Pubblicato in: Devoluzione socialismo

M5S. Documento dei senatori. Grillo e Casalaggio se ne vadano via.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-10.

Cacciare a pedate 001

M5S scoppiettante di novità. Prima cacciano i peones, indi i dignitari.

«A Palazzo Madama un gruppo di senatori chiede di abolire la figura del capo politico (anche se non è Luigi Di Maio a essere messo in discussione), di sottrarre la piattaforma Rousseau a Casaleggio e di lasciare a Beppe Grillo l’incarico di presidente e non più di garante del Movimento»

«Nel documento si chiede di sottrarre la piattaforma Rousseau a Casaleggio e destinarla ad un gruppo di garanti»

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M5S, documento dei senatori: via Casaleggio da Rousseau e abolire il capo politico. I deputati De Toma e Silvestri al gruppo misto.

Altri addii alla Camera dei deputati per i Cinque Stelle. Mentre a Palazzo Madama si chiede più trasparenza: Grillo presidente e non più garante.

A Palazzo Madama un gruppo di senatori chiede di abolire la figura del capo politico (anche se non è Luigi Di Maio a essere messo in discussione), di sottrarre la piattaforma Rousseau a Casaleggio e di lasciare a Beppe Grillo l’incarico di presidente e non più di garante del Movimento. Nelle stesse ore, i deputati Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri hanno lasciato il M5S. I due parlamentari hanno comunicato alla presidenza della Camera il passaggio al Gruppo Misto. Il numero dei deputati, dopo queste ultime due defezioni, scende dunque da 213 a 211. Silvestri, 33 anni, è membro dal 2018, della X Commissione attività produttive, commercio e turismo. Anche De Toma, 54 anni, è membro dal 2018 della X Commissione attività produttive, commercio e turismo.

Al Senato la richiesta di «più democrazia»

Stop alla figura del capo politico, gestione collegiale ed assembleare sulla linea politica, riforma del sistema delle rendicontazioni, stop anche al ruolo del garante del Movimento. Nel documento preparato da un gruppo di senatori del M5S per l’assemblea congiunta dei Cinque Stelle si porta all’attenzione del Parlamento la proposta di una serie di modifiche statutarie. La premessa è che il perimetro del M5S resti nell’ambito della maggioranza e che non c’è alcuna intenzione di strappi nei confronti del governo. Nel mirino ci sarebbe in sostanza non solo Di Maio ma in qualche modo anche Grillo, visto che per il comico sarebbe previsto non più il ruolo di garante ma di presidente. Per quanto riguarda il tema delle restituzioni si suggerisce di versare su un conto corrente gestito da un organismo trasparenza, con l’obiettivo di lasciare ogni risorsa all’interno del Movimento. Nel documento si chiede di sottrarre la piattaforma Rousseau a Casaleggio e destinarla ad un gruppo di garanti. Questa sera verrà fatto il punto sulla situazione dei morosi e non si esclude un via libera all’espulsione degli inadempienti di lungo corso. Nel frattempo, è arrivato un chiarimento da parte dell’ufficio stampa del M5S: «Si precisa che il documento illustrato da alcuni senatori del Movimento 5 Stelle durante l’odierna assemblea non prevede alcuno “stop al ruolo del garante del Movimento” né alla figura del capo politico. In tale documento è stata avanzata la proposta di dar vita a “un organismo collegiale democraticamente eletto”».

Cambio per le restituzioni

Svolta anche sul tema delle restituzioni. Durante la riunione dei deputati grillini, sarebbero stati annunciati dei cambiamenti per quanto riguarda il regime delle rendicontazioni. I capigruppo Gianluca Perilli e Davide Crippa subentreranno nel Comitato rendicontazioni al posto degli ex presidenti Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva. Sarà inoltre soppresso il comma dello statuto in base al quale, in caso di scioglimento del Comitato, le giacenze vengono destinate all’Associazione Rousseau: queste risorse, viene spiegato, andranno al fondo per il microcredito. A Palazzo Madama, Vito Crimi, esponente del comitato di garanzia, ha inoltre annunciato che sarà possibile utilizzare il sistema forfettario. Molti gli interventi sul sistema per i rimborsi che sarà al centro dell’assemblea congiunta. La senatrice Taverna, per esempio, avrebbe proposto che i versamenti vengano destinati ad un fondo per la ricerca o in ambito universitario.