Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Facebook condannata in Tribunale a riattivare siti oscurati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-15.

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«Il gruppo di Marck Zuckerberg condannato a risarcire il movimento politico italiano per 15mila euro»

«Casapound ha appena vinto una causa contro Facebook, condannato a risarcire il movimento politico di estrema destra con una cifra pari a 15mila euro, rimborso che dovrà far seguito alla riattivazione immediata del profilo Facebook ufficiale»

«Sono le conseguenze dei provvedimenti presi dal social di Mark Zuckerberg lo scorso 9 settembre, quando giornalisticamente si parlò di sparizione di Casapound dal web»

«In quell’occasione infatti la piattaforma procedette ad oscurare il sito del movimento, e furono inoltre chiusi contestualmente centinaia tra profili Facebook e Instagram di esponenti e persone vicine a Casapound, nonché diversi siti web collegati»

«Il ricorso della realtà fondata da Gianluca Iannone partì poche ore dopo, e stamattina il tribunale civile di Roma lo ha accolto, condannando Facebook a riattivare il profilo del movimento e garantire un indennizzo di 15mila euro»

«Nella sentenza, il giudice spiega che “il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso (o fortemente limitato) dal dibattito politico italiano, come testimoniato dal fatto che la quasi totalità degli esponenti politici italiani quotidianamente affida alla propria pagina Facebook i messaggi politici e la diffusione delle idee del proprio movimento”.»

«la stessa sorte ora verrà riservata al suo movimento, colpito ugualmente tre mesi fa dalla chiusura improvvisa di centinaia di pagine dei suoi militanti. Sentenza devastante per Facebook cui è stato imposto dal Tribunale di Roma di riaprire le pagine di Casapound. Questa decisione comporterà la stessa cosa per Forza Nuova: riaprire immediatamente le centinaia di pagine chiuse il 9 settembre»

«L’udienza che riguarda Forza Nuova si terrà il 14 gennaio»

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Questa sentenza rimette secondo giustizia ciò che sta accadendo.

Negli ultimi tempi FaceBook ha assunto un’adesione stretta all’ideologia liberal socialista, strettamente partitica.

Liberissima di fare ciò, si intende. Ma, almeno in Italia, è procedura illegale.

Ciò che diventa tediosamente irritante è la prosopopea con la quale si presenta come campione della libertà e dei diritti all’informazioni.

Esercita di fatto una censura degna del Kbg di infausta memoria. Non solo, Non permette ad alcuno di potersi fare le proprie ragioni, in modo sereno.

Stanno assomigliando sempre più nello stile a quello che fu del dr. Göbels.

È sufficiente che in un post compaia un nome di quelli che loro hanno messo all’indice è la scure dace immediatamente addosso.

È di interesse una delle motivazioni del Giudice:

«Nella sentenza, il giudice spiega che “il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso (o fortemente limitato) dal dibattito politico italiano, come testimoniato dal fatto che la quasi totalità degli esponenti politici italiani quotidianamente affida alla propria pagina Facebook i messaggi politici e la diffusione delle idee del proprio movimento”.»

La superbia è una gran brutta bestia. Il superbo sviluppa un senso di onnipotenza ed alla fine è perfettamente convinto di possedere la Verità assoluta: creare, in poche parole, di essere Dio creatore. Ma quando si imbatte nella realtà che ne dimostra la fallacia e l’impotenza, brucia di odio astioso: quanti lo contraddicano diventano immediatamente nemici mortali, perché ne dimostrano la limitatezza.. Ritenendosi al di sopra del bene e del male, per loro nessun mezzo è troppo abbietto per non essere usato.

FaceBook si è arrogata il diritto di praticare la damnatio memoriae.

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Nel 1944 – 45 i nazionalsocialisti erano ancora al potere in gran quota dell’Europa e vi facevano ciò che volevano, con l’odio della disperazione. Poi, a guerra terminata, non solo Norimberga, ma anche lunghi periodi di prigionia da cui ben pochi ritornarono.

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Casapound batte Facebook in tribunale

Il gruppo di Marck Zuckerberg condannato a risarcire il movimento politico italiano per 15mila euro. I dettagli.

Casapound ha appena vinto una causa contro Facebook, condannato a risarcire il movimento politico di estrema destra con una cifra pari a 15mila euro, rimborso che dovrà far seguito alla riattivazione immediata del profilo Facebook ufficiale.

Sono le conseguenze dei provvedimenti presi dal social di Mark Zuckerberg lo scorso 9 settembre, quando giornalisticamente si parlò di sparizione di Casapound dal web.

In quell’occasione infatti la piattaforma procedette ad oscurare il sito del movimento, e furono inoltre chiusi contestualmente centinaia tra profili Facebook e Instagram di esponenti e persone vicine a Casapound, nonché diversi siti web collegati.

Il ricorso della realtà fondata da Gianluca Iannone partì poche ore dopo, e stamattina il tribunale civile di Roma lo ha accolto, condannando Facebook a riattivare il profilo del movimento e garantire un indennizzo di 15mila euro.

Casapound batte Facebook in tribunale

Furono gli stessi militanti a notare per primi, nel pomeriggio dello scorso 9 settembre, come molti tra profili Facebook e Instagram collegati al movimento fossero stati oscurati, inclusa la pagina ufficiale.

La mossa, a detta dei diretti interessati, arrivò senza nessun preavviso da parte del colosso di Zuckerberg, elemento che portò il vicepresidente di Casapound Italia, Simone Di Stefano, a descrivere il tutto come “un abuso”, un’azione fortemente “antidemocratica”.

Ora però, a distanza di circa tre mesi, il tribunale civile di Roma ha stabilito che la compagnia di Zuckerberg dovrà risarcire Casapound per 15mila euro, nonché garantire la riattivazione immediata della pagina ufficiale.

Nella sentenza, il giudice Stefania Garrisi ha motivato l’indennizzo economico evidenziando i disagi seguenti al blocco della pagina:

    “Il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso dal dibattito politico italiano, come testimonia il fatto che la quasi totalità degli esponenti politici italiani quotidianamente si trovi ad affidare alla propria pagina Facebook messaggi politici e diffusione di stralci del proprio lavoro quotidiano”.

Dal movimento hanno subito accolto con entusiasmo la notizia, diffusa in primis proprio da diversi esponenti e militanti, mentre Facebook ha rilasciato una brevissima nota in cui ha spiegato che sta valutando con attenzione la decisione del tribunale.

Lo scorso 9 novembre, a poche ore dall’oscuramento, da Menlo Park avevano parlato di una scelta obbligata dagli atteggiamenti mossi dall’odio di Casapound:

    “Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri su basi identitarie non possono trovare posto su Facebook e Instagram”.

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Casapound vince la causa contro Fb: ‘Riattivare il profilo’

La società di Zuckerberg dovrà anche risarcire il movimento per 15mila euro

Il Tribunale civile di Roma ha accolto il ricorso di Casapound e ha ordinato a Facebook la riattivazione immediata del profilo chiuso lo scorso 9 settembre. A darne notizia è lo stesso movimento in una nota in cui spiega che la società di Zuckerberg dovrà anche risarcire Casapound per 15mila euro.

“Il ricorso – scrive il giudice Stefania Garrisi nella sentenza – va accolto e va ordinata a Facebook l’immediata riattivazione della pagina dell’Associazione di promozione sociale CasaPound”.

Il Tribunale ha così disposto la riattivazione del profilo ufficiale di Casapound e quello personale del responsabile romano Davide Di Stefano, quale amministratore della pagina.

Nella sentenza, il giudice spiega che “il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso (o fortemente limitato) dal dibattito politico italiano, come testimoniato dal fatto che la quasi totalità degli esponenti politici italiani quotidianamente affida alla propria pagina Facebook i messaggi politici e la diffusione delle idee del proprio movimento”.

“Siamo a conoscenza della decisione del Tribunale civile di Roma e la stiamo attentamente esaminando”, il commento di un portavoce di Facebook.

Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, “a seguito della sentenza che ha imposto al social network di riaprire le pagine di Casapound” osserva in una nota che “la stessa sorte ora verrà riservata al suo movimento, colpito ugualmente tre mesi fa dalla chiusura improvvisa di centinaia di pagine dei suoi militanti. Sentenza devastante per Facebook cui è stato imposto dal Tribunale di Roma di riaprire le pagine di Casapound. Questa decisione comporterà la stessa cosa per Forza Nuova: riaprire immediatamente le centinaia di pagine chiuse il 9 settembre”.

L’udienza che riguarda Forza Nuova si terrà il 14 gennaio