Pubblicato in: Devoluzione socialismo

CDU. Congresso federale in sordina con 12 pp in meno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-23.

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La Cdu di Frau Merkel si è riunita a congresso constando di aver perso dalla volta scorsa dodici punti percentuali.

È una mesta riunione, ove tutti si guardano in cagnesco.

Ma il convitato di pietra è la recessione del comparto produttivo, imbrigliato da una congerie di leggi e normative che strozzano le industrie.

La gente cammina a testa bassa: diesel ed energie alternative sono ancora un must negli slogan sui manifesti, ma nessuno ne parla più.

Ufficialmente non vi sarebbero decisioni cruciali da prendere, ma i vari parlamentari si stanno guardando come le truppe d’assalto prima dell’attacco: sanno dai risultati elettorali e dai sondaggi che molto difficilmente solo qualcuno di loro potrà essere rieletto in parlamento.

«Un anno dopo l’elezione alla presidenza, benedetta dalla cancelliera e di fatto investita a raccoglierne l’eredità, Annegret Kramp-Karrenbauer non ha dimostrato di avere le carte in regola per puntare al Kanzleramt»

«È una Cdu in cerca d’autore, quella che si ritrova alla Messehalle di Lipsia per il suo congresso annuale»

«Non c’è un nuovo presidente da eleggere»

«Non c’è (ancora) un candidato alla cancelleria da scegliere per la successione ad Angela Merkel. In realtà c’è molto di più»

«L’Unione cristiano-democratica è in piena fibrillazione»

«Da un anno colleziona pessimi risultati elettorali nei Laender e nei Comuni tedeschi. I sondaggi nazionali, ancorché non drammatici come quelli della Spd, la vedono abbondantemente sotto la soglia psicologica del 30%, indispensabile per una forza che si vuole ancora Volkspartei, partito di massa»

«Il partito è anche lacerato se proseguire nel solco moderato e centrista di Merkel, ovvero ridarsi un profilo più decisamente conservatore, mirato a recuperare i consensi migrati verso l’estrema destra dell’AfD»

«Annegret Kramp-Karrenbauer, alias AKK, non ha dimostrato di avere le carte in regola per puntare al Kanzleramt»

«La lista al momento vede oltre ad AKK, nel frattempo diventata anche ministro della Difesa, quattro potenziali contendenti: l’ex capogruppo al Bundestag Friedrich Merz, campione dei conservatori; il premier del Nord-Reno Vestfalia Armin Laschet, che guida la più forte federazione regionale anche lui nel solco del centrismo merkeliano; il giovane ministro della Sanità, Jens Spahn, e non ultimo il leader della Csu bavarese Markus Soeder»

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È una Germania allo sfascio: solo Frau Merkel avrebbe potuto ottenere un simile risultato. Poi, AKK ha dato una validissima mano. Nei corridoi si sussurra «ragman».

L’ex capogruppo al Bundestag Friedrich Merz, campione dei conservatori, sarebbe un ottimo cancelliere, ma Frau Merkel lo odia di odio viscerale.

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La doppia partita di AKK al congresso della Cdu (scossa dai sondaggi)

Un anno dopo l’elezione alla presidenza, benedetta dalla cancelliera e di fatto investita a raccoglierne l’eredità, Annegret Kramp-Karrenbauer non ha dimostrato di avere le carte in regola per puntare al Kanzleramt. Ci prova a Lipsia.

È una Cdu in cerca d’autore, quella che si ritrova alla Messehalle di Lipsia per il suo congresso annuale. Non c’è un nuovo presidente da eleggere. Non c’è (ancora) un candidato alla cancelleria da scegliere per la successione ad Angela Merkel. In realtà c’è molto di più.

L’Unione cristiano-democratica è in piena fibrillazione. Da un anno colleziona pessimi risultati elettorali nei Laender e nei Comuni tedeschi. I sondaggi nazionali, ancorché non drammatici come quelli della Spd, la vedono abbondantemente sotto la soglia psicologica del 30%, indispensabile per una forza che si vuole ancora Volkspartei, partito di massa. Il partito è anche lacerato se proseguire nel solco moderato e centrista di Merkel, ovvero ridarsi un profilo più decisamente conservatore, mirato a recuperare i consensi migrati verso l’estrema destra dell’AfD. Ma soprattutto, un anno dopo l’elezione alla presidenza, benedetta dalla cancelliera e di fatto investita a raccoglierne l’eredità, Annegret Kramp-Karrenbauer, alias AKK, non ha dimostrato di avere le carte in regola per puntare al Kanzleramt.

Così a Lipsia si gioca una doppia partita. Quella ufficiale vede AKK, che ha ancora un anno di mandato da presidente, impegnata a ristabilire la sua autorità. L’altra, sotto traccia, farà del congresso la tribuna delle ambizioni dei suoi concorrenti conosciuti e in pectore, per la futura nomina a candidato cancelliere.

La lista al momento vede oltre ad AKK, nel frattempo diventata anche ministro della Difesa, quattro potenziali contendenti: l’ex capogruppo al Bundestag Friedrich Merz, campione dei conservatori; il premier del Nord-Reno Vestfalia Armin Laschet, che guida la più forte federazione regionale anche lui nel solco del centrismo merkeliano; il giovane ministro della Sanità, Jens Spahn, e non ultimo il leader della Csu bavarese Markus Soeder.