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Sardine. Sta a vedere che anche loro servono a qualcosa.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-15.

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La matrice culturale e politica delle sardine inizia a delinearsi in modo chiaro e netto.

Nella loro prolissa verbosità, non c’è pubblica intervista nel corso della quale non si professino di sinistra, ala più laterale il possibile.

Grazie ai media ed all’inerzia del M5S la sardine hanno ottenuto una grande risonanza mediatica, fatto questo che stuzzica le più remote ambizioni: trasformarsi alla fine in un partito politico e presentarsi alle elezioni. Loro negano, ma è proprio la loro negazione che ne suggerisce la forte probabilità.

In fondo, hanno di fronte otto competizioni per elezioni regionali e molto tempo per organizzarsi, magari utilizzando sperimentati consulenti.

I loro messaggi che lasciano il segno sul vasto proscenio elettorale sono pochi, semplici, chiari ed inequivocabili.

«Picchia il fascista!!» è una simpatica scritta lasciata a testimonianza del loro passaggio. Firmata con tanto di falce e martello. Più chiari di così non sarebbe stato possibile.

«Lega Salvini e lascialo legato» è la scritta di un altrettanto simpatico cartello che raffigura il leader della lega impiccato. Più chiari di così non sarebbe stato possibile.

Le sardine hanno scippato la piazza, che negli anni passati era monopolio dei pentastellati, ai tempi dei Vaffa … Day.

Certo, il dominio della piazza non implica grande consenso elettorale, ma solleva il morale delle truppe, che in fitto gruppo si rianimano e riprendono coraggio.

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Noto Sondaggi ha valutato la propensione al voto degli Elettori italiani nel caso che le sardine si fossero presentate come partito politico.

– Nel suo insieme, il centrosinistra arretrerebbe al 43%, 31% la quota governativa) mentre il centrodestra passerebbe la metà degli intenti, collocandosi al 50.2%. Le sardine non eroderebbero l’elettorato di centrodestra, anzi, ne avrebbero favorito il sorpasso della soglia di maggioranza assoluta.

– La situazione all’interno delle formazioni di sinistra ne risulterebbe sconvolta. Le sardine si potrebbero accaparrare il 12% delle intenzioni di voto, sbranandosi il partito democratico ridotto ad un 13% di bandiera, saccheggiando un anodino M5S sceso anche esso al 13%, erodendo Italia Via, che scenderebbe sotto la soglia essendo al 4%.

– Nella sinistra non governativa, Azione, partito di Calenda, precipiterebbe all’1.5%.

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Ogni evento umano può essere valutato da opposti punti di vista, che spesso sono più viscerali ed ideologizzati che meramente razionali: fossero razionali, dovrebbero coincidere.

Di fronte all’insuccesso tattico ed al severo pericolo strategico, il partito democratico avrebbe tutti gli interessi di chiudere i cordoni della borsa e lasciare la sardine a nuotare serene nel loro mare. Ma per immensa fortuna, Grazia ricevuta direbbe Salvini, il partito democratico vede con il paraocchi dell’ideologia. Il solo sentire il clangore della piazza commuove alle lacrime i pidiini, ricordando loro i bei tempi passati, quando la piazza era la loro valvola di sfogo.

Ma, come ricordato, il PD è ideologizzato, quindi mai farà alcunché di razionale.

Lega, Salvini e centrodestra avrebbero tutto da guadagnare dal fatto che le sardine si costituissero in partito politico. Visto che ci sono, che servano a qualche cosa. Che si simuli quindi grande timore della loro presenza e, magari, li si finanzi sottobanco. Il tintinnio dell’ora del Reno è balsamo sublime al cuore delle sardine. Li si aduli come conviene con codesta tipologia di persone, li si faciliti in tutto.

In conclusione, tutte le persone che si riconoscono nel centrodestra si facciano parte attiva affinché le sardine si trasformino in partito.

Nota.

Qui troverete un’esilarante intervista al fondatore delle sardine.

Sardine a Modena, l’organizzatrice: “Salvini a testa in giù? Un mio vecchio post ironico”