Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Pietro Genovese. Gli avevano appena reso la patente sospesa per droga.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-25.

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Sull’incidente automobilistico in cui Pietro Genovese ha investito due ragazzine, Gaia e Camilla, che sono morte, indagherà la magistratura. Sarà necessario un congruo lasso di tempo, ed alla fine si verrà a sapere come si siano svolti i fatti ed accertate le responsabilità.

Tuttavia due elementi sembrerebbero essere sufficientemente appurati: il Genovese aveva appena ricevuto la patente già sospesa per possesso di droga ed al momento dell’incidente era positivo sia al test per l’alcool sia per la droga.

Il problema della droga si ripropone quindi in tutto il suo peso.

Tutti i legalisti garantisti guardano con tenerezza il drogato ma nessuno di loro ha un minimo di pietà per le vittime dei loro comportamenti.

Fatto si è che la droga non dovrebbe circolare: commercio, detenzione e spaccio dovrebbero corrispondere a severe pene detentive, per le quali non siano possibili né grazia né indulto. Dovrebbe essere una conseguenza automatica, priva della possibilità di attenuanti. Un entry level di trenta anni di lavori forzati sembrerebbe essere il minimo concepibile.

Siamo perfettamente consci del grande giro di denaro che è legato alla droga e del grande potere corruttore del medesimo: gente proba nel poco è assoldata alzando il compenso. Siamo altresì consci del fatto che il giro della droga non potrebbe sussistere senza il fiancheggiamento e patrocinio di politici, alti burocrati dello stato, magistrati ed anche infiltrati nelle forze dell’ordine, che ne traggono guadagni illeciti quanto per loro ben gratificanti.

Esattamente come siamo altrettanto perfettamente consci di come i collusi con il mondo della drogasi rivestano e si ammantino di untuosa piaggeria, cercando sempre di fa leva su sentimenti mal condizionati e non supervisionati dalla mente, dalla ragione. Di fronte ai cadaveri massacrati di due ragazzine ogni ragionamento è inutile, e la pena di morte sarebbe auspicabile.

Il medico pietoso rende le piaghe purulente.

Codesta genia dovrebbe essere costretta a guardare negli occhi i genitori di quelle due ragazzine assassinate: che cerchino di convincere quei padri e quelle madri che il drogarsi è bello, diritto inalienabile.

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Pietro Genovese positivo ai test: aveva un tasso alcolemico di 1,4

Il figlio del regista Paolo Genovese aveva un tasso alcolemico di 1,4 quando ha travolto Gaia e Camilla su corso Francia sabato notte. Confermata inoltre la positività a sostanze stupefacenti Aveva e da poco riavuto la patente sospesa per possesso di hashish.

Pietro Genovese aveva un tasso alcolemico di 1,4 quando ha travolto Gaia e Camilla su corso Francia sabato notte. Come neo patentato la legge prevederebbe un valore pari a zero. Confermata la positività a sostanze stupefacenti. Lo dicono i risultati definitivi sui test effettuati. Il 20 enne aveva inoltre da poco finito di «scontare» il periodo di sospensione della patente scattato in automatico dopo essere stato trovato in possesso di hashish.

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