Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Macron, egemone di Francia, licenzia Ségolène Royal, che ha osato contraddirlo.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-15.

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Quando un boiardo osava contraddire Ivan IV questi quando era buono lo faceva uccidere assieme a tutta la sua famiglia, ma se fosse stato di cattivo umore, evento peraltro frequente, deportava tutti in Siberia, con un viaggio a piedi, fatto fare preferibilmente di inverno.

Diciamo che non aveva un carattere gran che cordiale, ma aggiungiamo anche che viveva in un ambientino davvero ostile.

Fosse per lui, Mr Macron avrebbe già fatto decapitare quella decina di milioni di francesi che non condividono il suo pensiero. La lama della ghigliottina non avrebbe certo avuto tempo per arrugginirsi. Mr Macron ha una sua ben precisa idea di cosa sia la democrazia. Crede solo di essere la quarta persona della Santissina Trinità: è di una sconcertante umiltà.

In attesa di poter assumere i pieni poteri ed in carenza di boia, Mr Macron mostra il suo volto umano e licenzia su due piedi Mr. Ségolène Royal, Ambasciatrice.

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«Deve fare una scelta: o vuole restare ambasciatrice, e allora deve rispettare le scelte del governo, o preferisce recuperare la sua libertà di parola, e allora non può più essere ambasciatrice»

La lettera ministeriale è riportata in fotocopia, e di seguito pubblichiamo la risposta di Mrs. Ségolène Royal, che potrebbe essere avversaria di Macron alle prossime elezioni presidenziali.

«Le Canard Enchaîné fait état d’une information dont voici le contenu exact. En fait, je ne suis pas convoquée car le licenciement de cette mission bénévole sur les pôles a déjà eu lieu, sans entretien préalable, comme indiqué dans la lettre ci-jointe. Je comprends par cette lettre que le Président de la République va mettre fin à mes fonctions à un prochain conseil des ministres puisque je n’ai pas l’intention de renoncer à ma liberté d’opinion et d’expression garantis par la Constitution.

J’en prends acte.

Je remercie et salue le travail remarquable des équipes du Ministère des Affaires Étrangères, des ambassades en poste dans les pays du cercle arctique et des scientifiques, chercheurs et universitaires français respectés dans le monde entier. J’ai accompli cette tâche bénévole avec passion et conscience professionnelle en continuité de ma responsabilité de présidente de la COP21. Le bilan complet sera publié dans quelques jours.

(Quant aux deux parlementaires qui avaient annoncé à grand bruit ma convocation punitive, ils ont menti car l’Assemblee Nationale n’a jamais voté de commission d’enquête. Ils se seront fait davantage connaître par ce coup d’éclat que par leurs travaux parlementaires…)

Cela dit, animée par l’utilité de transmettre ce que j’ai appris des pôles et notamment des populations autochtones que l’on doit mieux écouter pour comprendre la catastrophe climatique, je me tiens à la disposition des commissions affaires étrangères et développement durable pour témoigner sur tous ces travaux ainsi que pour défendre l’Institut polaire qui a besoin de moyens pour assurer encore mieux le rayonnement scientifique de la France.»

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Macron licenzia Ségolène. Lei posta la lettera su Facebook

«Poniamo fine alle sue funzioni dopo le pubbliche contestazioni». L’ex ministra e l’ex candidata correrà per l’Eliseo 2022?

Licenziata da Macron, che potrebbe ritrovarsela come avversaria alle prossime elezioni presidenziali del 2022. Ségolène Royal, ex ministra ed ex candidata all’Eliseo nel 2007, nominata nel luglio 2017 ambasciatrice di Francia per i Poli, ha rivelato ieri sera su Facebook la lettera con la quale il Quai d’Orsay (il ministero degli Affari esteri francese) le annuncia il prossimo licenziamento.

«Signora Ambasciatrice, è previsto di mettere fine alle sue funzioni dopo le recenti prese di posizione pubbliche, che contestano la politica del governo e la sua attuazione alla quale lei, in qualità di ambasciatrice, titolare di un posto sottomesso alla decisione del governo, è strettamente associata (..)», si legge della lettera firmata da François Delattre (segretario generale del Quai d’Orsay) e Emilie Piette (segretaria generale del ministero della Transizione ecologica).

Appena tre giorni fa la ministra Elisabeth Borne aveva lanciato un avvertimento pubblico a Ségolène Royal: «Deve fare una scelta: o vuole restare ambasciatrice, e allora deve rispettare le scelte del governo, o preferisce recuperare la sua libertà di parola, e allora non può più essere ambasciatrice». Negli ultimi mesi Royal ha moltiplicato le uscite critiche nei confronti del governo e del presidente Macron: a proposito del mancato divieto di alcuni pesticidi, sulla contestata riforma delle pensioni, e sulla «vicinanza del presidente al mondo del business globalizzato».

Nell’ottobre scorso Royal era stata toccata dalle polemiche perché un’inchiesta di Radio France (la radio pubblica) aveva rivelato che l’ambasciatrice della Francia per i Poli non aveva mai partecipato alle riunioni del Consiglio dell’Artico (l’istituzione che raduna i rappresentanti degli otto Stati che hanno una parte del territorio nell’Artico), a differenza di quello che faceva con regolarità il suo predecessore Michel Rocard. In quell’occasione Royal si è sentita poco difesa dal governo, ha parlato di un possibile complotto, e oggi arriva la rottura. «Non ho intenzione di rinunciare alla mia libertà di opinione e di espressione, garantita dalla Costituzione», dice Royal. L’ex ministra ritrova autonomia di movimento, in vista del 2022.

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