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Zingaretti nel registro indagati per finanziamenti illeciti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-30.

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«Qui tra poco scoppia la bomba contro Nicola Zingaretti».


In Italia i tribunali ci sono per condannare i nemici politici dei potentati di turno. Che questi siano innocenti o meno è fatto del tutto irrilevante: tra venti anni saranno riabilitati.

«Nicola Zingaretti, proclamato appena domenica scorsa, 17 marzo, dall’assemblea nazionale del Pd segretario del partito dopo aver vinto con il 66% dei voti le primarie del 3 marzo scorso, sarebbe indagato dalle procure di Roma e di Messina per finanziamento illecito»

«Secondo quanto riportato dall’Espresso on line il nome di Zingaretti emerge dagli interrogatori degli avvocati siciliano Piero Amara e Giuseppe Calafiore: arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari, hanno poi patteggiato 3 e 2,9 anni a testa»

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Ecco la riprova.

“Io indagato perché ho denunciato Zingaretti”. Barillari M5S al contrattacco

Davide Barillari, intercettato nell’inchiesta sulla sanità del Lazio, va al contrattacco: “Le accuse del Pd ed il silenzio M5S, io vado avanti”.

Davide Barillari, il consigliere regionale M5S indagato nell’inchiesta sulla sanità, passa al contrattacco. E racconta la sua verità: “Mi stanno incastrando dopo che ho denunciato Zingaretti”.

L’attacco come abitudine del Movimento arriva via facebook dove Barillari parla chiaro: “Io ho ricevuto telefonate di giornalisti ad ogni ora, fra sabato e domenica che sguazzano nel gossip, inventandosi le notizie… dossieraggi segreti contro Zingaretti, loschi piani per comprare una clinica privata con 25 milioni di euro, e tanto altro ciarpame mediatico. Ma qualcuno davvero crede che io sia coinvolto in un caso di corruzione? O che abbia pericolose relazioni con ambienti di estrema destra, come urlano felici quelli del PD”?

“Volete sapere la verità? Mi stanno incastrando”

“’Barillari indagato è uscito su 15 giornali guarda caso 3 GIORNI DOPO che ho denunciato Zingaretti per le sue assenze in aula. Do’ fastidio, perché faccio visite ispettive (vere non come le passerelle degli altri politici o quelle finte delle Asl) negli ospedali e nelle cliniche private. Nessuno ha mai avuto il coraggio di attaccare la sanità privata. Io lo faccio. Do’ fastidio. Mi occupo di temi dei quali non mi dovrei impicciare….quelli scomodi dove nemmeno i miei colleghi non si vogliono sbilanciare. I vaccini. Il 5g. Le cause dei tumori. L’accreditamento falso. Le nomine pilotate. I concorsi e gli appalti truccati in sanità. La gestione delle camere mortuarie. Il business delle ambulanze private e l’appalto dell’elisoccorso. E c’è anche chi dice che faccio tutto per visibilità personale. Certo. Per qualche like in più su Facebook. Mi accusano anche di essere ‘strumento inconsapevole’ di delinquenti. Non mi conoscono. Io, nonostante il fango mediatico, le accuse del PD, il silenzio del M5S, vado avanti. Perché è mio dovere”.

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Regione, alla Pisana il Pd si scatena contro Barillari: «Fango contro di me»

Regione Lazio – Il Pd chiede la testa del (non) indagato Barillari. Il consigliere pronto a denunciare quindici giornali

«Naturalmente la notizia ha scatenato il Pd , che, ritenuta la (falsa) notizia un bocconcino prelibato e visto il garantismo che li contraddistingue, ha prontamente  chiesto la  testa di Barillari dalla Commissione che presiede in Consiglio regionale …..»

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Ma l’aspetto farsesco è che Mr Di Maio ed il movimenti cinque stelle stia immobile a guardare come se il partito democratico e Italia Viva non fossero loro alleati di governo.

Giustizialisti nei giorni passati dei Vaffa .. day, fustigatori dei costumi nel passato governo, gente per cui una denuncia era una condanna passata in giudicato, se ne stanno zitti e buoni, con il muso nella greppia, incuranti di quanto stia accadendo nel partito democratica ed Italia Viva. Ma se per quello, poi, incuranti anche della recessione economica e dei ponti autostradali che cadono come birilli. Brasati sulle poltrone, peggio dei più retrivi democristiani.

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Lazio, «la bomba su Zingaretti»: dossieraggio sul segretario Pd. Indagato consigliere M5S

Intercettazioni imbarazzanti per il Movimento5Stelle emergono dagli atti dei pm di Roma sull’arresto di tre soggetti di minacce al Gruppo Ini spa. Nelle conversazioni salta fuori il nome di Davide Barillari, consigliere pentastellato.

«Qui tra poco scoppia la bomba contro Nicola Zingaretti». Per colpire il Gruppo Ini spa, titolare di una serie di cliniche accreditate nella Regione Lazio, Andrea Paliani, sindacalista Sicel (Sindacato Italiano Confederazione Europea del Lavoro) e legato all’organizzazione neofascista “Avanguardia Nazionale”, era disposto a mettere nelle mani della politica un dossier contro il segretario del Pd e governatore del Lazio. Si era rivolto per questo al consigliere regionale M5S Davide Barillari, indagato, nel tentativo di arrivare all’ex ministro Giulia Grillo. Non solo: parla anche con Mario Borghezio, ex eurodeputato della Lega, facendo riferimento a «informazioni su Zingaretti».

Sono gli atti con cui i pm di Roma hanno ottenuto l’arresto di tre persone. Ai domiciliari sono finiti il maresciallo dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, Giuseppe Costantino, il sindacalista della Sicel, Andrea Paliani e il consulente del lavoro, Alessandro Tricarico. Nell’ordinanza il gip di Roma afferma che i tre hanno compiuto «atti idonei a indurre Cristopher Faroni, consigliere di amministrazione e socio della società Ini spa, (a capo di un gruppo di cliniche accreditate al Ssn, ndr) ad assumere il consulente del lavoro, Alessandro Tricarico, come consulente del lavoro all’interno del gruppo Ini, con un compenso di 250 mila euro annui ….

In altre conversazioni Paliani ribadisce più volte a Barillari – il quale si dice pronto a fare una ispezione sul Gruppo Ini – che «li fai male anche a Zingaretti, capito? Che quelli sono gli amici suoi quelli della Asl», riferendosi alla Ini spa.».

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Zingaretti indagato per finanziamento illecito

Nicola Zingaretti, proclamato appena domenica scorsa, 17 marzo, dall’assemblea nazionale del Pd segretario del partito dopo aver vinto con il 66% dei voti le primarie del 3 marzo scorso, sarebbe indagato dalle procure di Roma e di Messina per finanziamento illecito. Secondo quanto riportato dall’Espresso on line il nome di Zingaretti emerge dagli interrogatori degli avvocati siciliano Piero Amara e Giuseppe Calafiore: arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari, hanno poi patteggiato 3 e 2,9 anni a testa.

LE INCHIESTE DEGLI ALTRI


—> Caso Rixi, ecco di cosa è accusato il sottosegretario della Lega

—> La condanna di Rixi accelera il rimpasto nel Governo

—> Il sottosegretario Armando Siri (Lega) è indagato per corruzione

—> Siri alla Procura di Roma per dichiarazioni spontanee

Sotto inchiesta anche Berlusconi

Sotto inchiesta ci sarebbe anche Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari su una sentenza del Consiglio di Stato che, secondo l’accusa, gli consentì di non cedere parte del pacchetto azionario di Mediolanum così come aveva invece stabilito la Banca d’Italia. Per quanto riguarda invece il neo segretario del Pd l’inchiesta è invece portata avanti dai pm Paolo Ielo e Stefano Fava e prende spunto dalle dichiarazioni di Calafiore in un interrogatorio del luglio scorso. Tra l’altro Calafiore si sarebbe detto sicuro di non essere arrestato grazie a erogazioni fatte per favorire l’attività politica di Zingaretti. Ma finora, precisa l’articolo dell’Espresso, prove di tali presunte erogazioni non sarebbero state trovate.

Zingaretti fiducioso

Immediata la reazione di Zingaretti, che si dice estraneo ai fatti e fiducioso: «In merito all’articolo dell’Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi “de relato” e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del
settimanale». E ancora: «Mai nella vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità».

GUARDA IL VIDEO – Primarie Pd: risultati a confronto da Veltroni a Zingaretti

L’attacco dei pentastellati

Sulla vicenda, però, salgono subito i pentastellati. «Questo sarebbe il nuovo che avanza? Cambiano i segretari ma gli affari oscuri sembrano rimanere di casa nel Pd. Zingaretti abbia il pudore di mollare la nuova poltrona», dice il sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano. E altri, come il vicepresidente del Movimento 5 stelle alla Camera Francesco Silvestri, parlano di perdita del pelo ma non del vizio ricordando che Zingaretti era finito sotto inchiesta anche con Mafia Capitale.

Zingaretti: non mi faccio intimidire dalle bassezze del M5S

«Non mi faccio intimidire dalle bassezze del M5s – è la ferma replica di Zingaretti -. Comprendi la disperazione per il disastro politico che stanno combinando, per essere da mesi succubi del loro alleato di governo, per essere in caduta libera nel gradimento dei cittadini e per le batoste elettorali avute in Abruzzo e Sardegna. Ma se pensano di aggrapparsi alle fantasie di qualcuno sbagliano di grosso».

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Zingaretti è indagato per finanziamento illecito

Il presidente della Regione Lazio nonché nuovo segretario del Pd, avrebbe beneficiato di erogazioni per la sua attività politica dall’imprenditore Fabrizio Centofanti, arrestato nel febbraio del 2018. L’indagine della procura di Roma.

Nicola Zingaretti è indagato dalla procura di Roma per finanziamento illecito nell’ambito di un procedimento stralcio maturato dal filone riconducibile al giro di presunte tangenti pagate da legali di importanti aziende per ottenere sentenze favorevoli al Consiglio di Stato. Stando a quanto riferito dall’Espresso, e confermato in ambienti di piazzale Clodio, il presidente della Regione Lazio nonché nuovo segretario del Pd, avrebbe beneficiato di erogazioni per la sua attività politica dall’imprenditore Fabrizio Centofanti, arrestato nel febbraio del 2018, in passato capo delle relazioni istituzionali dell’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone. Erogazioni, però, di cui i magistrati non hanno trovato traccia al punto che per Zingaretti potrebbe profilarsi presto una richiesta di archiviazione.

A fare il nome del Governatore, riferendo confidenze di Centofanti, è stato l’avvocato Giuseppe Calafiore che con l’avvocato Piero Amara sta da tempo collaborando con la magistratura spiegando come funzionava il meccanismo corruttivo al Consiglio di Stato. Amara e Calafiore, anche loro finiti in carcere lo scorso anno, hanno già patteggiato la pena davanti al gup di Roma: 3 anni il primo e 2 anni e 9 mesi il secondo per concorso in corruzione in atti giudiziari. 

“In merito all’articolo dell’Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi de relato e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale”. Lo dichiara il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. 

“Mai nella mia vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità. Quanto al Movimento 5stelle e alle loro scomposte dichiarazioni: comprendo la loro disperazione per il disastro politico che stanno combinando, per essere da mesi succubi del loro alleato di governo, per essere in caduta libera nel gradimento dei citttadini e per le batoste elettorali avute in Abruzzo e Sardegna. Ma se pensano di aggraparsi alle fantasie di qualcuno sbagliano di grosso. Non mi faccio intimidire da chi utilizza queste bassezze. Se ne facciano una ragione”, conclude Zingaretti. 

Il segretario del Pd si riferisce alla nota diffusa dal Movimento, in cui si diceva che “Nemmeno pochi giorni da segretario del Partito democratico e già viene indagato per finanziamento illecito, secondo l’Espresso. Un bel battesimo che non sorprende, visto che era già stato indagato per Mafia Capitale. Perdi il pelo ma non il vizio: bentornato Pd, ci eri mancato”. A rincarare la dose Manlio Di Stefano:  “Questo sarebbe il nuovo che avanza? Il neo segretario del Pd, Nicola Zingaretti – se venisse confermato quanto riportato da L’Espresso – sarebbe indagato per finanziamento illecito. Cambiano i segretari ma gli affari oscuri sembrano rimanere di casa nel Pd. Zingaretti abbia il pudore di mollare la nuova poltrona”. 

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Zingaretti, M5s attacca: “Se è indagato si dimetta”. Il segretario Pd: “Bassezze, ho fiducia nei giudici”

La notizia pubblicata dall’Espresso sull’iscrizione di Nicola Zingaretti nel registro degli indagati della Procura di Roma, per presunto finanziamento illecito, ha innescato l’offensiva del M5s al segretario del Pd. Che risponde di non temere “le bassezze” dei cinquestelle, i quali  – anche preoccupati dal sondaggio Swg secondo cui il Pd scavalcherebbe i grillini nella campagna all’europeo – partono all’attacco dei democratici.

“In merito all’articolo dell’Espresso voglio affermare di essere estremamente tranquillo – afferma il governatore del Lazio –  perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi ‘de relato’ e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale”.

“Mai nella mia vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità – prosegue il leader dem -. Quanto al Movimento 5stelle e alle loro scomposte dichiarazioni: comprendo la loro disperazione per il disastro politico che stanno combinando, per essere da mesi succubi del loro alleato di governo, per essere in caduta libera nel gradimento dei citttadini e per le batoste elettorali avute in Abruzzo e Sardegna. Ma se pensano di aggraparsi alle fantasie di qualcuno sbagliano di grosso – conclude Zingaretti -. Non mi faccio intimidire da chi utilizza queste bassezze. Se ne facciano una ragione”.
Le “bassezze” a cui fa riferimento Zingaretti prendono le mosse da una nota del partito di Di Maio, in cui si legge: “Nemmeno pochi giorni da segretario del Partito democratico e già viene indagato per finanziamento illecito, secondo l’Espresso. Un bel battesimo che non sorprende, visto che era già stato indagato per Mafia Capitale. Perdi il pelo ma non il vizio: bentornato Pd, ci eri mancato”. A seguire arriva l’attacco di Manlio Di Stefano, sottosegretario M5s agli Affari esteri, che invita il neosegretario a lasciare il nuovo incarico: “Questo sarebbe il nuovo che avanza? Cambiano i segretari ma gli affari oscuri sembrano rimanere di casa nel Pd. Zingaretti abbia il pudore di mollare la nuova poltrona”.
Sulla stessa scia anche il senatore pentastellato Gianluigi Paragone, che aggiunge: “Mi auguro che il neosegretario del Pd smentisca questa notizia, altrimenti faccia un passo indietro. Certo, sarebbe veramente un pessimo inizio…”.

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