro di circa 20-25.000 processi l’anno

“A oggi, ovvero nel momento in cui sul dato delle prescrizioni non ha ancora inciso la disciplina della sospensione dopo la sentenza di primo grado, è utile evidenziare quali conseguenze potrebbero derivare da tale innovazione al giudizio di legittimità una volta entrata a regime. Accanto ad un auspicabile riduzione delle pendenze in grado di appello derivante dall’attesa diminuzione delle impugnazioni meramente dilatorie, si prospetta un incremento del carico di lavoro della Corte di Cassazione di circa 20.000-25.000 processi per anno corrispondente al quantitativo medio dei procedimenti che negli ultimi anni si è estinto per prescrizione in secondo grado”. E’ quanto si legge nella relazione del primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario.

“Ne deriverebbe un significativo incremento del carico penale, vicino al 50%, che difficilmente potrebbe essere tempestivamente trattato nonostante l’efficienza delle sezioni penali della Corte di Cassazione, le quali definiscono già attualmente circa 50000 procedimenti annui”, sottolinea. Risulta, pertanto, necessario “porre allo studio e attuare le più opportune soluzioni normative, strutturali e organizzative tali da scongiurare la prevedibile crisi che ne deriverebbe al giudizio di legittimità”, spiega Mammone nella sua relazione.