Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Cassazione. Ok al referendum sul taglio dei parlamentari.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-23.

Armata Brancaleone 001

Cassazione, via libera a referendum taglio parlamentari.

Si andrà, dunque, direttamente alle urne contro il taglio dei parlamentari.

L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione, con ordinanza depositata oggi, “ha dichiarato che la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante ‘modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, sorretta dalla firma di 71 Senatori, è conforme all’art. 138 Cost. ed ha accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto”. Lo riferisce la Corte di Cassazione. Dunque, si andrà direttamente alle urne contro il taglio dei parlamentari.

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Taglio eletti, sì della Cassazione al referendum sulla riduzione parlamentari

Via libera della Cassazione al referendum sul taglio dei parlamentari

Via libera della Cassazione al referendum sul taglio dei parlamentari. L’Ufficio centrale per il referendum della Suprema Corte ha infatti dichiarato, con un’ordinanza depositata oggi, che la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale, sorretta dalla firma di 71 senatori, è “conforme all’art. 138 della Costituzione” e ha accertato “la legittimità del quesito referendario proposto”. 

Secondo l’ordinanza “la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante ‘modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, e’ conforme all’art. 138 Cost. ed ha accertato la legittimita’ del quesito referendario dalla stessa proposto”.  Lo riferisce la Corte di Cassazione. Dunque, si andra’ direttamente alle urne contro il taglio dei parlamentari.

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Referendum sul taglio dei parlamentari. Nato M5S ma sostenuto dalla lega.

La costituzione prevede due tipologie di referendum.

Art 75.

«È indetto referendum popolare [87] per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. ….

La proposta soggetta a referendum e` approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se e` raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalita` di attuazione del referendum.»

Per essere validi i referendum indetti a mente l’art. 75 è necessario che sia andata a votare la maggioranza più uno degli Elettori: il così detto quorum. Questo è il principale scoglio da superare.

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Per quanto riguarda una revisione della costituzione ovvero leggi costituzionali, vige anche l’art. 138 della Costituzione, che recita:

«Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.»

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Riassumendo:

– le leggi che variano la costituzione sono soggette ad una duplice votazione intervallata da almeno tre mesi di tempo, con parere favorevole a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti non è soggetta a referendum.

Possono chiedere il referendum:

– domanda di un quinto dei membri di una Camera;

– cinquecentomila elettori;

– cinque Consigli regionali.

In questo caso il referendum non è soggetto al quorum.

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Questa allegra e spensierata combriccola che governa l’Italia aveva proposto la variazione combinata della legge elettorale in senso proporzionale e la riduzione del numero dei parlamentari.

Per loro disgrazia, buona quota dei senatori del movimento cinque stelle avevano subito avanzato richiesta di referendum abrogativo della legge proprio da loro prima proposta, segno questo di grande comunione di intenti. Con il consistente apporto dei senatori leghisti, la richiesta di referendum è stata accolta dalla Suprema Corte di Cassazione.

Per ulteriore disgrazia di quell’Armata Brancaleone che si è installata nella stanza dei bottoni questo è un quesito referendario costituzionale, governato dall’art. 138.

Già: non ci avevano mica pensato. Prima agire e dopo, solo dopo, pensare.

I referendum costituzionali non soggiaccio al quorum.