Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

L’industria tedesca si vede minacciata dagli obiettivi climatici dell’UE.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-12.

Manicomio 001

La reazione tedesca è salace.

«Secondo Ursula von der Leyen, l'”European Green Deal” sarà nientemeno che lo sbarco sulla luna in Europa.»

«”La Commissione europea vuole rendere l’Europa neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 – e i dirigenti si lamentano e si lamentano.»

«Ursula von der Leyen non può essere accusata di aver passato una quantità esagerata di tempo a familiarizzare con il suo nuovo lavoro»

«ci si sarebbe potuto aspettare che il passaggio al lavoro ufficiale fosse inizialmente meno guidato dai titoli dei giornali»

«L’industria tedesca si vede minacciata dagli obiettivi climatici dell’UE»

«Il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen vuole fissare obiettivi climatici ambiziosi con un “Green Deal”»

«Occorre più tempo – le industrie e i posti di lavoro sono a rischio.»

«Germania come paese automobilistico, l’industria tedesca si è ora posizionata in modo eccezionalmente chiaro.»

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«L’industria tedesca si sente minacciata dal “Green Deal” dell’Unione europea»

«Siamo in grado di realizzare un cambiamento strutturale, ma certo non possiamo realizzare una spaccatura strutturale»

«Questo perché un processo di cambiamento ha bisogno di più tempo, aggiunge Denner, “se lo si induce dogmaticamente tra capo e collo, l’industria non riuscirà a sostenerlo”»

«la nuova presidente della Commissione rischia di aprire “un duro conflitto” con l’industria del suo Paese. Anche il capo della Confindustria tedesca (Bdi), Dieter Kempf, ha avvertito che le misure climatiche così rigide porterebbe “a crescenti incertezze dei consumatori e delle aziende”, oltretutto “continui innalzamenti degli obiettivi sono un veleno per investimenti di lungo termine”»

«la capacità di gestire il futuro dell’Europa non dipende solamente dagli obiettivi ecologici del Green Deal»

«gli investimenti necessari per la difesa del clima devono essere compatibili con una industria competitiva e vogliosa di innovazione»

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È tipico dei nordici, dei tedeschi in particolare, formulare piani così grandiosi da confondersi con deliri schizofrenici.

Ma i numeri sono numeri e la realtà è la realtà.

In passato si erano messi in testa di essere la razza dominante e, per questo, di poter dominare il mondo. Ci pensarono gli alleati e l’armata rossa: i pochi tornati dalla prigionia in Siberia non avevano più quegli schiribizzi per la testa.

La von der Leyen ha prospettato un piano grandioso, come le costruzioni delle piramidi egiziane.

Timmermans aveva richiesto un minimo di 1,300 miliardi, tanto per cominciare.

La von der Leyen, con susseguo, dice che già i cento miliardi sarebbero l’equivalente ai fondi per sbarcare sulla luna.

C’è un che di presa per i fondi in quelle parole. 3.7 miliardi per ogni singolo stato dell’Unione.

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La recessione europea c’è, ed è sotto gli occhi di tutti. L’Spd all’11% dovrebbe bene insegnare qualcosa.

Quindi avanti con questa farsa: finirà come finì a suo tempo l’estremo tentativo della controffensiva nelle Ardenne.

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Von der Leyens Mondlandung

«Als EU-Kommissionschefin Ursula von der Leyen ihren “European Green Deal” präsentiert, mangelt es nicht an historischen Vergleichen. Aber hat das ehrgeizige Projekt überhaupt eine Chance?

Nein, kleiner macht sie es nicht. Der “European Green Deal”, so sagt Ursula von der Leyen, werde nicht weniger sein als Europas Mondlandung. Die neue Kommissionschefin steht in der Presseecke des Berlaymont-Gebäudes, des mächtigen Hauptquartiers der EU-Kommission, und spricht ein paar Sätze in die Fernsehkameras. Eben haben ihre Kommissare das umfangreiche Vorhabenpapier zum Klimaschutz verabschiedet, gleich wird die Präsidentin ins Europaparlament eilen, um dort für ihre Ideen zu werben. Dazwischen: fünf Minuten wie aus der Werbesendung.»

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Die Natur schickt keine Unterhändler

«Die EU-Kommission will Europa bis 2050 klimaneutral machen – und die Manager klagen und jammern. Dabei könnten sie gerade jetzt beweisen, was die deutsche Industrie leisten kann.

Man kann Ursula von der Leyen nicht nachsagen, dass sie sich mit der Einarbeitung in ihren neuen Job übertrieben lange Zeit gelassen hätte. Nach dem langen und intensiven Ringen um die Wahl der neuen EU-Kommission hätte man durchaus erwarten können, dass die Hinwendung zur Sacharbeit erst einmal weniger schlagzeilenträchtig verläuft.»

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Deutsche Industrie sieht sich durch EU-Klimaziele bedroht

«EU-Kommissionschefin Ursula von der Leyen will mit einem “Green Deal” ambitionierte Klimaziele festschreiben, doch die deutsche Industrie protestiert: Man brauche mehr Zeit – Branchen und Arbeitsplätze seien gefährdet.

Strengere Vorgaben zum Klimaschutz sollen der Erde eine Zukunft geben – doch was bedeutet das für Wohlstand und Arbeitsplätze? Baden-Württembergs grüner Ministerpräsident Winfried Kretschmann warnte im Sommer im SWR: “Ich habe keine Lust, dass wir das Ruhrgebiet der Zukunft werden.” In diesem Spannungsfeld zwischen Verzicht, Niedergang und grünem Wachstum im Autoland Deutschland hat sich die deutsche Industrie nun außergewöhnlich deutlich positioniert.»