Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria

Centrodestra ha quasi deciso i candidati alle regionali, tranne la Calabria.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-13.

2019-11-03__Regioni__002

Elezioni regionali. Riepilogo. 2017 – 2020.

Nel 2020 si voterà per le elezioni regionali in Emilia Romagna, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, e Veneto. Di queste, Liguria e Veneto hanno governatori e giunte di centrodestra, il rinnovo delle quali sembrerebbe essere scontato. Le altre sei hanno governatori del pd, il rinnovo dei quali appare molto problematico, specie ora che M5S avrebbe deciso di presentarsi alle elezioni con un sua propria lista.

Lega e cdx hanno vinto consecutivamente in Lombardia, Molise, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte ed Umbria.

La scelta del candidato governatore è delicata e critica, perché il vincitore con maggioranza relativa è eletto con un premio di maggioranza, anche grazie al voto disgiunto. Spesso però personaggi graditi alle direzioni dei partiti sono scarsamente popolari in loco. Similmente, molto spesso conviene indicare un personaggio che si presenti come lista civica, come indipendente, per consentirgli di raccogliere suffragi anche da parte di Elettori che non lo avrebbero votato se strettamente incardinato in un partito.

Infine, se è intuitivo che più il candidato è indicato per tempo e maggiore è il periodo che gli si lascia per la campagna elettorale, una indicazione prematura potrebbe più facilmente essere bruciata o contrastata dagli avversari.

In ogni caso, la indicazione precoce concorre a rendere più chiara la competizione.

* * * * * * *

– Confermatissimi gli uscenti, Luca Zaia in Veneto e Giovanni Toti in Liguria.

– è ancora aperta la casella della Calabria, che spetta a Forza Italia

– la Puglia, che da accordi spetta a Fratelli d’Italia. Dal vertice di Arcore è uscito con forza il nome dell’eurodeputato Raffaele Fitto.

– Il quadro si completa con la Campania dove il candidato (che spetta a Forza Italia) dovrebbe essere Stefano Caldoro, già presidente dal 2010 al 2015.

– Nelle Marche (dove la candidatura spetta a Fratelli d’Italia) al 90% il nome sarà l’ex sindaco di Ascoli, e popolare volto televisivo, Guido Castelli.

– Infine la Toscana, che spetta alla Lega, e Regione sulla quale Salvini è incerto tra Susanna Ceccardi – europarlamentare ed ex sindaco di Cascina (Pisa) – e il primo cittadino del Carroccio di un’altra importante località toscana.

*


Nota.

I media di sinistra stanno facendo una campagna subdola in Emilia Romagna.

A loro dire la lega e Mr Salvini subirebbero una severa sconfitta se non riuscissero a vincere le elezioni facendo eleggere il proprio candidato presidente.

  1. L’Emilia Romagna è da decenni la roccaforte del partito democratico, anche quando si chiamava Pci. Lì raggiungeva maggioranze dell’ordine del 70% dei voti.

  2. Ad oggi, il PD è proiettato attorno al 30%, ossia meno della metà di quanto otteneva nel passato: sembrerebbe essere un risultato non entusiasmante.

  3. La lega al momento ha propensioni al voto maggiori di quelle del PD ed il centrodestra è riportato essere il largo vantaggio sul centrosinistra. Nemmeno questo sembrerebbe essere risultato da poco.

  4. Il candidato del PD si presenta per cercare di essere rinnovato, ed è in grandi difficoltà. Al punto tale che Bonaccini si presenta come indipendente ed invoca i voti disgiunti. E questo è un grande risultato ottenuto dalla lega e da Mr Salvini.

  5. Portato al terrore esasperato, il PD ha messo in campo le sardine: ultima ratio, che conforta gli adepti ed allontana gli Elettori.

*

Se la lega vincesse la regione sarebbe un trionfo epocale. Tuttavia, un risultato che conferisse al centrodestra una quota di Elettorato maggiore di quella presa dal centrosinistra sarebbe una grande vittoria, e porrebbe una seria ipoteca sui risultati delle prossime elezioni politiche, sempre poi che questo Governo acconsenta a bandirle, visti i suoi pruriti dittatoriali.

*


Puglia, sì a Fitto da Salvini e Berlusconi. Ma l’annuncio slitta. Ecco perché

Centrodestra: la mappa delle Regionali. Nomi e inside.

Cantiere quasi chiuso nel Centrodestra per le candidature delle prossime Regionali. Nel vertice dell’altro giorno ad Arcore è stato confermato lo schema e la ripartizione tra i partiti. Confermatissimi gli uscenti, Luca Zaia in Veneto e Giovanni Toti in Liguria. Il quadro complessivo verrà chiuso solamente nei prossimi giorni perché è ancora aperta la casella della Calabria, che spetta a Forza Italia. Come Affaritaliani.it ha scritto per primo, nel faccia a faccia tra i leader Berlusconi ha proposto il nome di Jole Santelli per uscire dall’empasse dopo lo stop di Salvini ai due fratelli Occhiuto.

Ma il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, è andato su tutte le furie e ha minacciato di correre da solo appoggiato da alcune liste civiche. La situazione quindi non è ancora risolta e da qui, a cascata, dipendono anche le candidature di tutte le altre Regioni. Prima fra tutte la Puglia, che da accordi spetta a Fratelli d’Italia. Dal vertice di Arcore è uscito con forza il nome dell’eurodeputato Raffaele Fitto, che tra l’altro sta subendo un fortissimo pressing dal basso affinché accetti, e ha ricevuto un chiaro via libera sia dell’ex Cavaliere sia del leader leghista, che si sono impegnati a superare qualche piccola resistenza locale nei loro rispettivi partiti.

A questo punto è evidente che non ci siano alternative: con un’investitura così forte dall’alto e dal basso sarebbe infatti estremamente difficile per l’europarlamentare di Fratelli d’Italia dire di no alla sfida contro il Governatore uscente Michele Emiliano. Però, la notizia che lunedì 16 dicembre verrà ufficializzata la candidatura dello stesso Fitto, è destituita di fondamento. Tutto nasce da un articolo della stampa locale pugliese, forse su ispirazione leghista, poi ripreso da alcune agenzie di stampa nel quale si parla della visita della leader di FdI a Bari lunedì prossimo.

In realtà il 16 ci sarà la conferenza stampa, rimandata già due volte, per la conclusione del passaggio (ormai definitivo) dei consiglieri di Direzione Italia in Fratelli d’Italia. Il 16, quindi, non sarà il giorno del lancio della candidatura di Fitto per la guida della Puglia, anche se la strada è in discesa e tutto fa pensare che una volta chiusa l’intera partita delle Regionali, sia proprio questa la soluzione finale. Il quadro si completa con la Campania dove il candidato (che spetta a Forza Italia) dovrebbe essere Stefano Caldoro, già presidente dal 2010 al 2015, dopo il rifiuto di Mara Carfagna.

Nelle Marche (dove la candidatura spetta a Fratelli d’Italia) al 90% il nome sarà l’ex sindaco di Ascoli, e popolare volto televisivo, Guido Castelli. Anche se c’è ancora un 10% di possibilità che la scelta ricada su un deputato marchigiano di Fdi. Infine la Toscana, che spetta alla Lega, e Regione sulla quale Salvini è incerto tra Susanna Ceccardi – europarlamentare ed ex sindaco di Cascina (Pisa) – e il primo cittadino del Carroccio di un’altra importante località toscana.

Un pensiero riguardo “Centrodestra ha quasi deciso i candidati alle regionali, tranne la Calabria.

I commenti sono chiusi.