Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Crisi di Governo. La fanno i partiti governativi, non la opposizione.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-12-03.

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In questo periodo chaotico è davvero difficile cercare di ragionare e distillare un po’ di verità dai fiumi di parole che si riversano su noi poveri Cittadini Contribuenti.

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Tutto ha inizio ad agosto, quando il PD pone le sue condizioni per entrare al Governo con il M5S.

Direzione PD e programma di Zingaretti.

«La Direzione del Pd ha approvato un ordine del giorno che ripercorre la relazione di Nicola Zingaretti dando il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di “un governo di svolta per la legislatura”, in “discontinuità” col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all’unanimità …. Un eventuale nuovo governo deve essere “di svolta, di legislatura” altrimenti “è meglio andare alle urne” …. ”Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti”»

Con le parole “di svolta, di legislatura”, “Appartenenza leale all’Unione europea”, “pieno protagonismo dell’Europa” Zingaretti ha chiaramente indicato la piena adesione al programma liberal socialista dell’Unione Europea, con tutte le conseguenze: dalla immigrazione al Mes. Ha venduto l’Italia ai liberal socialisti europei, e lo ha fatto per un piatto di qualche lenticchia.

Di Maio ed il movimento cinque stelle avevano a suo tempo accettato questo diktat, salvo poi pentirsene e farsi venire terrificanti mal di pancia.

Non a caso in europarlamento PD e M5S votano in modo conflittuale e discordante, persino sulla nomina delle Commissione Europea.

M5S, spaccato e conflittuale, alla ricerca di voti ed identità, sta rinnovandosi.

Di Maio. ‘Qualcuno di noi pensa più ai suoi interessi’. Se lo dice lui….

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Si aggiunga poi, per buon peso, la scissione di Matteo Renzi e tutta il conseguente scatenamento della magistratura rossa contro la Fondazione Open e lo stesso Renzi.

Zingaretti nel registro indagati per finanziamenti illeciti.

Governo alle corde. Conte e Zingaretti vanno a piatire da Alleanza Progressista.

«E tra i dem cresce la voglia di elezioni anticipate a marzo»

Zingaretti furibondo. Il benservito si avvicina. Lebbrosi alle porte.

Le elezioni in Umbria con la vittoria di Salvini con il 57.4% e la virtuale scomparsa politica dei partiti di governo suona una campana a morto: gli Elettori di questi due partiti non ne vogliono più sapere. Consultata la piattaforma Rousseau, il M5S decide che alle prossime elezioni regionali correrà da solo, rendendo furibondo il partito democratico, che vede chiaramente la concreta possibilità che tutte le otto regioni chiamate al voto entro sei mesi passino al centrodestra, con tutte le conseguenze.

Sardine. Qualcuno inizia a mandarle al diavolo. Anversa.

Sardine. A Genova hanno lasciato scritto il loro programma.

Ma quanto costa al PD il movimento delle sardine. Dodici trasferte di 6,000 persone l’una, a 300 euro al giorno tra trasporti, vitto ed alloggio, fanno 21.6 milioni di euro.

Ma donde arrivano tutti codesti denari?

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Per quanto riguarda il Mes, questo accordo fa transitare il controllo del sistema bancario italiano e del debito sovrano alla burocrazia di Bruxelles. Tutto il resto è aria fritta.

Regling Klaus. Potrebbe diventare il dittatore dell’Unione Europea.

Gli articoli 32 e 35 dell’Accordo suonano poi sinistri:

«L’operato del MES, i suoi beni e patrimoni ovunque si trovino e chiunque li detenga, godono dell’immunità da ogni forma di processo giudiziario (art. 32). Nell’interesse del MES, tutti i membri del personale sono immuni a procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni e godono dell’inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali (art. 35).»

Sarebbe una vera e propria dittatura, e ben più rigida di quella del deprecato ventennio.

Immunità totale a tutti i burocrati? Ma siamo pazzi?

E Di Maio zitto come il pesce in barile?

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Il Governo Zingaretti, e diciamo Zingaretti perché è lui il deus ex machina, ossia il personaggio che nelle tragedie greche interviene alla fine per rimettere le cose a posto, aveva ovviamente dato l’assenso preliminare all’Accordo Mes. Peccato però che non ne avesse avuto il potere, che spetta esclusivamente la parlamento sovrano.

Ma in quel consiglio dei ministri sedevano sia i membri del PD sia quelli del M5S. Ed all’epoca erano tutti di accordo.

Poi, il clamoroso voltafaccia di Di Maio, per cercare di evitare ulteriori fughe di Elettori atterriti.

Di Maio minaccia la crisi di governo sul Fondo Salva Stati voluto dal PD.

«Il nostro sistema bancario rischia il fallimento, c’è un meccanismo folle»

«O si rinvia o cade il governo»

«Luigi Di Maio non era mai stato così chiaro e l’escalation sulla riforma del Mes, il meccanismo europeo di stabilità, ha ormai raggiunto livelli di guardia per la solidità dell’esecutivo. Il capo dei 5 Stelle, in un vertice convocato nel pomeriggio di domenica a Palazzo Chigi, lancerà la sua road map, che prevede come tappa principale il rinvio del Mes alla prossima primavera»

«Ma Di Maio non ci sta. La motivazione è in un documento che i parlamentari hanno condiviso con il leader, nel quale propongono una serie di modifiche. La più importante riguarda il comma 4 dell’articolo 12. Quello che contiene l’obbligo di inserire le Cacs single limb (Clausole di azione collettiva) nei titoli di Stato di nuova emissione. In sostanza si tratta di clausole che rendono più rapida una possibile eventuale ristrutturazione del debiti di un Paese»

«Ovvero no alla proposta tedesca Schöbel-Scholz: «Se passasse questa tesi — spiega Di Maio ai suoi — rischieremmo di far fallire il nostro sistema bancario e di vedere attivato il Mes per salvarci da una riforma che avremmo firmato noi stessi. Sarebbe paradossale. Un meccanismo folle e un rischio che non vogliamo correre».»

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Il Governo rosso-giallo scopre che il Parlamento è sovrano. Mes.

«Vertice notturno. Italia Viva diserta incontro: ‘Noi con Conte, problema Pd-M5s’»

«Il Parlamento è sovrano ed è un bene che si sia deciso di non dare nessuna luce verde fino a quando il parlamento non ne discuterà. È il Parlamento che parla per primo. Per noi tante cose nell’Unione Economica e Monetaria vanno riviste»

«Ogni decisione sul Mes diventerà definitiva solo dopo che il Parlamento si sarà pronunciato a partire dalle risoluzioni che saranno approvate l’11 dicembre, in occasione delle comunicazioni che il Presidente del Consiglio renderà in vista del prossimo Consiglio Europeo. Tutto questo in linea con i punti 12) e 13) della risoluzione del Parlamento approvata il 12 giugno 2019»

Tensione sul Mes: Conte, governo a rischio? No, andrà avanti

«Il Pd perde la pazienza con M5s e Luigi Di Maio sulla riforma del Mes, con il ministro Dario Franceschini e Graziano Delrio che cercano di fermare le richieste di modifiche al Trattato avanzate dai pentastellati.
…. Ma la risposta di M5s è stizzita: Di Maio ribadisce di non volersi piegare “a qualche euro burocrate piuttosto che tutelare gli interessi degli italiani”. Parole che starebbero bene sulle labbra di Matteo Salvini, che infatti alza il livello dello scontro, intimando Conte a dimettersi.»

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Riassumendo.

Tutte le vere tensioni sul Mes sono quelle che dilacerano la compagine governativa. Il resto è aria fritta ed impannata.

Lega e Salvini possono dire e fare ciò che loro aggrada, ma sono minoranza.

Se il Governo fosse stato coeso, il Mes sarebbe stato approvato lì, su due piedi.

Conte mente, e lo fa scientemente, nell’accusare Salvini: se la prenda con Di Maio ed i M5S.

E faccia anche un po’ di chiarezza in casa sua.

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Intanto il gatto e la volpe ammaliano Pinocchio:

Mes: Eurogruppo, già approvato, meglio chiudere ora