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Bocassini in pensione. E moh, del processo della figlia che ne fammo?

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-09.

Scacciapensieri 001

Ilda Bocassini è andata in pensione, dopo oltre quaranta anni di servizio presso la magistratura milanese.

Nel bene o nel male ha fatto un’epoca, ma vi sono molti elementi che suggerirebbero che non avrà vita molto tranquilla.

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Il 3 ottobre 2018 Alice Nobili, figlia di Ilda Bocassini ed Alberto Nobili, anche egli magistrato in Milano, investe sulle strisce Luca Voltolin, 61 anni, medico infettivologo, che è caduto e ha battuto la testa: ricoverato in codice giallo in breve peggiora e decede.

Alice Nobili è indagata per omicidio stradale, pena variabile da due od atto anni.

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Sul posto arriva comandante dei vigili Ciacci prima ancora delle volanti. Ma Ciacci aveva avuto rapporti professionali con la Bocassini.

Come risultato la notizia è restata segreta fino al 12 novembre 2018.

Dopo il dovuto clamore, durato peraltro un solo giorno, nessun media ha pubblicato alcunché.

Un silenzio stampa degno di un segreto di stato. Ma è segreto ciò di cui non si può parlare in pubblico: cose sordide.

Un silenzio che fa il paio con lo scandalo del Csm, del giudice Palamara e di tanti altri suoi colleghi collusi con la politica, specificatamente con il partito democratico.

Tutto insabbiato, secondo il classico silenzio omertoso.

Per contrasto, l’inchiesta su Matteo Renzi e la Open è diffusa con dovizia a tutta la stampa, che ci si pasce.

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Csm, Palamara: “Le correnti dominano tutto Il mondo della magistratura”. AUDIO

I signori magistrati che si lamentano che la gente non li rispetterebbe, si sono mai chiesti se si siano comportati in modo tale da indurre rispetto?

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Il tribunale, sempre poi che tale causa si tenga, alla fine sentenzierà che la colpa è del dr. Luca Voltolin, reo di essere andato a fare la spesa e di aver attraversato sulle strisce pedonali. Condannerà la famiglia del dr. Valtolin a rifondere la Alice Nobili e la di lei madre dei danni morali e materiali subiti da simile tracotante comportamento.


Alice Nobili in scooter investe pedone che muore: la figlia di Ilda Boccassini indagata per omicidio stradale

Il 3 ottobre scorso, in viale Monte Nero, la 35enne ha investito sulle strisce Luca Voltolin, 61 anni, medico infettivologo, che è caduto e ha battuto la testa. Polemica del sindacato Usb sulla «presenza anomala» sul posto del comandante dei vigili Ciacci

L’ambulanza l’ha portato in ospedale in codice giallo, dopo che in viale Monte Nero in mezzo alle strisce pedonali gli era andato addosso uno scooter: ma il pedone, il 61enne medico infettivologo Luca Voltolin, che cadendo pesantemente al suolo con le mani impegnate da sacchetti della spesa aveva battuto violentemente la testa, è rapidamente peggiorato in codice rosso e – nonostante l’operazione tentata dai neurochirurghi del Policlinico – dopo sei giorni di coma è morto.

Per questo la Procura di Milano ha indagato per il reato di omicidio stradale la 35enne conducente dello scooter, Alice Nobili, figlia di due magistrati milanesi, gli ex procuratori aggiunti Alberto Nobili e Ilda Boccassini. Il reato è pacifico, perché alle 19.30 del 2 ottobre il pedone era sicuramente proprio al centro delle strisce pedonali e perché l’investimento (consistente non nell’aver travolto il pedone, ma nell’aver comunque provocato l’impatto dopo che un’auto davanti allo scooter avrebbe bruscamente svoltato), pur senza provocare lesioni dirette al pedone ha indubitabilmente determinato la caduta mortale della vittima, che lascia la moglie e un figlio.

Per la conducente, alla quale il pm di turno ha sequestrato il motorino e la prefettura ha (come sempre in questi casi) in via amministrativa già ritirato la patente per 5 anni, si profila dunque la certezza di dover scegliere un rito alternativo (patteggiamento o rito abbreviato) per stare nella parte bassa della forchetta di pena, che per questo reato la legge fissa da 2 a 7 anni.

Sull’incidente stradale interviene un comunicato del sindacato della Polizia locale Usb e del «Comitato verità e giustizia per Antonio Barbato», l’ex capo della Polizia locale avvicendato l’anno scorso dal sindaco Sala con il dirigente di polizia Marco Ciacci dopo che in un’indagine antimafia del pm Boccassini era emerso un incontro tra il non indagato Barbato e un sindacalista vicino ai clan (in seguito arrestato), che gli prospettava l’idea (mai messa in pratica) di pedinare nel suo interesse un delegato della Cisl con il quale Barbato era in urto.

Il sindacato Usb e il Comitato Barbato affermano che quel giorno sul luogo dell’incidente «sarebbe intervenuto sul posto prima delle pattuglie» l’attuale comandante dei vigili Ciacci. E che questa presenza, «siccome è risaputo che Ciacci ha collaborato per anni con Ilda Boccassini» quando dirigeva la sezione di polizia giudiziaria della Procura, integrerebbe «una violazione del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, che all’articolo 7 dice: “Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale”».

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Bocassini, chi ha provato per un mese a censurare la notizia della figlia assassina? Perchè volevano nascondere che aveva ammazzato un uomo travolgendolo sulle strisce pedonali?

Un uomo, investito sulle strisce pedonali da uno scooter: la vittima, il medico e infettivologo Luca Voltolin, muore in ospedale. Un tragico incidente stradale come molti altri accaduti a Milano, non fosse altro che il motorino è condotto dalla figlia di due noti magistrati milanesi, Alberto Nobili e Ilda Boccassini. La motociclista viene indagata per omicidio stradale, ma la notizia per più di un mese non arriva ai giornali. E, a rendere più “sospetta” la vicenda, ci pensa l’Usb, sindacato di base dei vigili urbani, che segnala la presenza sul luogo dell’incidente, prima di volanti e ambulanze, di Marco Ciacci, attuale capo dei vigili di Milano ed ex dirigente di polizia giudiziaria, nonché ex collaboratore della stessa Boccassini, madre dell’investitrice.

L’incidente risale alla sera del 3 ottobre in viale Monte Nero, quando lo scooter guidato da Alice Nobili, 35 anni, urta un pedone sulle strisce pedonali. L’uomo cade e batte la testa: morirà al Policlinico dopo sei giorni di coma. La Procura apre un’inchiesta per il reato di omicidio stradale, indagando la conducente dello scooter, figlia dei due magistrati.

Due cose di questa vicenda colpiscono: la prima è il fatto che nessuno la faccia trapelare, e solo il quotidiano Libero la riprenda (poi ripresa da altri quotidiani milanesi), quasi un mese dopo. La seconda, denuncia il sindacato della Polizia locale Usb, è che che quella sera in viale Monte Nero “sarebbe intervenuto sul posto prima delle pattuglie proprio Marco Ciacci”, che “…ha collaborato per anni con la Boccassini quando dirigeva la sezione di polizia giudiziaria della Procura”.

Si tratterebbe, sempre secondo il sindacato, di una “violazione del codice di comportamento dei dipendenti pubblici” che, all’articolo 7 dice: “Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale”. Viene inoltre affermato che “non sarebbe stato eseguito l’alcol test, cosa che di norma, anche se non obbligatorio, in incidenti del genere andrebbe fatto”. Nel frattempo ad Alice Nobili è stato sequestrato il mezzo e sospesa la patente. Ora a processo, con l’accusa di omicidio stradale, rischia dai 2 ai 7 anni di carcere.

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