Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Fioramonti ed il nuovo gruppo fantasma.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-28.

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Fioramonti, resta con noi!!! I vignettisti di Italia.


«La tassa sulle merendine e il no al crocifisso nelle classi scolastiche: sono due delle proposte lanciate dal 42enne ministro romano che hanno scatenato aspre polemiche»

«La prima – che aveva l’intento di trovare risorse in favore dei precari della scuola – venne bocciata nel giro di poco tempo dalla sua stessa maggioranza e anche dal leader del Movimento, Luigi Di Maio»

«Sull’opportunità di togliere dalle aule tutti simboli religiosi, invece, venne criticato anche dal Pd, socio di governo del suo partito»

«Nel Movimento ha sollevato più di una critica quando si è pronunciato contro il vincolo di mandato, uno dei punti qualificanti del programma grillino»

L’ex ministro Fioramonti rivendica con malcelato orgoglio uno dei punti pi qualificanti del suo operato da Ministro della Pubblica Istruzione:

«l’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole»

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I libri di storia del prossimo millennio ricorderanno con commozione l’immane opera svolta da Fioramonti a favore della scuola italiana: la lotta alle merendine, il tentativo di rimuovere i Crocefissi dalle aule e, soprattutto, l’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile.

Solo con questa ultima iniziativa potranno essere assunti senza concorso un buon numero di precari, tutti targati M5S certamente sì, ma, sia ben chiaro, della corrente da Fioramonti appena fondata.

È notorio che più un partito si scinde e si suddivide e meglio stravince le elezioni.

Se poi nella legge elettorale fosse messa la clausola che escluda tutti i partiti che hanno conseguito più dell’1% dei voti, allora il nuovo partito di Fioramonti avrebbe sicuramente la maggioranza relativa.

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Fioramonti lavora a un gruppo pro Conte. Per la successione favorita Azzolina

Si apre la corsa al post Fioramonti. Azzolina in vantaggio su Morra e D’Uva. E intanto l’ex ministro lavora a un gruppo autonomo pro Conte.

Li aveva chiesti ancor prima del giuramento al Quirinale: tre miliardi di euro per sostenere l’istruzione e la ricerca. E anche ora che su Facebook ufficializza di aver comunicato al premier Conte la decisione di lasciare il dicastero di viale Trastevere (perché tutti quei fondi in manovra non ci sono), Lorenzo Fioramonti ribadisce il suo pensiero: senza risorse è impossibile anche “solo tamponare le emergenze”, figurarsi rimettere in moto quello che definisce “il vero motore del Paese”. Da qui la decisione, meditata da tempo, di abbandonare il governo che comunque continuerà a sostenere da deputato, se dai banchi del Movimento 5 stelle o da quelli di un altro gruppo come afferma più di una voce, si vedrà.

L’idea è quella di formare un gruppo autonomo pro Conte, anche se il presidente del Consiglio avrebbe già chiesto di non mettere il suo nome in nuovi progetti politici. Quel che è certo è che la cosa potrebbe portare a strappi o a problemi per il M5s. A candidarsi quale suo sostituto ci sarebbe l’attuale presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, già nel totonomi per viale Trastevere lo scorso agosto. In ballo anche la possibile promozione dell’attuale sottosegretaria al Miur Lucia Azzolina, anche se all’interno del Movimento non tutti gradiscono la sua candidatura “troppo vicina alle posizioni del Pd”. Sarebbe però lei la favorita, con D’Uva e Gallo alle spalle.

La tassa sulle merendine e il no al crocifisso nelle classi scolastiche: sono due delle proposte lanciate dal 42enne ministro romano che hanno scatenato aspre polemiche. La prima – che aveva l’intento di trovare risorse in favore dei precari della scuola – venne bocciata nel giro di poco tempo dalla sua stessa maggioranza e anche dal leader del Movimento, Luigi Di Maio. Sull’opportunità di togliere dalle aule tutti simboli religiosi, invece, venne criticato anche dal Pd, socio di governo del suo partito. Professore di economia politica all’università di Pretoria in Sud Africa, l’ormai ex ministro dell’Istruzione in un’intervista in tv si è recentemente definito “progressista con una cultura ecologista e ambientalista”. Nel Movimento ha sollevato più di una critica quando si è pronunciato contro il vincolo di mandato, uno dei punti qualificanti del programma grillino. Nella sua lettera aperta pubblicata sui social Fioramonti rivendica con fierezza i successi ottenuti in poco più di cento giorni di mandato al ministero. “Lo stop ai tagli, la rivalutazione degli stipendi degli insegnanti (insufficiente ma importante), la copertura delle borse di studio per tutti gli idonei, un approccio efficiente e partecipato per l’edilizia scolastica, il sostegno ad alcuni enti di ricerca che rischiavano di chiudere e, infine, l’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole (la prima nazione al mondo a farlo)”. Ma i tre miliardi che chiedeva, nella manovra non ci sono.