Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Istruzione e Ricerca

Ministro da un giorno, Gaetano Manfredi (PD) è già indagato.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-30.

Partito Democratico 0273

«Due ministri al posto del dimissionario Lorenzo Fioramonti: Lucia Azzolina in quota M5S, Gaetano Manfredi scelto dal Pd»

«Sul neo ministro della Università Gaetano Manfredi pende una accusa di falso come collaudatore delle case che Silvio Berlusconi fece costruire a L’Aquila»

«Dopo il rovinoso crollo di un balcone la procura de L’Aquila guidata all’epoca da Fausto Cardella mise sotto inchiesta nel 2015 37 persone, fra cui proprio il futuro ministro che aveva fatto da ingegnere collaudatore la perizia sui materiali delle case scrivendo una relazione ritenuta falsa dagli inquirenti»

«Il processo però non è mai stato istruito per una serie incredibile di contrattempi: intervento della procura di Piacenza, rinvio in Cassazione, trasferimento definitivo a L’Aquila, giudice che si è a lungo ammalato, udienze continuamente saltate, errori di notifica, con il risultato che gli imputati sono rimasti in 29 – Manfredi compreso – e l’udienza preliminare per stabilire l’eventuale rinvio a giudizio è stata fissata per il prossimo 5 febbraio 2020»

«vecchi ritagli di stampa sono iniziati a circolare vorticosamente dal pomeriggio della nomina nelle chat dei militanti e dei portavoce del M5s, che pare gradiscano assai poco l’imbarazzante situazione»

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È in segno dei tempi.

Non ci si stupisce più di tanto che il partito democratico sia così a corto di nomi da dover proporre un indagato. e per materia di simile gravità.

Si rimane esterrefatti del silenzio omertoso del movimento cinque stelle, che da sempre si era dichiarato allergico ai corrotti e che aveva a suo tempo obbligato alle dimissioni un Siri, colpevole di essere indagato.

Questo è solo uno dei tanti casi che attestano la perfetta malafede di Mr Di Maio e sodali, che tengono più alla poltrona che alla loro stessa vita.

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Gaetano Manfredi, il nuovo ministro dell’Università è il fratello dell’ex deputato Pd

Due ministri al posto del dimissionario Lorenzo Fioramonti: Lucia Azzolina in quota M5S, Gaetano Manfredi scelto dal Pd.

Due ministri al posto del dimissionario Lorenzo Fioramonti. La responsabilità di governo per scuola e ricerca torna a separarsi dopo 20 anni: alla guida dei due dicasteri, Istruzione e Università e ricerca,vanno la sottosegretaria grillina Lucia Azzolina e il rettore dell’ateneo Federico II di Napoli Gaetano Manfredi. Ad annunciarlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno a Villa Madama. All’Istruzione il nome di Azzolina, dirigente scolastico e già sottosegretaria allo stesso ministero in quota M5S (in pole position da giorni dopo le dimissioni di Fioramonti; al ministero della Ricerca invece Gaetano Manfredi indicato da Pd. Il rettore dell’Università Federico II di Napoli e presidente della Conferenza dei rettori è anche fratello dell’ex deputato Pd Massimiliano Manfredi eletto alle elezioni politiche del 2013 alla Camera dei Deputati. 

Il fratello del neo ministro è stato fino ad ottobre 2001 segretario provinciale della Sinistra Giovanile a Napoli. Dal 2006 al 2008 a capo della segreteria del Ministro della Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais. Dal 2008 al 2009 coordinatore per le attività programmatiche nazionali del PD all’interno del gruppo dirigente del PD con Walter Veltroni e Dario Franceschini. Dal 2010 al 2013 è inoltre stato Presidente del Pd in provincia di Napoli. 

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Gaetano Manfredi è indagato. Prima grana sul nuovo ministro

Sul neo ministro della Università Gaetano Manfredi pende una accusa di falso come collaudatore delle case che Silvio Berlusconi fece costruire a L’Aquila. Dopo il rovinoso crollo di un balcone la procura de L’Aquila guidata all’epoca da Fausto Cardella mise sotto inchiesta nel 2015 37 persone, fra cui proprio il futuro ministro che aveva fatto da ingegnere collaudatore la perizia sui materiali delle case scrivendo una relazione ritenuta falsa dagli inquirenti. Il processo però non è mai stato istruito per una serie incredibile di contrattempi: intervento della procura di Piacenza, rinvio in Cassazione, trasferimento definitivo a L’Aquila, giudice che si è a lungo ammalato, udienze continuamente saltate, errori di notifica, con il risultato che gli imputati sono rimasti in 29- Manfredi compreso- e l’udienza preliminare per stabilire l’eventuale rinvio a giudizio è stata fissata per il prossimo 5 febbraio 2020.

E’ praticamente scontato che con una udienza preliminare fissata a sei anni dall’inizio dell’inchiesta sui cosidetti “balconi marci” del Progetto C.a.s.e. de L’Aquila sia destinato per tutti i reati- e certamente per quello di falso contestato al futuro ministro- al colpo di spugna della prescrizione. Anche la nuova legge di Alfonso Bonafede che entrerà in vigore dal primo gennaio cancellando la prescrizione, non potrà intervenire sui procedimenti già avviati per il principio del favor rei. Certo che proprio un ministro di Giuseppe Conte possa salvarsi con la prescrizione sarebbe grottesco, dopo avere varato quella legge. A meno che Manfredi stesso non faccia più o meno spontaneamente il gesto di rinunciarvi, tanto più che vecchi ritagli di stampa sono iniziati a circolare vorticosamente dal pomeriggio della nomina nelle chat dei militanti e dei portavoce del M5s, che pare gradiscano assai poco l’imbarazzante situazione…