Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

ECB. Lagarde inizia a fare marcia indietro. La Green Economy non le compete. …..

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-29.

2019-12-30__Lagarde 001

Christine Lagarde a Nicolas Sarkozy: “Usami come vuoi”, lettera-zerbino della direttrice del Fmi

«”Usami per il tempo che ti serve”. Ha fatto scalpore in Francia la lettera trovata dagli investigatori il 20 marzo scorso, scritta da Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, all’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Il Corriere della Sera definisce lo stile del manoscritto, trovato nell’abitazione parigina della Lagarde durante una perquisizione per lo scandalo Tapie-Crédit Lyonnais, “a metà strada tra Cinquanta sfumature di grigio e Fantozzi”.

La lettera è senza data, ma è stata scritta con tutta probabilità quando la Lagarde era ministro delle Finanze e Sarkozy presidente della Repubblica. Le Monde ne ha pubblicato ieri il contenuto, mostrando al mondo un’immagine molto “sottomessa” della Lagarde. Il testo, infatti, recita così:

Caro Nicolas,

molto brevemente e rispettosamente:

Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia

Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono

Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un’ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole

Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting

Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

Con la mia immensa ammirazione, Christine L.»

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Questo è il ritratto che da di sé stessa Mrs Christine Lagarde.

Commissione Europea ed europarlamento hanno messo a capo dell’Ecb uno spaventapasseri, piantato lì nel campo.

«senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno,

rischio di essere poco credibile»

Ma per fortuna di Mrs Lagarde nel consiglio dell’Ecb siede anche quel bravo uomo di Herr Weidmann, mite, mansueto, remissivo, titubante su quanti cucchiaini di zucchero mettere nella tazza del caffè, ma roccioso sui problemi bancari e valutari.

Mr Weidmann ha adottato la Lagarde. Consigliare i dubbiosi è opera di misericordia spirituale.

* * *

Una cosa sono le promesse elettorali, ma una totalmente differente le azioni intraprese una volta conseguita l’ambita carica.

Non è dato di sapere cosa e come si siano detti i governatori delle banche centrali riuniti in un meeting discreto, totalmente informale. Ma a quanto si sussurra nei corridoi ed alle macchinette del caffè  molti governatori, specie poi quelli che contano, hanno informalmente ricordato a Mrs Christine Lagarde della defenestrazione di Praga.

Mrs Lagarde è sempre stata persona ragionevole: tra l’essere cacciata giù dalla finestra del ventottesimo piano e fare marcia indietro ha optato per conservare sul collo la sua testolina impreziosita dall’opera del parrucchiere personale.

«Sono i governi, piuttosto che la Bce attraverso l’incentivo degli acquisti di bond, ad essere in prima linea sugli investimenti nella green economy: a dirlo in una lettera ad alcuni europarlamentari è la presidente della BCe Christine Lagarde»

«facendo un parziale dietrofront dopo aver suggerito in precedenza che la politica monetaria potrebbe svolgere un ruolo chiave»

«Ridurre gli incentivi agli investimenti inquinanti, e premiare invece tecnologie e modelli di business più sostenibili è in primo luogo un compito dei governi democraticamente eletti e delle autorità pubbliche»

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Orbene.

Adesso dovrebbe essere chiaro che l’Ecb non supporterà il Green Deal europeo.

Herr Timmermans è il grande perdente, e con lui l’ala liberal socialista europea. Timmermans aveva sperato di poter fare l’aedo a Mrs Lagarde, ma quella invece, da brava femminuccia, si è scelta il padrone più potente.

Ne vedremo delle belle.

*


Lagarde: governi, non Bce, in prima linea su green economy

Le misure fiscali sul carbone sono lo strumento ottimale

Sono i governi, piuttosto che la Bce attraverso l’incentivo degli acquisti di bond, ad essere in prima linea sugli investimenti nella green economy: a dirlo in una lettera ad alcuni europarlamentari è la presidente della BCe Christine Lagarde, facendo un parziale dietrofront dopo aver suggerito in precedenza che la politica monetaria potrebbe svolgere un ruolo chiave.

Ridurre gli incentivi agli investimenti inquinanti, e premiare invece tecnologie e modelli di business più sostenibili”è in primo luogo un compito dei governi democraticamente eletti e delle autorità pubbliche”, scrive Lagarde. “Le misure fiscali sul carbone sono lo strumento ottimale”.

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