Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Sardine ed i loro finanziamenti. Mancano all’appello almeno 36 milioni di euro.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-10.

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Scendere in piazza e dimostrare costa un sacco di tempo: chiunque debba lavorare per vivere non ha il tempo materiale per andare a fare dimostrazioni di sorta. Poi, sicuramente, una volta ogni tanto si può chiedere una o mezza giornata di permesso: ma alla fine si deve scegliere tra il lavoro e lo status di dimostrante a tempo pieno.

Una cosa però è certa: anche i dimostranti devono mangiare, ed il cibo nessuno te lo regala. Anche gli stiliti e gli anacoreti mangiavano.

Se poi con cadenza ravvicinata le dimostrazioni di piazza siano tenute un po’ per tutta Italia, il dimostrante professionale è incompatibile con una qualche attività lavorativa. Ergo, non può mantenere l’attività propagandistica con lo stipendio che non percepisce.

Questo discorso vale ovviamente per tutte le sardine.

Così fortemente impegnati nelle attività di dimostrazioni di piazza hanno poco o punto tempo per andare a lavorare. Magari un certo numero saranno pensionati, ma, nel caso, dovrebbero essere pensioni da nababbi.

Fossero tutti Bloomberg sarebbe evidente che avrebbero mezzi propri di sussistenza, ma non sembrerebbero essere dei miliardari.

Dal che consegue che qualcuno ben deve mantenerli.

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Al momento sono state già tenute una dozzina di grandi manifestazioni in giro per l’Italia, con grosso modo 10,000 manifestanti l’una.

Per le trasferte sembrerebbe essere ragionevole stimare la spesa procapite a circa 300 euro, tra viaggio andata-ritorno, un pernottamento, quattro pasti sia pur frugali, ed un minimo di ‘refusione spese.

10,000€ x 300 = 3,000,000 euro per ogni manifestazione.

Ma 3,000,000€ x 12 rende 36 milioni.

Si pone quindi il problema di donde venga tanto ben di Dio.

La sardine obietteranno che durante la moltiplicazione dei pani e dei pesci, i pesci erano sardine.

Di una cosa siamo certi.

Come quando i tempi furono maturi i magistrati iniziarono a rivoltare la Fondazione Open e Matteo Renzi come un calzino al bucato, a suo tempo qualche magistrato sarà punto da vaghezza di capire chi e come avesse finanziato le sardine. E qualcuno è già in vigile attesa. Aspetta.

Silentium ed archivium prima instrumenta regni.

Una curiosa nota a margine.

Il partito democratico ha pubblicato il bilancio 2018.

Il totale delle attività ammonta a 6,818,724 euro.

Una cifra invero molto scarna, e sicuramente non in grado di coprire le plurime attività delle sardine.

Resta quindi il quesito di chi finanzi le sardine.

Un malpensante, propalatore di fake news bugiarde e tendenziose, chiaramente al soldo dell’arcinemico Salvini, invidioso marcio di sì tanta dovizia, butterebbe lì la calunnia che il partito democratico si sia costituito dei fondi neri, cosa questa del tutto inverosimile datala specchiata correttezza di Mr Zingaretti. Sarebbe un’enormità!!

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«Andrea è una guida turistica, Giulia lavora come fisioterapista, Roberto è un ingegnere e Mattia è un ricercatore in una società di consulenza.»

Così si definisce la Giulia Trampaloni:

«Inizia l’attività lavorativa in proprio, come fisioterapista presso Studio Fisioterapico Privato a Sansepolcro (AR). Nello studio privato si occupa della riabilitazione di pazienti con disturbi neuro-muscolo-scheletrici.

Nonostante il successo del proprio studio a Sansepolcro, nel 2016 decide di trasferirsi a Bologna per entrare nel team dei fisioterapisti del Centro Attiva e prendere parte all’avvio del progetto.»

«Attività motoria: programma esercizi + lezione personalizzata • 55 €»

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Chi è Mattia Santori.

Santori, 32 anni, nasce a Bologna. Consegue la laurea in Economia e Diritto, presentando una tesi dal titolo “Il fantasma del Tav spaventa le grandi opere italiane. Consenso e partecipazione nelle politiche infrastrutturali del nostro Paese”.

Il giovane è profondamente ambientalista e per lavoro si dedica alla ricerca per i mercati energetici. Lavora, infatti, per il Rie (Ricerche Industriali ed Energetiche), una società privata relativa al mondo dell’energia attraverso attività di consulenza e ricerca.

Correlata alla società vi è una testata che affronta il tema delle energie rinnovabili: Mattia Sartori è uno dei redattori di Rie online.

In passato ha lavorato, dal luglio 2007 a settembre 2009, come esattore per Autostrade per l’Italia. Ha inoltre collaborato con ISTAT, dall’ottobre del 2010 al gennaio del 2012, per la partecipazione attiva al censimento dell’agricoltura del 2010 e a quello della popolazione del 2011.

Poi, tre anni fa, è diventato redattore di contenuti per RiEnergia – Ambiente e risorse punto per punto.

Diventa noto a livello mediatico quando fonda il movimento delle “6000 sardine contro Salvini”. Mattia Sartori è diventato il simbolo della protesta, quando ha organizzato l’evento di piazza Maggiore a Bologna assieme ai suoi tre amici e coetanei: Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e Roberto Morotti. La risposta degli italiani è stata sensazionale e Santori è diventato immediatamente un punto di riferimento.

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I quattro giovani che hanno battuto Salvini riempiendo la piazza di sardine

Hanno trent’anni, fanno tutt’altro nella vita rispetto alla politica. Ma ieri sera a Bologna hanno riempito la piazza battendo Matteo Salvini, che al PalaDozza in contemporanea dava l’avvio alla campagna elettorale in Emilia Romagna per il voto del 26 gennaio. Come? Con la forza dei numeri. E tanta pacifica creatività. I quattro che fecero l’impresa sono Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa. Amici da una vita. Poco social, doppia laurea in tasca, lavoro e sogni, molto impegno nel volontariato e nel sociale. E voglia di reagire all’avanzata sovranista, non per protagonismo, ma per spirito di partecipazione e di comunità.

Giulia arriva da San Sepolcro, vive a Bologna da anni, è fisioterapista: compie 30 anni il prossimo febbraio, è la più giovane dei “quattro Moschettieri”. Roberto è ingegnere, nel tempo libero tiene laboratori creativi sul riciclo della plastica. Andrea, arrivato da Savona a Bologna all’età di sei anni ha una laurea magistrale in scienze della comunicazione pubblica e sociale. Ha girato il mondo con i suoi studi: Valencia, California e Washington. Ha concluso con una tesi in comunicazione ambientale, ora è guida turistica, accompagnatore in ciclopercorsi in tutta Europa.

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