Pubblicato in: Cina, Geopolitica Asiatica, Materie Prime, Russia

Power of Siberia. Accordo energetico e gasdotto sino-russo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-08.

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«È stata inaugurata Power of Siberia, la nuova infrastruttura che porterà il gas russo in Cina. Ma quello energetico non è l’unico ambito in cui i due Paesi, allineati in ottica anti-Usa, stanno collaborando.

Power of Siberia. La forza della Siberia. Già dal nome si è voluta sottolineare l’importanza della nuova infrastruttura energetica da circa 3 mila chilometri destinata a collegare Cina e Russia.

Power of Siberia nasce in corrispondenza degli enormi giacimenti siberiani di Kovyktinskoye e Chayandinskoye e arriva a Blagoveshchensk, la città russa che segna il confine con la Repubblica Popolare.

All’inaugurazione di Power of Siberia hanno ovviamente partecipato i big dei rispettivi Paesi: Vladimir Putin da un lato e Xi Jinping dall’altro.

Power of Siberia: Putin e Xi sottolineano portata storica

Putin ha rimarcato il carattere “storico” dell’evento. Con Power of Siberia, il “partenariato strategico russo-cinese nel settore energetico sale a un livello completamente nuovo e ci avvicina all’obiettivo di un interscambio commerciale di 200 miliardi di dollari entro il 2024″, ha dichiarato Il numero uno del Cremlino.

“Si tratta di un evento veramente storico, non solo per il mercato energetico mondiale, ma soprattutto per te e me, per la Russia e la Cina”, ha detto Putin nel corso di una videoconferenza trasmessa dalla televisione russa.

«Lo sviluppo delle relazioni cino-russe è e sarà una priorità della politica estera di ciascuno dei nostri paesi», gli ha fatto eco Xi Jinping.

Power of Siberia rappresenta “un progetto storico, un esempio di profonda integrazione e cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra i nostri paesi”.

Il completamento dell’opera, dal confine il gas russo viaggerà in direzione Shanghai, è programmato dal 2022 al 2023. Power of Siberia rappresenta l’infrastruttura fondamentale per convogliare il megacontratto di fornitura da oltre 400 miliardi di dollari firmato a maggio 2014 da Gazprom con il gruppo cinese Cnpc.

Power of Siberia: Cina e Russia sfidano gli Usa

Il connubio tra quello che è considerato uno dei Paesi più ricchi di risorse naturali e quello che più di ogni altro ha necessità di materie prime è logico e naturale. Per la Russia l’esportazione di idrocarburi ad agosto-settembre 2019 ha rappresentato due terzi del totale dell’export mentre, secondo le rilevazioni dell’Agenzia internazionale dell’Energia, tra il 2018 e il 2024 Pechino da sola contribuirà al 40% della crescita nel consumo di gas.

Ovviamente l’impatto di Power of Siberia va al di là della partnership strategica fra i due paesi e va inquadrato all’interno di una sfida alla leadership americana, sia in ambito commerciale che politico.

“Si tratta di una partnership win-win”, riportano gli analisti di Morning Brew. “La Cina ha la domanda (l’anno prossimo dovrebbe diventare il maggior importatore di gas) e la Russia ha i beni (primo Paese per riserve). Ed entrambi vogliono far innervosire gli Stati Uniti”.

Power of Siberia rappresenta un nuovo step nella collaborazione sempre più stretta a livello diplomatico e commerciale tra i due Paesi. “Per gli Stati Uniti, questo gasdotto è come vedere Joker e Bane (uno dei peggiori nemici di Batman, ndr) su un tandem. Tramite l’apertura del gasdotto, Cina e Russia stanno spostando ancora di più l’epicentro del mondo ad oriente”, riporta Morning Brew.

Non contenti, i due Paesi starebbero già negoziando per la costruzione di un nuovo gasdotto, che collegherà l’Artico con il mercato cinese passando attraverso la Mongolia (si tratta degli stessi giacimenti da cui già si riforniscono i Paesi europei).

Russia e Cina: gli altri ambiti di collaborazione

La partnership Russia-Cina non si limita alle materie prime. Forti legami sono riscontrabili anche:

– nel settore delle telecomunicazioni: Huawei sta sviluppando le reti 5G in Russia grazie ad un accordo con MTS, il primo provider di infrastrutture mobili del Paese;

– nel settore dell’estrazione delle commodity: la Russia necessita della tecnologia del dragone per poter incrementare le fonti approvvigionamento e in quest’ambito va ricondotta la fornitura di tecnologie cinesi nell’ambito dello sviluppo dell’Artico, per i progetti di Yamal LNG e Arctic LNG-2.

– in ambito valutario: lo yuan cinese a marzo rappresentava il 14,2% delle riserve valutarie russe (+5% rispetto a 12 mesi prima);

– nel commercio: nel 2018 l’interscambio tra i due Paesi ha toccato un nuovo record a 100 miliardi di dollari e, come detto, l’obiettivo di Putin è di raddoppiare gli scambi entro il 2024.» [Money]

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Il connubio tra quello che è considerato uno dei Paesi più ricchi di risorse naturali e quello che più di ogni altro ha necessità di materie prime è logico e naturale. Per la Russia l’esportazione di idrocarburi ad agosto-settembre 2019 ha rappresentato due terzi del totale dell’export mentre, secondo le rilevazioni dell’Agenzia internazionale dell’Energia, tra il 2018 e il 2024 Pechino da sola contribuirà al 40% della crescita nel consumo di gas.

«Russia has dramatically increased deliveries of oil to China in the past decade, challenging Saudi Arabia as China’s top oil supplier in certain months.

To achieve that, Russia launched a major oil pipeline to China, which today ships 600,000 barrels per day (bpd), and opened a new port at Kozmino on the Pacific. Russia also ships 200,000 bpd to China via a pipeline crossing Kazakhstan.

Russian coal sales to the east in 2018 exceeded 100 million tonnes, accounting for more than half of Russia’s total coal exports.»

L’ultima frase di Reuters suona beffarda per l’Occidente.

La Russia continua imperterrita ad esportare duecento milioni di tonnellate di carbone ogni anno, delle quali più di cento in Cina.

Tutto il mondo continua imperterrito ad usare il carbone sia per generare corrente elettrica sia negli impianti siderurgici, alla faccia dei liberal socialisti europei, che vorrebbero abolire questo combustibile e che presumono così facendo di ‘salvare’ il mondo.

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Reuters. 2019-12-03. Putin and Xi oversee launch of landmark Russian gas pipeline to China

Russian President Vladimir Putin and his Chinese counterpart Xi Jinping on Monday oversaw the launch of a landmark pipeline that will transport natural gas from Siberia to northeast China, an economic and political boost to ties between Moscow and Beijing.

The start of gas flows via the Power of Siberia pipeline reflects Moscow’s attempts to pivot to the East to try to mitigate pain from Western financial sanctions imposed over its 2014 annexation of Ukraine’s Crimea.

The move cements China’s spot as Russia’s top export market and gives Russia a potentially enormous new market outside Europe. It also comes as Moscow is hoping to launch two other major energy projects — the Nord Steam 2 undersea Baltic gas pipeline to Germany and the TurkStream pipeline to Turkey and southern Europe.

The 3,000-km-long (1,865 mile) Power of Siberia pipeline will transport gas from the Chayandinskoye and Kovytka fields in eastern Siberia, a project expected to last for three decades and to generate $400 billion for Russian state coffers.

“This is a genuinely historical event not only for the global energy market but above all for us, for Russia and China,” said Putin, who watched the launch via video link from the Russian Black Sea resort of Sochi.

“This step takes Russo-Chinese strategic cooperation in energy to a qualitative new level and brings us closer to (fulfilling) the task, set together with Chinese leader Xi Jinping, of taking bilateral trade to $200 billion by 2024.”

The new pipeline emerges in Heilongjiang, which borders Russia, and goes onto Jilin and Liaoning, China’s top grain hub.

Xi told Putin via a video link on Monday that the newly launched gas pipeline is “a landmark project of bilateral energy cooperation” and an “example of deep integration and mutually beneficial cooperation”.

Flows via the pipeline are expected to gradually rise to 38 billion cubic metres (bcm) per year in 2025, possibly making China Russia’s second-largest gas customer after Germany, which bought 58.50 bcm of gas from Russia last year.

Moscow began supplying natural gas to western and central Europe in the 1950s and Europe has long been Russia’s major consumer of gas, supplied by Kremlin-controlled energy giant Gazprom (GAZP.MM), with total annual supplies of around 200 bcm.

The price China is paying for Russian gas in the new pipeline remains a closely kept secret with various industry sources saying it is tied to the price of an oil products basket.

Neither Putin, nor Xi commented on Monday on the gas price Beijing is set to pay under the contract.

INCREASED COMPETITION

Russian pipeline gas will compete against other pipeline gas supplies to China, including from Turkmenistan, as well as against shipments of sea-borne liquefied natural gas (LNG).

“China’s gas demand growth is expected to slow down from previous years yet remains strong, with an estimated 10% year-on-year growth for the first nine months of 2019,” Jean-Baptiste Dubreuil, from the International Energy Agency’s natural gas market analysis team, told Reuters.

“Our medium term forecast ‘Gas 2019’ assumes average 8% growth until 2024 (compared with a world average of 1.6% pa).”

Russia has been in talks with China about raising gas sales via other routes too, such as from the Russian Far East and via Mongolia or Kazakhstan, but has not yet clinched any deals.

Russia has dramatically increased deliveries of oil to China in the past decade, challenging Saudi Arabia as China’s top oil supplier in certain months.

To achieve that, Russia launched a major oil pipeline to China, which today ships 600,000 barrels per day (bpd), and opened a new port at Kozmino on the Pacific. Russia also ships 200,000 bpd to China via a pipeline crossing Kazakhstan.

Russian coal sales to the east in 2018 exceeded 100 million tonnes, accounting for more than half of Russia’s total coal exports.