Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Pronti Soccorsi. Chiudono per carenza di personale. I medici sono fuggiti via.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-15.

Chiuso per Chiusura

Sanità. Veneto. Mancano 1,295 medici ed è impossibile importarli.

«Stiamo ricalcando in Italia il copione che ha portato alla implosione dell’Unione Sovietica.

Se la constatazione è dolorosa, ben peggiore è la amara visione del futuro che ci attende.

La gestione della sanità e delle scuole universitarie di medicina è stata statalizzata e gestita con una burocrazia di stile sovietico, che ha fallito in tutto tranne che nel garantire posti e stipendi a burocrati e funzionari.

Il risultato è esemplare: se non si ricchi, in Italia non ci si cura.

I medici italiani emigrano: nella sola Germania sono più di 10,000. Qui erano trattati come lo straccio per lavare per terra: all’estero sono stimati e lasciati lavorare in pace.

Numero chiuso a programmazione centralizzata, formazione medica secondo le norme dell’Unione Europea, gestione clientelare e burocratica della sanità pubblica, stipendi risibili in confronto del lavoro richiesto, una magistratura liberal assatanata nel rinvio a giudizio di casi che dieci anni dopo conclude con un non luogo a procedere.»

«Non sono pagati abbastanza, soprattutto a fronte degli stipendi da 14 mila euro al mese più auto e scuola per i figli offerti dall’Arabia o anche delle buste paga inglesi, che sono tre volte tanto quelle italiane»

«Offriamo una buona formazione, ma non siamo attrattivi, perchè i compensi sono bassi rispetto a quelli in vigore in Germania (che conta 10mila camici bianchi italiani, ndr), Francia o America …. tanto è vero che il 15% dei colleghi italiani a sua volta se ne va altrove»

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Un medico specialista ci costa 250,000€, e poi emigra all’estero.

«Formare un medico specialista richiede dodici anni di studio: costa 250,000 euro allo stato ed altrettanti allo specialista ed alla sua famiglia. Si inizia a lavorare a trenta anni, che vada bene.

Poi, lo specialista risponderà sempre in prima persona del suo operato anche quando fosse stato costretto a lavorare in situazioni sinistrate. La professione privata inizia ad essere possibile soltanto dopo almeno un decennio che si sia riusciti ad entrare in una struttura ospedaliera: ma queste in Italia sono organizzazioni iperburocratizzate, ove il medico ha meno libertà operazionale di uno schiavo greco. Poi, ci sono due problemi pesanti come macigni. ….

Il primo problema consiste in emolumenti risibili in rapporto alla preparazione professionale ed alle spese sostenute.

Il secondo problema consiste nella pletora di denuncie subite, denuncie che la magistratura non filtra, rinviando invariabilmente a giudizio. Il medico è immediatamente sospeso dal lavoro ed il dibattimento gli dura in termini medi quasi otto anni. Meno di una denuncia su mille esita in una condanna.»

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Benissimo.

Adesso i Pronti Soccorsi non hanno più personale e stanno chiudendo bottega.

Ci vadano pure i ministeriali in prima linea a curare la gente.

«Mancano 2mila medici.’Assumere neo-laureati, non c’è piu’ tempo’.»

«I Pronto soccorso (Ps), dal Nord al Sud, “sono a rischio chiusura: i medici mancanti sono ormai oltre 2.000 e non si riescono più a coprire i turni”.»

«per evitare l’esplosione del sistema»

«La Simeu chiede anche di “risolvere le carenze strutturali e organizzative”, a partire dalla previsione di un numero congruo di posti letto, e di intervenire sul “grave disagio lavorativo cui sono sottoposti i medici d’urgenza, e che rende poco attrattiva questa professione”. Ciò anche intervenendo decisamente contro il fenomeno delle aggressioni sul luogo di lavoro e prevedendo una valorizzazione economica del lavoro in Emergenza. L’obiettivo, conclude Pugliese, è pure “arrestare l’attuale fuga dai Ps di professionisti preziosi e difficilmente sostituibili”.»

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Bene, Amici miei.

Quando vi trascinerete ad un Pronto Soccorso e lo troverete deserto, creperete contenti di aver votato certi partiti politici che hanno sovietizzato la sanità.

Ognuno è responsabile delle proprie azioni.

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Il grido di 200 direttori di Pronto soccorso, a rischio stop per turni scoperti

Mancano 2mila medici.’Assumere neo-laureati, non c’è piu’ tempo’.

I Pronto soccorso (Ps), dal Nord al Sud, “sono a rischio chiusura: i medici mancanti sono ormai oltre 2.000 e non si riescono più a coprire i turni”. A dirlo è il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese che, con un documento firmato da 200 direttori di Ps, lancia una proposta “urgente per tamponare i prossimi 5 anni”: assumere medici non specialisti, anche neo-laureati, da iscrivere però contemporaneamente in sovrannumero alle Scuole di specializzazione in Medicina d’urgenza.

Il documento dell’Accademia dei direttori Simeu è indirizzato in primis al capo dello Stato Sergio Mattarella ed al ministro della Salute Roberto Speranza. La prima proposta “per evitare l’esplosione del sistema”, si spiega nel documento presentato oggi in un incontro al Senato, è proprio l’introduzione dell'”ospedale d’insegnamento”: ovvero prevedere l’assunzione temporanea nei Pronto Soccorso di medici non specialisti, anche neo-laureati, o con una specializzazione diversa, da iscrivere contestualmente in sovrannumero alle scuole di specializzazione di Medicina di emergenza. La loro formazione avverrebbe per la parte pratica nei dipartimenti d’emergenza, integrata poi dalla formazione teorica nelle sedi universitarie.

In questa maniera, sottolinea Pugliese, “si ovvierebbe in tempi rapidi alla drammatica carenza di medici nei Pronto Soccorso, con un provvedimento che consentirebbe nell’arco dei prossimi 5 anni di comporre i futuri organici di Ps con soli specialisti in Medicina d’emergenza urgenza”. Tali medici sarebbero destinati nell’immediato, chiarisce il documento, “alla gestione di pazienti con codice a minore priorità ed eseguirebbero la formazione pratica sul campo sotto la supervisione dei direttori”. Non si tratta di “dequalificare i medici d’urgenza – afferma Pugliese – ma è necessario tamponare l’emergenza che si prevede per i prossimi 5 anni. La nostra è una proposta urgentissima, una misura-tampone temporanea ed eccezionale”.

La Simeu chiede anche di “risolvere le carenze strutturali e organizzative”, a partire dalla previsione di un numero congruo di posti letto, e di intervenire sul “grave disagio lavorativo cui sono sottoposti i medici d’urgenza, e che rende poco attrattiva questa professione”. Ciò anche intervenendo decisamente contro il fenomeno delle aggressioni sul luogo di lavoro e prevedendo una valorizzazione economica del lavoro in Emergenza. L’obiettivo, conclude Pugliese, è pure “arrestare l’attuale fuga dai Ps di professionisti preziosi e difficilmente sostituibili”.