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Ius soli e ius culturae. Sondaggi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-28.

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Il problema dello ius soli e dello ius culturae è riconducibile alla semplice constatazione che queste soluzioni giuridiche sono parte programmatica dei liberal socialisti europei e che il partito democratico vi si allinea nella speranza malcelata di poter allargare almeno un poco la propria base elettorale. Il PD si augura che tutti i naturalizzati possano dargli il voto.

Per il PD è mera questione di sopravvivenza: continuando così, alle prossime elezioni politiche, sempre poi che si tengano, il PD sembrerebbe essere destinato alla scomparsa politica. Con il 19% dei suffragi non si può certo pensare di tornare al governo.

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Alla domanda

“Lei sarebbe d’accordo ad estendere la cittadinanza ai figli degli immigrati stranieri, se nati nel nostro Paese e con almeno un genitore che ha un permesso di soggiorno permanente?”

nel 2011 erano d’accordo il 71% ed in disaccordo il 27%, nel 2017 il 44% ed il 54%, mentre nel marzo 2019 era d’accordo il 45% ed in disaccordo il 49%.

Il 56% afferma che “Di Maio ha ragione: meglio concentrarsi su altri temi urgenti e lasciar perdere gli slogan”.

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M5S dovrà valutare con molta attenzione quanto gli convenga cedere anche su questo al PD, che si irrobustirebbe a sue spese.

Con lo stesso metro dovrebbe ben valutare quanto gli convenga entrare vistosamente in rotta di collisione con il suo residuo Elettorato, il 42% del quale disapprova sia lo ius soli sia lo ius culturae, e che potrebbe perdere in modo irreversibile.

Nel contempo,questo potrebbe essere un elemento propagandistico che Mr Salvini potrebbe giocare al meglio.

L’Italia è in piena recessione e le aziende ed attività che chiudono aumentano giorno dopo giorno.

A nostro sommesso avviso, il problema di far riprendere la produzione del comparto produttivo dovrebbe avere la priorità assoluta.

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Sondaggio | Cittadinanza ai migranti, per il 56% degli italiani le urgenze sono altre

Elettori più favorevoli allo ius culturae. Prevalgono sui contrari 53% a 39%, e anche in questo caso il dato mostra una crescita di 3 punti rispetto a marzo.

Il tema del riconoscimento della cittadinanza degli stranieri è tornato d’attualità dopo l’intervento di Nicola Zingaretti all’assemblea del Pd della scorsa settimana a Bologna. Si tratta di un tema divisivo che è stato oggetto di molte polemiche, anche all’interno del centrosinistra. Il sondaggio odierno evidenzia un aumento dell’«apertura» da parte degli italiani, anche se la maggioranza degli intervistati è del parere le priorità in questo momento siano altre, complice il fatto che il segretario del Pd ha avanzato la sua proposta nei giorni in cui l’attenzione era dedicata prevalentemente ad altre vicende, dall’Ilva, al Mose, all’Alitalia. Infatti, il 56% concorda con Di Maio che nei giorni scorsi si è dichiarato sconcertato definendo la proposta del segretario dem «uno slogan», mentre il 27% dà ragione a Zingaretti il quale, sebbene vi siano temi più urgenti, ritiene sia giusto approvare entro la fine della legislatura una legge per estendere i diritti di cittadinanza. Le risposte degli elettori Pd e 5 Stelle sono diametralmente opposte: tra i primi il 74% è d’accordo con il segretario (ma quasi uno su cinque — il 19% — dissente); tra i secondi il 78% sta con il capo politico del Movimento, mentre il 16% è contrario. Tra tutti gli altri, con l’eccezione delle liste minori di sinistra e centrosinistra, prevale l’idea che oggi il governo si dovrebbe occupare di altro.

Elettori M5S al bivio

In generale la normativa attuale — che prevede la concessione della cittadinanza a chi non è figlio di cittadini italiani solo in alcuni casi specifici (dopo il compimento della maggiore età e dopo 10 anni di permanenza ininterrotta nel nostro paese, oppure per matrimonio) e in assenza di procedimenti penali — è giudicata positivamente dal 56% degli italiani (in crescita di 3 punti rispetto allo scorso mese di marzo) e negativamente dal 34% (dato stabile). Lo ius soli, ossia la possibilità di estendere la cittadinanza ai figli di immigrati , se nati nel nostro Paese e con almeno un genitore che ha un permesso di soggiorno permanente in Italia, divide nettamente le opinioni 48% i favorevoli, 47% i contrari. Anche in questo caso si registra una crescita di 3 punti dei favorevoli. Diversi invece gli atteggiamenti nei confronti dell’ipotesi di concedere la cittadinanza a figli di immigrati, se nati in Italia (o arrivati entro i 12 anni), e abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni le scuole nel nostro paese, cioè il cosiddetto ius culturae: i favorevoli prevalgono sui contrari 53% a 39%, e anche in questo caso il dato mostra una crescita di 3 punti rispetto a marzo. In termini di comportamento politico si conferma una sostanziale distanza tra le opinioni degli elettori di centrosinistra e quelli di centrodestra, mentre i pentastellati appaiono divisi al loro interno.

Gli aspetti semantici

L’atteggiamento di maggiore apertura va ricondotto a due aspetti: innanzitutto la minore importanza attribuita alla questione immigrazione, basti pensare che oggi il 28% menziona il tema degli stranieri tra le priorità del Paese mentre un anno fa era il 45%; in secondo luogo il consolidamento della distinzione tra gli stranieri presenti in Italia e quelli che potrebbero arrivare. Rispetto ai primi che, come sappiamo, si identificano con le persone frequentate quotidianamente (dalla badante, ai bambini che frequentano le scuole dei propri figli o nipoti), prevale un atteggiamento di inclusione. Al contrario, permane una diffusa inquietudine sui possibili nuovi flussi di stranieri. Da ultimo una riflessione sugli aspetti semantici connessi alla cittadinanza: parlare di ius soli e ius culturae può suonare ostico e rappresentare una sorta di spauracchio per i più. Al contrario, quando i concetti vengono declinati nella realtà quotidiana, le reazioni dei cittadini sono diverse. È sorprendente che in un’epoca nella quale non mancano consulenti per la comunicazione e spin doctor, si sottovaluti il rischio che alcuni termini, oltre ad essere poco familiari, possano produrre effetti esiziali.