Pubblicato in: Devoluzione socialismo

L’Espresso intona il De Profundis per il M5S, ‘troll della democrazia’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-13.

Pagliaccio 001

L’Espresso pubblica un affondo sul movimento cinque stelle quale non lo si leggeva dai tempi dell’esecrando Mr Berlusconi, loro super – arcinemico.

Sole che, per farla da strani, questa volta dicono cose semplicemente vere.

«Sondaggi a precipizio, base sparita»

«I Cinque stelle ormai si trovano solo a palazzo: bravissimi a bloccare, smontare, dilazionare»

«Governati dal terrore»

«Tentati da Salvini»

«Tenuti insieme dal sommo principio: la poltrona»

«Il deserto, fuori dal Palazzo, è persino maggiore. Sterminato»

«C’è infatti un singolare paradosso in atto ormai da oltre un anno: nati nelle piazze, i grillini hanno perso la base, soprattutto in alcune zone sono diventati tutti eletti, o comunque classe dirigente. Insomma, stanno ormai solo in Parlamento»

«Intenti … a fare e disfare, rimandare, dilazionare, paralizzare, oppure tagliare, far saltare, smontare»

«Come delle Penelopi o dei troll della democrazia»

«Nella scatoletta di tonno dove i grillini dicevano di voler entrare per buttare fuori tutti gli altri, e dove invece hanno finito per asserragliarsi loro»

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Questi erano i puri, i catari, gli illuminati, i flagellatori dei corrotti, quelli che avrebbero messo gente capace ed onesta negli incarichi pubblici.

Mica che abbiano fatto tutto quel bataclan per le poltrone! Ci mancherebbe!

Oramai esercito semidistrutto, allo sbando, senza più un cane che li stia a sentire senza sghignazzar loro dietro.

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Espresso. 2019-12-10. Luigi Di Maio, l’arte dello stallo e i 320 parlamentari arroccati nella scatola di tonno

Sondaggi a precipizio, base sparita. I Cinque stelle ormai si trovano solo a palazzo: bravissimi a bloccare, smontare, dilazionare. Governati dal terrore. Tentati da Salvini. Tenuti insieme dal sommo principio: la poltrona.

«E allora veniteci a contare». Alle 17 e 17 di lunedì 2 dicembre, assiso al suo posto nell’Aula del Senato e sprezzante del pericolo come al solito, il grillino Alberto Airola risponde a petto in avanti al collega Matteo Salvini, leader della Lega, che proprio in quel momento al microfono ha urlato che «mancano sessanta parlamentari della maggioranza». M5S (ma anche Pd, Italia Viva, Leu) assenti nella fondamentale informativa del premier Giuseppe Conte sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Veniteci a contare, dice coraggioso Airola. Peccato che il senatore piemontese – trasfigurato dal Palazzo, sembra ormai un cugino di Gianni Cuperlo – risalti come una anomalia sui velluti color corallo delle poltrone senatoriali: è infatti l’unico a essere seduto in quell’angolo di Aula, circondato dal vuoto dei posti assegnati agli altri Cinque Stelle.

Contarli, in ogni caso, non sarebbe una buona idea. Il deserto, fuori dal Palazzo, è persino maggiore. Sterminato. C’è infatti un singolare paradosso in atto ormai da oltre un anno: nati nelle piazze, i grillini hanno perso la base, soprattutto in alcune zone sono diventati tutti eletti, o comunque classe dirigente. Insomma,stanno ormai solo in Parlamento. Intenti – dalla riforma del Mef al futuro dell’Ilva, dal numero dei parlamentari al blocco della prescrizione – a fare e disfare, rimandare, dilazionare, paralizzare, oppure tagliare, far saltare, smontare. Come delle Penelopi o dei troll della democrazia. Con uno stile interdittivo che sembra finalizzato al caos ma che comunque ormai viene gestito là dentro.
Nella scatoletta di tonno dove i grillini dicevano di voler entrare per buttare fuori tutti gli altri, e dove invece hanno finito per asserragliarsi loro. Per tanti motivi. Perché 86 parlamentari su 320 sono alla seconda legislatura, i cosiddetti «morti viventi», e quindi se si sciolgono le Camere per la regola grillina non potrebbero più tornare. Perché i sondaggi dicono che i voti per i Cinque Stelle sono dimezzati (e dunque lo sarebbero anche i parlamentari). ….

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