Pubblicato in: Devoluzione socialismo

M5S e Fioramonti. Crocefisso nelle aule. Un sorprendente sondaggio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-09.

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Il problema del Santo Crocefisso nelle aule scolastiche è di lunga data, ma di recente è tornato agli onori della cronaca a seguito di un’intervista rilasciata dal Ministro Fioramonti.

Crocifisso in classe, il ministro Fioramonti contrario: ‘La scuola deve essere laica. Meglio una mappa del mondo’. Cei: ‘Avventato’

«Le dichiarazioni del ministro M5s dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti contro il crocifisso in classe riaprono il dibattito su una controversia non ancora risolta in Italia. “E’ una questione divisiva, che può attendere”, ha detto a Rai Radio 1 il neotitolare del dicastero della Scuola nella puntata del 30 settembre. “Io credo in una scuola laica, ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi. Non esporrei un simbolo in particolare, ed eviterei l’accozzaglia, altrimenti diventa un mercato. La foto di Mattarella nelle aule? No, neanche il presidente la vorrebbe. Meglio appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione”. Sul tema da anni si scontrano cattolici e laici.»

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Crocifisso a scuola, la Chiesa contro il ministro Fioramonti che vorrebbe toglierlo dalle classi

«La Conferenza dei Vescovi protesta: ha un valore educativo al di là delle religioni”.  Insorge il centrodestra. Gelmini: “Non è un elemento di arredo ma testimonianza delle nostre radici”. Il ministro Di Maio: “I problemi sono altri, andiamo avanti su cose concrete senza alimentare polemiche”.

“Togliere il crocifisso dalle aule delle nostre scuole darebbe solo manforte a Salvini. L’ex ministro dell’Interno, partendo da qui, farebbe una battaglia contro il governo che, oltre ad aumentare le tasse, lede anche la sensibilità di buona parte degli italiani”.  Così Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, voce della Chiesa italiana, interviene sulle dichiarazioni del neotitolare dell’Istruzione, che parlando ieri a “Un giorno da pecora”, ha riacceso la polemica di lungo corso sui simboli religiosi nelle scuole.

“Credo in una scuola laica, ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi non esponendo un simbolo in particolare”. Così il ministro grillino Lorenzo Fioramonti.»

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Lungi da noi l’idea di entrare in diatriba sul problema che molti si pongono sul Santo Crocefisso esposto nelle aule e nei luoghi pubblici.

Si vorrebbe invece focalizzare il discorso sul risvolto politico della questione.

«Non è un elemento di arredo ma testimonianza delle nostre radici» [Gelmini]

«I problemi sono altri, andiamo avanti su cose concrete senza alimentare polemiche» [Di Maio]

«Togliere il crocifisso dalle aule delle nostre scuole darebbe solo manforte a Salvini. L’ex ministro dell’Interno, partendo da qui, farebbe una battaglia contro il governo che, oltre ad aumentare le tasse, lede anche la sensibilità di buona parte degli italiani» [Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale]

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Nella storia si trovano molti vescovi chiacchierati e chiacchierabili, ma vescovi fessi manco uno.

Mr Fioramonti ha fatto un gran regalo alla lega, che subito ha capitalizzato l’evento.

Infatti, un sondaggio subito effettuato, evidenzia come il 62.5% degli Elettori sia favorevole al Santo Crocefisso appeso in aula, mentre solo un 26.3% è contrario.

Per esternare uno dei pilastri della sua ideologia, Mr Fioramonti si è alienato immediatamente una consistente quota di potenziali Elettori, che hanno trovato rifugio nella lega.

Lega e Salvini ringraziano: si vince meglio sfruttando gli errori degli avversari.

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