Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Emilia Romagna. Renzi. Campagna regionale a valenza nazionale. I dati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-17.

2019-11-16__Sondaggi 001

Di questa epoca si stanno facendo tante parole, altisonanti quanto inutili, ma ciò che conta in realtà sono i numeri.

Le elezioni umbre avrebbero ben dovuto insegnare qualcosa: Lega e centrodestra hanno conquistato il suffragio del 57.4% degli Elettori, lasciando il PD a bocca asciutta e M5S a masticare amaro: 7.41%.

Su scala nazionale il M5S è sceso al 16.1% ed il PD al 18.3%.

Pesano come grossi massi l’incapacità di varare la legge di bilancio, la figuraccia fatta con l’Ilva di Taranto, il disastro di Venezia e di tutte le città allagate, una situazione economica in via di disgregazione: il governo Zingaretti rossogiallo sembrerebbe essere incapace di fare qualcosa: ma se alle parole non seguono i fatti, la gente se la intaglia, e l’Elettore fugge via.

2019-11-16__Sondaggi 002

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, il centrosinistra è valutato attorno al 44.5% – 47.5%, mentre il centrodestra tra il 47.0% ed il 20.0%. Sono percentuali troppo ravvicinate perché una delle parti possa cantare vittoria.

È però significativo che questi dati emergano dalla regione rossa per eccellenza, ove il pd vinceva con percentuali bulgare.

* * * * * * *

«quanto avvenuto a Bologna non conferma in fondo la crisi della sinistra?»

«L’essere scesi in piazza a contestare, riempiendo Piazza Maggiore o scontrandosi con la polizia, il previsto e permesso comizio di Matteo Salvini non ne è la prova?»

«È sempre un segno di debolezza l’enfatizzare il bisogno di un nemico sia per esistere come per «resistere»!»

«In Emilia-Romagna vedo che Salvini ha buon gioco: è un comiziante nato e prende due piccioni con una fava: attacca il governo e il governatore che non può fare altrettanto»

«Non c’è dubbio che, se lo scontro fosse tra Bonaccini e la Borgonzoni, non ci sarebbe partita»

«E infatti Bonaccini resta favorito, nei sondaggi e nelle previsioni (che non vanno mai confuse con gli auspici)»

«Ma più la partita dell’Emilia-Romagna acquisirà una dimensione nazionale, più la Lega sarà avvantaggiata»

«Di sicuro avvantaggiano Salvini le contestazioni (quelle aggressive, non quella pacifica di Piazza Maggiore)»

«In democrazia chiunque può prendere la parola; a maggior ragione un leader che ha preso il 34% alle elezioni»

«Tentare di impedirglielo significa ovviamente fargli un favore»

«in realtà molte delle cose che dice fanno parte del sentire comune»

«L’Emilia-Romagna resta una delle regioni più dinamiche del Paese. Non è detto che basti, in un tempo in cui anche gli italiani più simpatici ed espansivi sembrano di cattivo umore»

* * * * * * *

A programma politico dovrebbe essere opposto un altro programma politico.

Seguendo la tendenza liberal socialista, pd e m5s puntano tutto sulla demonizzazione dell’avversario visto come un nemico mortale. Questo approccio ha loro fruttato in Umbria un centrodestra al 57.4%

*


Renzi sfida il premier: chiederemo un decreto su Irpef e infrastrutture

Matteo Renzi continua a ballare nei sondaggi sopra e sotto il 5%. E ieri ha lanciato il primo evento nazionale del suo nuovo partito, proponendo un piano per sbloccare 120 miliardi tra investimenti ed infrastrutture, paragonandolo al «”modello Expo”, che tanto ha funzionato e che noi vogliamo applicare al Paese». Modi e tempi di questa iniziativa delineano il doppio binario del leader di Italia viva: continuare a fare il controcanto al premier Giuseppe Conte e, al contempo, proseguire in una campagna che punta a erodere consensi nel bacino del Pd, proprio in concomitanza con l’evento organizzato a Bologna dai dem per modificare lo statuto.

Nel capoluogo piemontese, a pranzo, Renzi ha prima organizzato un incontro con imprenditori e professionisti. L’obiettivo pressante, oltre al confronto, è quello di raccogliere finanziamenti per Iv, per affrontare le prossime campagne elettorali anche grazie ai fondi che confluiscono pure in una nuova fondazione renziana. In platea ci sono circa 250 persone e una nutrita truppa di parlamentari ex pd: Maria Elena Boschi, Francesco Bonifazi, Luigi Marattin, Roberto Giachetti, Davide Faraone, la ministra della Famiglia Elena Bonetti. E non manca Giuseppina Occhionero, finita nell’occhio del ciclone dopo che il suo assistente parlamentare è stato arrestato per mafia e presunti legami con Messina Denaro.

«Entro il 15 gennaio presenteremo il nostro piano al premier e chiederemo di trasformarlo in un decreto — spiega Renzi —: i soldi ci sono ma sono bloccati per ricorsi, Tar e inghippi procedurali. Sbloccandoli, avremmo qualche reddito di cittadinanza in meno e qualche posto di lavoro in più». L’ex premier punta il dito contro le lungaggini burocratiche ed evoca con forza il «modello Milano». «È evidente che le procedure standard non funzionano. Il modello che ha funzionato con l’Expo: riconosco il merito del sindaco Letizia Moratti — aggiunge —. Quando arrivai a Palazzo Chigi l’Expo era fermo, stava per essere chiuso, buttato via. Immaginate cosa sarebbe successo». Renzi, a questo piano, dà anche un nome forte: «Shock», con tanto di scritta gialla su campo fucsia stile fumetto.

Sul palco sale anche Ettore Rosato, timoniere della macchina dei comitati civici: «Siamo a 25 mila iscritti», annuncia. Mentre Renzi illustra una road map politica sul territorio: «La piazza strapiena di Bologna contro la Lega dimostra che c’è un popolo che sa come fare: per questo evitiamo di disturbare Stefano Bonaccini che rimarrà governatore». E poi: «Ci candideremo a tutte le prossime elezioni regionali a partire dalla Toscana», nel maggio 2020.

*


Emilia, chi contesta Salvini in realtà fa il suo gioco

Caro Aldo,

quanto avvenuto a Bologna non conferma in fondo la crisi della sinistra? L’essere scesi in piazza a contestare, riempiendo Piazza Maggiore o scontrandosi con la polizia, il previsto e permesso comizio di Matteo Salvini non ne è la prova? È sempre un segno di debolezza l’enfatizzare il bisogno di un nemico sia per esistere come per «resistere»!
Mario Alberti, Parma

In Emilia-Romagna vedo che Salvini ha buon gioco: è un comiziante nato e prende due piccioni con una fava: attacca il governo e il governatore che non può fare altrettanto. Bonaccini appare più solido e affidabile della Borgonzoni, l’ombra di Salvini. Ma quando mai ciò che è ragionevole trionfa sul suo contrario nell’attuale clima politico?
Giorgio Poli, Pistoia

Cari lettori,

Non c’è dubbio che, se lo scontro fosse tra Bonaccini e la Borgonzoni, non ci sarebbe partita. E infatti Bonaccini resta favorito, nei sondaggi e nelle previsioni (che non vanno mai confuse con gli auspici). Ma più la partita dell’Emilia-Romagna acquisirà una dimensione nazionale, più la Lega sarà avvantaggiata. Di sicuro avvantaggiano Salvini le contestazioni (quelle aggressive, non quella pacifica di Piazza Maggiore). In democrazia chiunque può prendere la parola; a maggior ragione un leader che ha preso il 34% alle elezioni. Tentare di impedirglielo significa ovviamente fargli un favore; tanto più se il leader è Salvini, perché un certo vittimismo fa parte della sua narrazione.
Il segretario della Lega tende infatti a raccontarsi come una voce fuori dal coro, creando un rapporto di complicità con i suoi sostenitori; anche se in realtà molte delle cose che dice fanno parte del sentire comune. Quindi il coro è lui. E i sedicenti anarchici che vorrebbero impedirgli di parlare in realtà gli fanno il controcanto. Detto questo, l’Emilia-Romagna non è l’Umbria, dove la sinistra è rimasta schiacciata dagli scandali e dalla crisi economica. E la Borgonzoni non è Guazzaloca, un democristiano che — come fece notare Lucio Dalla —sarebbe stato felicissimo di accettare una candidatura dal centrosinistra, e avrebbe vinto a mani basse.

L’Emilia-Romagna resta una delle regioni più dinamiche del Paese. Non è detto che basti, in un tempo in cui anche gli italiani più simpatici ed espansivi sembrano di cattivo umore. E poi nelle zone industriali del Reggiano e del Modenese — rosse per eccellenza — l’impatto dell’immigrazione è molto forte.

Un pensiero riguardo “Emilia Romagna. Renzi. Campagna regionale a valenza nazionale. I dati.

I commenti sono chiusi.