Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Lega in lutto stretto. Lorenzo Fioramonti si dimette ed esce da M5S.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-26.

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Così l’Ansa riporta la ferale notizia:

«Lorenzo Fioramonti ha consegnato la lettera di dimissioni al premier Giuseppe Conte. Il ministro dell’Istruzione nelle ultime settimane aveva più volte lamentato la mancanza di fondi per la scuola e l’università in manovra.
    Secondo quanto riferiscono diverse fonti di maggioranza, Fioramonti potrebbe lasciare M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo ma ‘filogovernativo’, come embrione di un nuovo soggetto politico.»

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La perdita di Lorenzo Fioramonti è irrimediabile per la lega ed il centrodestra, ai quali l’ex ministro aveva procacciato un elevato numero di voti con i suoi comportamenti e con le sue esternazioni. Attoniti e stupefatti i leghisti si stanno domandando con chi mai il buon Di Maio sostituirà il ministro uscente: i pentastellati sono noti procacciatori di voti al centrodestra, ma in questa arte Fioramonti eccelleva.

M5S e Fioramonti. Crocefisso nelle aule. Un sorprendente sondaggio.

«Le dichiarazioni del ministro M5s dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti contro il crocifisso in classe riaprono il dibattito su una controversia non ancora risolta in Italia.»

«Togliere il crocifisso dalle aule delle nostre scuole darebbe solo manforte a Salvini. L’ex ministro dell’Interno, partendo da qui, farebbe una battaglia contro il governo che, oltre ad aumentare le tasse, lede anche la sensibilità di buona parte degli italiani»

«un sondaggio subito effettuato, evidenzia come il 62.5% degli Elettori sia favorevole al Santo Crocefisso appeso in aula, mentre solo un 26.3% è contrario.»

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Fioramonti. ‘Eni abbandoni il petrolio e dimentichi le esplorazioni’.

«L’Eni, Ente Nazionale Idrocarburi, ha un fatturato di 76.93 miliardi euro, ed un utile netto di 4.24 miliardi, Da lavoro a 32,934 persone. È l’ultima grande azienda nazionale, con dimensioni ed interessi mondiali.»

«Petrolio addio. Lo dice senza mezzi termini il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti»

«L’Eni …. è una grande risorsa per il Paese, soprattutto se opererà una riconversione totale di tutti gli asset produttivi.»

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Presumiamo che Mr Putin abbia letto atterrito le parole di Mr Fioramonti: tutto il piano industriale ed estrattivo russo sarebbe una bufala, una catastrofe, per non dire di peggio.

Vi sarebbero però molte chiavi diverse di lettura.

Che si venda l’Eni ai nostri amici tedeschi, che solo per fare un piacere agli amici italiani sarebbero anche disposti a pagarlo due o tre miliardi. Con il ricavato si potrebbe costituire un fondo pensione per i senatori M5S transfughi nella lega, per esempio. Poi, cosa ci sta a fare questo governo se non per fare umili omaggi ai loro sodali tedeschi?

Come primo risultato, negli uffici e nei laboratori dell’Eni si era aperta la caccia ai pentastellati: brava gene che si dissociava a gran voce dal Ministro Fioramonti, il pupillo scelto con cura da Mr Di Maio, grande conoscitore dell’animo umano.

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«Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha dato le dimissioni con una lettera al premier Conte. Secondo le indiscrezioni nella lettera Fioramonti avrebbe spiegato che secondo lui bisognava rivedere l’IVA, anche lasciando l’aumento, per incassare i 2-3 miliardi che chiedeva per il suo ministero e che di fronte al blocco dell’aumento ha capito che non c’era volontà di fare maggiore gettito e dunque non ci sono più le condizioni per andare avanti. In serata fonti di Palazzo Chigi hanno confermato l’arrivo della lettera di dimissioni»

«Fioramonti potrebbe lasciare M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo ma ‘filogovernativo’»

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Questo è davvero un fiero colpo sotto la cinta a Mr Salvini ed alla Lega, che contavano molto sul fattivo supporto del Ministro Fioramonti, fonte certa e sicura dei voti che trasmigrano dal movimento cinque stelle alla lega.

Dovranno accontentarsi delle esternazioni di Mr Di Maio.

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Corriere. 2019-12-26. Il ministro dell’Istruzione Fioramonti ha dato le dimissioni

La decisione in una lettera inviata a Conte in cui avrebbe spiegato che secondo lui bisognava rivedere l’IVA per incassare i 2-3 miliardi che chiedeva per il suo ministero.

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha dato le dimissioni con una lettera al premier Conte. Secondo le indiscrezioni nella lettera Fioramonti avrebbe spiegato che secondo lui bisognava rivedere l’IVA, anche lasciando l’aumento, per incassare i 2-3 miliardi che chiedeva per il suo ministero e che di fronte al blocco dell’aumento ha capito che non c’era volontà di fare maggiore gettito e dunque non ci sono più le condizioni per andare avanti. In serata fonti di Palazzo Chigi hanno confermato l’arrivo della lettera di dimissioni. L’uscita di scena del responsabile della scuola non è un fulmine a ciel sereno: nei giorni precedenti il Natale si erano rincorse ripetute voci su un possibile abbandono di Fioramonti.

A metà dicembre a Trieste, il ministro, esponente del M5S, aveva manifestato apertamente il suo malcontento: «La scuola in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi. I 3 miliardi che io ho individuato, non sono la sufficienza» ma rappresentano «la linea di galleggiamento». Tredici giorni dopo quella affermazione, e 48 ore dopo la definitiva approvazione della legge di Bilancio con voto di fiducia, Fioramonti ha tirato le sue conclusioni.

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