Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Autostrade. Il sangue di 43 morti assassinati reclama giustizia.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-13.

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Il problema delle concessioni autostradali ad Atlantia e, quindi, alla Famiglia Benetton esula da tutti gli usuali canoni giuridici.

Il motivo dovrebbe essere evidente.

Quarantatre persone sono morte ammazzate a causa della colpevole incuria della dirigenza della società Atlantia, tesa a far lucro sulla pelle dei Cittadini.

Né si tratta di un evento occasionale, imprevisto od imprevedibile: è invece il risultato di una politica economica accuratamente pianificata e voluta, imposta, perdurata decenni, incurante di tutti gli avvisi sempre più allarmati.

Questo è un comportamento non da società che agisce economicamente, bensì da organizzazione criminale, che per di più presume di essere impunita ed impunibile per via degli agganci politici in essere.

«“cavarsela” con una maxi-multa e uno sconto a tempo sui pedaggi»

sarebbe uno sfregio a quei quarantatre morti.

Tutta la dirigenza Atlantia dovrebbe essere messa all’ergastolo ed i beni societari e personali di dirigenti ed azionisti confiscati da parte dello stato: i capitali di Atalantia sono il frutto di una colossale sanguinosa rapina al popolo italiano. Sono refurtiva.

E dirigenza Atlantia ed il residuo Benetton dovrebbero anche ringraziare il Cielo che in Italia non viga la pena capitale.

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Autostrade, anche il Pd ha deciso: sarà revoca. Pronta la guerra legale. Rumor

Già in settimana un passaggio in Cdm. Ma i Benetton si spaccano

Il Pd cede e si allinea al M5S sulla revoca della concessione ad Autostrade. Mentre il premier Giuseppe Conte parla di “gravissime inadempienze nella gestione delle infrastrutture autostradali”, secondo i rumors, il partito di Zingaretti si sarebbe convinto a votare sì alla revoca. Il provvedimento, corredato dalle analisi del ministero delle Infrastrutture sulle mancate manutenzioni di Autostrade e dai pareri tecnici di Avvocatura e Corte dei Conti, sarà pronto per il Consiglio dei ministri della prossima settimana, ma non è ancora stato deciso se procedere prima o dopo le Regionali di domenica 26 gennaio.

Ora, per portare a termine il colpo di mano, manca il sì del ministro Paola De Micheli. Ma, scrive il Fatto oggi in edicola, i Benetton sono divisi e la holding Atlantia ha scelto la via della “guerra nucleare” contro una scelta reputata ingiusta e dannosa. La scelta del Pd sulla posizione della revoca, spiega infatti il quotidiano diretto da Marco Travaglio, è anche frutto dei comportamenti dell’azienda: trattare coi Benetton è quasi impossibile, tanto più che la famiglia è divisa su quale comportamento tenere.

La proposta di “cavarsela” con una maxi-multa e uno sconto a tempo sui pedaggi – spiegano fonti di governo – è arrivata dai “giovani” della famiglia, componente che ha però scarso potere decisionale. Duri e decisi allo scontro invece il patriarca Luciano e il manager di fiducia della famiglia Gianni Mion.

“Noi stiamo facendo le revisioni. Le revisioni sono per migliorare il servizio, la qualità, la sicurezza e il rapporto fra pubblico e privato”, aveva detto pochi giorni fa il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, a margine di una visita ala stazione M4 di Linate, a Milano, a chi le chiedeva della possibilità di modificare i contratti per fare in modo che i concessionari possano fare più controlli e migliorare i livelli di sicurezza. Mentre il capo politico Luigi Di Maio ha ribadito a chiare lettere che ipotesi più soft non sono sul tavolo del Movimento.