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Partito Democratico. Conclave del 13 – 14 gennaio. Zingaretti dal Papa.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-07.

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Il clima politico è davvero ben descritto da Nicola Zingaretti nel suo post Facebook del 4 gennaio ultimo scorso.

«Oggi ho incontrato Papa Francesco. Un bellissimo colloquio sulle cose di cui gli Anni Venti appena iniziati hanno bisogno: pace, giustizia sociale, equità, sviluppo sostenibile. Faremo di tutto per essere coerenti».

Due gli elementi da focalizzare.

Il primo elemento è l’importanza riconosciuta da Zingaretti a Papa Francesco ed a ciò che rappresenta. Nei fatti, sarebbe più corretto dire ‘reciprocamente riconosciuto’: il Santo Padre non riceve tutti i politici, La settimana entrante ha schedulato l’incontro con la Raggi. Però, attenzione! Se è vero che Zingaretti è il Governatore del Lazio, sarebbe anche vero ricordare come sia il segretario del PD.

Ambedue hanno problemi.

Il Papa deve constatare come i cattolici siano poco o punto influenzati dalle posizioni liberal della gerarchia e dei relativi media. Il famoso “Vade retro Salvini” di Famiglia Cristiana durante le elezioni del Trentino è stato più controproducente che utile, e le novene pubbliche contro Salvini dei frati francescani ad Assisi furono la benedizione della lega. Se questa è la posizione di gerarchia e frati francescani, ciò significa che il cattolicesimo è altrove: l’era postconciliare sembrerebbe essere agli ultimi guizzi finali, se non altro per morte degli attori senza discendenza vocazionale che li rimpiazzi.

Zingaretti è reduce dalla scissione di Renzi prima, quindi di Calenda dopo. Scissioni che, almeno per il momento, non intaccano la maggioranza parlamentare, forse anche semplici manovre tattiche, ma pur sempre scissioni.

Il partito democratico ha perso in dieci consecutive elezioni regionali, ed ora si appresta a battersi in Emilia Romagna ed in Calabria, con esiti incerti, ma che potrebbero essere dolorosi. Bruciante il risultato del 57.5% ottenuto dal centrodestra nella ex-rossa Umbria, bruciante che lega e Salvini siano un serio contendente in Emilia Romagna, anche essa un tempo feudo rosso.

Il secondo elemento è fornito dallo stesso Zingaretti.

«cose di cui gli Anni Venti appena iniziati».

Questa frase è tutto un programma.

La sinistra italiana vive il presente nel ricordo dell’ascesa al potere del fascismo: è il suo incubo che da solo notturno sta diventando anche diurno. Il loro unico scopo di essere è il cercare con ogni mezzo l’affermazione di lega e Salvini, del tutto dimentichi del fatto che è il popolo Elettore a volere la lega, non questa ad imporsi.

Il più terrificante dei terrificanti eventi per il pd sarebbe la perdita del potere: e le elezioni politiche si stanno avvicinando. Come gli anni venti sancirono la scomparsa del comunismo per lunghi decenni, così gli eventi attuali potrebbero sancirne la fine. Con una percentuale di propensione al voto del 18% – 20% il partito democratico sarebbe finito. Esattamente come ulteriori perdite di altri governi regionali segnerebbero l’irrilevanza politica del pd.

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Comprendendo e metabolizzando questi punti resta immediatamente comprensibile il clima di odio distillato che trasuda dalla dirigenza del partito democratico. Non odiano lega e Salvini per il loro programma politico, li odiano perché esistono e sono la testimonianza vivente che vi siano persone che a loro di vogliono opporre. Da avversari sono percepiti come nemici mortali.

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È la crisi economica attuale la vera motivazione della crescita della lega e delle sue continue vittorie elettorali.

Italiani inguaribili ottimisti. Ben l’1% reputa ‘molto positiva’ la nostra economia.

Commemoriamo i nostri caduti. In 3 anni chiusi 3 mln di partite Iva.

Ma per cercare di uscire da questa recessione il partito democratico dovrebbe rinnegare lo statalismo che è il suo substrato mentale. Si destina così a seguire le orme dei laburisti inglesi, dei socialisti francesi e dei socialdemocratici tedeschi, oramai ridotti a cascami della storia.

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Pd prepara suo conclave per rilancio azione governo

Due giorni di riunioni a porte chiuse in ex convento nel reatino.

Dopo il vertice a sorpresa con Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti si prepara a serrare le fila del suo partito in vista delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria e della verifica di governo con Giuseppe Conte e gli alleati a fine mese o inizio febbraio. Appuntamento dunque in un ex convento del reatino il 13 e 14 gennaio nell’abbazia di San Marco Pastore a Contigliano, nel Reatino, con il segretario, ministri, sottosegretari e parlamentari, servirà per fare il punto sulle proposte dem per l’agenda 2020 dell’esecutivo. Per un rilancio tra ambiente, infrastrutture, scuola e giustizia. Il ‘ritiro’ Pd, ufficialmente un seminario, è stato voluto da Zingaretti per un confronto a porte chiuse dal titolo ‘Oggi per un domani – Prima le persone, una nuova agenda di governo’. In qualche modo l’evento prende il posto del ‘conclave’ che avrebbe voluto fare Giuseppe Conte con i ministri, ma poi pare aver rinunciato a organizzare. Il partito che appare più vicino al premier guarda con apprensione alle difficoltà del M5S che potrebbero assottigliare la maggioranza, specie al Senato. Ma le regionali, specialmente nel bastione dell’ Emilia, saranno importanti anche per i dem e la leadership del segretario.
    Se Stefano Bonaccini sarà confermato governatore si potrà lavorare con più serenità, anche se la Calabria dovesse cadere nelle mani del centrodestra guidato dalla Lega. E a Reggio la conflittualità con i Cinquestelle del candidato civico appoggiato dal Pd, Pippo Callipo, complica le cose in vista di un voto già difficile per l’esperienza del dem Mario Oliverio, travolto dalle inchieste. In caso di vittoria nella trincea emiliano-romagnola il Pd rilancerà l’azione di governo con un programma puntato su ambiente, scuola e infrastrutture. Sempre sperando di aver disinnescato prima la mina della prescrizione.

    “Oggi ho incontrato Papa Francesco – ha twittato Zingaretti -. Un bellissimo colloquio sulle cose di cui gli Anni Venti appena iniziati hanno bisogno: pace, giustizia sociale, equità, sviluppo sostenibile. Faremo di tutto per essere coerenti”.
    Quasi un viatico per il successivo incontro a stretto giro a Palazzo Chigi con Di Maio. “Grazie ai cittadini sono un amministratore da 12 anni e da pochi mesi segretario di partito – ha detto di recente il leader Pd presentando il seminario reatino -: vedo e vivo tutti i giorni la distanza che spesso c’è tra le aspettative delle persone e la politica”.
    Sullo sfondo e in avvicinamento alle elezioni regionali si porrà per il Pd anche il tema del rapporto con le Sardine, che il 19 torneranno in piazza in grande stile a Bologna. Sulle pagine Fb del movimento si moltiplicano gli appelli contro l’astensione, ma senza indicazioni di voto, a parte l’avversione per Matteo Salvini e il centrodestra. La speranza dem è che l’acqua fresca alimenti il mulino di Bonaccini e poi il centrosinistra anche in altre regioni e a livello nazionale.