Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Piemonte. Inizia la tutela del retaggio religioso, storico e culturale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-30.

Presepe 001

Il concetto di democrazia si fonda su alcuni assunti di base, che spesso sono scotomizzati o disattesi.

In primo luogo, tutta la Collettività dovrebbe condividere nella sostanza una identica Weltanschauung. La presenza di antitetici principi fondamentali comporta inevitabilmente situazioni conflittuali che alla fine sono risolvibili solo con la forza.

In secondo luogo, mentre la maggioranza governa, la minoranza dovrebbe adeguarsi a quanto deciso dai governanti. Questo principio diventa però inaccettabile se una componente più o meno ampia nutrisse ambizioni rivoluzionare, ossia la presa di potere con la forza da parte di una minoranza. Infatti, se tale non fosse, avrebbe vinto le elezioni e governerebbe.

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Nessuna di queste due condizioni vige in Italia. La Weltanschauung di sinistra è antitetica ed incompatibile con quella della destra: e la sinistra sopporta tutto tranne che l’essere relegata dagli Elettori a ruolo di minoranza.

Questi contrasti sono così accesi che, nonostante vi sia in atto una recessione stagnante del sistema economico i temi sui principi fondamentali si dimostrano essere ferita saniosa.

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Che la religione cattolica sia parte integrante e portante del retaggio religioso, storico e culturale italiano dovrebbe essere cosa semplicemente evidente a chiunque si sia curato di studiare la nostra storia sulle cronache delle rispettive epoche: sarebbe sufficiente leggersi il Migne. Per non parlare poi dell’incredibile numero di edifici religiosi e delle espressioni artistiche.

Fatto si è che la sinistra liberal socialista rinnega tale retaggio nell’odio che esprime verso Dio, la Chiesa ed i Vangeli. Odio ben sintetizzato dal motto stampato sulla famosa medaglia ottocentesca: “immortale odium et numquam sanabile vulnus”.

Odio che si riversa in un distorto concetto di laicità, inteso come rigetto di ogni simbologia cattolica.

Si dicono offesi dalla eventuale presenza di un Crocefisso e vorrebbero inter alias la eliminazione dei Presepi da case e scuole.

L’assenza di simbologia cattolica è assunta come nuova forma religiosa, dogmatica quanto apodittica.

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«Un presepe in ogni scuola, “per tutelare e mantenere vive l’identità culturale e le tradizioni”»

«La Regione scrive a tutti i dirigenti scolastici del Piemonte in vista del Natale chiedendo di celebrare la festività con iniziative all’interno delle scuole»

«Dopo la discussione sul crocifisso nell’Aula del Consiglio Regionale, il cui via libera definitivo sarà votato nella mattinata di oggi,  e le polemiche per la frase del ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti sulla possibilità di rimuovere il simbolo della croce dalla aule scolastiche, il Piemonte a guida centrodestra detta le linee guida per il Natale»

«Le chiedo la disponibilità – scrive l’assessore alla Scuola Elena Chiorino (Fratelli d’Italia) nella comunicazione inviata ieri a tutte le scuole – di valorizzare all’interno dell’istituto ogni iniziativa legata a questa importante Festività come l’allestimento di presepi o lo svolgimento di recite e canti legati al tema della Natività. La ricorrenza natalizia e le conseguenti tradizioni come il presepe, l’albero di Natale e le recite scolastiche ispirate al tema della natività – prosegue Chiorino – sono parte fondante della nostra identità culturale e delle nostre tradizioni. Che, precisa la comunicazione “la Regione Piemonte intende tutelare e mantenere vive”.»

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Bene.

Liberal e radicali si mettano l’animo in pace. È arrivato il loro turno di stare in panchina.

Non va loro bene? Comprensibilissimo. Alla prossima tornata elettorale conquistino pure loro la maggioranza.

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Repubblica. 2019-11-26. La Regione scrive ai presidi del Piemonte: “Un presepe in ogni scuola per mantenere viva l’identità”

L’invito comprende anche l’albero, recite e canti. L’assessora: “Un supporto per l’integrazione”

Un presepe in ogni scuola, “per tutelare e mantenere vive l’identità culturale e le tradizioni”. La Regione scrive a tutti i dirigenti scolastici del Piemonte in vista del Natale chiedendo di celebrare la festività con iniziative all’interno delle scuole. Dopo la discussione sul crocifisso nell’Aula del Consiglio Regionale, il cui via libera definitivo sarà votato nella mattinata di oggi,  e le polemiche per la frase del ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti sulla possibilità di rimuovere il simbolo della croce dalla aule scolastiche, il Piemonte a guida centrodestra detta le linee guida per il Natale.
“Le chiedo la disponibilità – scrive l’assessore alla Scuola Elena Chiorino (Fratelli d’Italia) nella comunicazione inviata ieri a tutte le scuole – di valorizzare all’interno dell’istituto ogni iniziativa legata a questa importante Festività come l’allestimento di presepi o lo svolgimento di recite e canti legati al tema della Natività. La ricorrenza natalizia e le conseguenti tradizioni come il presepe, l’albero di Natale e le recite scolastiche ispirate al tema della natività – prosegue Chiorino – sono parte fondante della nostra identità culturale e delle nostre tradizioni. Che, precisa la comunicazione “la Regione Piemonte intende tutelare e mantenere vive”.

L’assessore mette poi le mani avanti rispetto alle probabili polemiche che questa richiesta potrebbe provocare soprattutto nelle realtà scolastiche con altre presenza di stranieri provenienti da famiglie di religioni e culture diverse da quella cristiana cattolica. “E’ evidente – sostiene l’assessore – che la conoscenza delle nostre tradizioni, scevra da qualsiasi connotazione ideologica, sia un supporto alla piena integrazione per chi proviene da altre realtà”. 
Ribatte, Igor Boni, presidente di Radicali Italiani: “Siamo di fronte a una giunta che utilizza le istituzioni per fini propagandistici e basta. A proposito di scuola, all’assessore assegno lo zero spaccato in laicità. Queste righe inqualificabili fanno il paio con chi utilizza rosari e crocifissi brandendoli come armi politiche. Spero che le scuole piemontesi sistemino nella raccolta carta questa missiva”.