Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia

Italia Viva (Renzi) voterà per il processo a Salvini.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-01-04.

Giustizia 273

Italia Viva avrebbe sciolto le remore, avevo preso visione della memoria difensiva di Salvini, ed ha dichiarato che in Giunta voterà per il rinvio a processo.

«Salvini nella sua memoria ci ha spiegato che il caso Gregoretti è identico a quello della Diciotti. Salvini certamente conosce le carte meglio di noi, e se lui dice che i casi sono identici, noi ci comporteremo in modo identico, votando come per la Diciotti a favore dell’autorizzazione al processo contro Salvini».

Staremo a vedere come evolveranno le situazioni, ricordandoci che tra tre settimane di vota in Emilia Romagna ed in Campania.

Un martire poi potrebbe anche far comodo.

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Nave Gregoretti, Italia viva: «Voteremo sì per il processo a Salvini»

Il coordinatore del partito fondato da Renzi: «Lui dice che il caso è identico a quello della nave Diciotti, e noi in Giunta per le immunità ci comporteremo in modo identico»

«Salvini nella sua memoria ci ha spiegato che il caso Gregoretti è identico a quello della Diciotti. Salvini certamente conosce le carte meglio di noi, e se lui dice che i casi sono identici, noi ci comporteremo in modo identico, votando come per la Diciotti a favore dell’autorizzazione al processo contro Salvini». Lo ha detto Ettore Rosato, coordinatore di Italia viva, rispondendo su come si comporterà il partito nel voto in Giunta delle elezioni e delle immunità in Senato. Il voto in Giunta è previsto intorno al 20 gennaio. Giovedì 9 ci sarà una nuova seduta dell’organismo di Palazzo Madama. Il sì di Italia viva nei giorni scorsi non era dato per scontato. Nella Giunta sono tre i componenti del partito fondato da Matteo Renzi: si tratta di Giuseppe Luigi Cucca, che ne è vicepresidente, Francesco Bonifazi e Nadia Ginetti. «Guarderanno le carte e valuteranno», era stato detto dal capogruppo Davide Faraone. «Dal punto di vista umano e politico Salvini l’abbiamo già giudicato, ma qui abbiamo a che fare con un giudizio anche tecnico e giuridico. Le carte non le abbiamo viste, un approfondimento lo faremo nei prossimi giorni», aveva aggiunto Bonifazi. Da qui l’ipotesi di una posizione «garantista» che nei fatti avrebbe spostato il giudizio complessivo finale verso il no al processo.

Perché la richiesta di processo

La Giunta è chiamata ad esprimersi sulla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania a procedere nei confronti di Matteo Salvini, accusato di «sequestro di persona aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, dall’abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per avere commesso il fatto anche in danno di soggetti minori di età». L’episodio “incriminato” risale a luglio, poco prima che la Lega aprisse la crisi di governo: l’allora ministro dell’Interno non consentì lo sbarco a 131 migranti rimasti per giorni a bordo della nave militare.

La difesa di Salvini

Ieri il leader leghista ha depositato la memoria difensiva in Giunta, sostenendo che la decisione di non far sbarcare i migranti è stata una scelta collegiale di tutto il governo e che il ruolo del premier Giuseppe Conte è stato rilevante. Insomma, esattamente – è la linea difensiva – come accadde per la vicenda della nave Diciotti, vicenda su cui il Senato si è espresso “salvando” dal processo Salvini. In quell’occasione i renziani (che erano ancora dentro il Pd, la scissione è successiva) votarono a favore dell’autorizzazione a procedere, ma il titolare del Viminale fu “salvato” dai voti contrari del Movimento 5 stelle, allora alleati di governo.