Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Stati Uniti

Cina. Il numero dei ricchi supera quello negli Stati Uniti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-15.

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Il Credit Suisse ha rilasciato il The Global wealth report 2019. [Versione Completa pdf]

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«The tenth anniversary edition of the Global wealth report published by the Credit Suisse Research Institute is the most comprehensive and up-to-date source of information on global household wealth. Global wealth grew during the past year by 2.6% to USD 360 trillion and wealth per adult reached a new record high of USD 70,850, 1.2% above the level of mid-2018 with Switzerland topping the biggest gains in wealth per adult this year.

The US, China, and Europe contributed the most towards global wealth growth with USD 3.8 trillion, USD 1.9 trillion and USD 1.1 trillion respectively. This year’s report also provides a deep dive into wealth in the 21st century. While the century began with a “golden age” of robust and inclusive wealth creation, wealth growth collapsed during the financial crisis and never recovered to the level experienced earlier. ….

While more than half of all adults worldwide have a net worth below USD 10,000, nearly 1% of adults are millionaires who collectively own 44% of global wealth. ….

Equity prices showed greater regional fluctuations. Market capitalization rose in North America, but declined in much of Europe by an average of about 10%. Markets rose significantly in Russia (+15%), and by an even greater extent in Kuwait (+25%), Brazil (+35%) and Romania (+36%). In Pakistan, market capitalization dropped by 42%, compounding the impact of exchange rate losses. ….

North America and Europe together account for 57% of total household wealth, but contain only 17% of the world adult population. The two regions had similar total wealth at one time, but North America now accounts for 32% of global wealth compared to 25% for Europe. Elsewhere, the share of wealth is below the population share. The discrepancy is modest in China and in the Asia-Pacific region (excluding China and India), where the population share is 20%–30% higher than the wealth share. But the population share is more than three times the wealth share in Latin America, five times the wealth share in India, and over ten times the wealth share in Africa. ….

The upper-middle segment, with wealth ranging from USD 100,000 to USD 1 million, has also expanded significantly this century, from 212 million to 499 million. They currently own net assets totaling USD 140.2 trillion or 39% of global wealth, which is four times their share of the adult population. The wealth middle class in developed nations typically belongs to this group. Above them, the top tier of high net worth (HNW) individuals (i.e. USD millionaires) remains relatively small in size – 0.9% of all adults in 2019 – but increasingly dominant in terms of total wealth ownership and their share of global wealth. The aggregate wealth of HNW adults has grown nearly four-fold from USD 39.6 trillion in 2000 to USD 158.3 trillion in 2019, and the share of global wealth has risen from 34% to 44% over the same period. ….

Our calculations suggest that the vast majority of the 46.8 million millionaires in mid-2019 have wealth between USD 1 million and USD 5 million: 41.1 million or 88% of the HNW group (Figure 8). Another 3.7 million adults (7.9%) are worth between USD 5 million and 10 million, and almost exactly two million adults now have wealth above USD 10 million. Of these, 1.8 million have assets in the USD 10–50 million range, leaving 168,030 Ultra High Net Worth (UHNW) individuals with net worth above USD 50 million in mid-2019. ….

However, China has more than matched North America in the post-crisis era, and the gap widens if the period is extended to 2007 when North America suffered a heavy loss. ….»

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A seguito riportiamo un summary parziale, ma con il pregio di essere sintetico.

China has overtaken the US to have the most wealthy people in the world

«- China has overtaken America as the home of the highest number of rich people in the world.

– There are 100 million Chinese among the richest 10% of people in the world, compared to 99 million Americans, – -Credit Suisse found in its latest annual wealthy survey.

– People in the top 10% had personal savings of at least $109,430.»

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Sarebbe sembrato impossibile. Nel 1990, circa trenta anni fa, la Cina aveva un pil di 398 miliardi Usd ed un pil procapite di 349 Usd, ma a fine 2018 quei valori erano diventati 13,368 miliardi e 9,500 Usd, rispettivamente. Convertiti in dollari ppa diventano  cifre ragguardevoli.

Forse la Cina avrebbe molto da insegnare all’occidente.

Concludiamo con una unica considerazione.

In occidente molti sembrerebbero essere scandalizzati del fatto che gran parte della ricchezza sia accentrata in un numero relativamente baso di persone.

È una posizione molto discutibile.

Il Principio di Pareto enuncia come circa il 20% delle cause provochi l’80% degli effetti. Detto in altri termini, l’80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione.

Il problema non è quanto grande sia la ricchezza dei ricchi: è l’entità della coda dei non ricchi e se quei livelli siano o meno compatibili con una vita dignitosa. Se è vero che

«more than half of all adults worldwide have a net worth below USD 10,000»

sarebbe anche vero ricordare come il potere di acquisto ed il conseguente costo della vita possa variare anche molto significativamente da nazione a nazione.

Scopo di un governo dovrebbe essere quello di far star bene tutti: se poi alcuni stessero meglio, buon per loro. Ma in ogni caso, senza ricchi la nazione sarebbe ancor più povera.

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Sole 24 Ore. 2019-10-25. Ricchezza, la Cina sorpassa gli Usa nella classifica dei Paperoni (100 milioni contro 99)

NEW YORK – La Cina può vantare un altro successo nella sua nuova “guerra fredda” economica con gli Stati Uniti: per la prima volta il numero dei ricchi cinesi ha superato quello degli americani. Uno studio di Credit Suisse ha dato conto del sorpasso, stimando che cento milioni di cinesi fanno parte dell’elite gobale del 10% in vetta alle classifiche dei patrimoni, un milione in più dei 99 milioni di statunitensi che entrano oggi nello stesso elenco.

Gli Stati Uniti, sia chiaro, vantano ancora il primato tra i milionari, con 18,6 milioni – vale a dire ben il 40% dei ranghi internazionali – rispetto ai 4,4 milioni di milionari tra i cinesi. La selezionata di super-ricchi si è in tutto gonfiata di 1,1 milioni di persone raggiungendo i 46,8 milioni, forti di un patrimonio complessivo da 158.300 miliardi pari al 44% del totale globale delle ricchezza. E gli Stati Uniti da soli hanno creato oltre metà di questo nuovo jet set, 675.000. Gli americani, fuori da simili elite, rivendicano inoltre una ricchezza media pari a 432.365 dollari che batte sempre nettamente i 58.544 dollari del cittadino-tipo che risiede in Cina.

Quando però si guarda alla fascia del 10% più ricco al mondo, dove il biglietto d’ingresso si stacca con 109.400 dollari in asset netti, sono i cinesi ad aver conquistato la leadership. Ad essere cioè diventati un motore di creazione di ricchezza con pochi rivali, lasciando indietro l’Europa nel loro duello con l’America.

«Nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina, entrambi i paesi hanno messo a segno robuste performance nella creazione di ricchezza», ha dichiarato Annette Hechler-Fayd’herbe, global head of economics and research a Credit Suisse CSGN.S. E ha continuato stimando che le due potenze dei patrimoni abbiano contribuito rispettivamente 3.800 e 1.900 miliardi di dollari al conto della ricchezza mondiale.

Il rapporto di Credit Suisse mostra anche la drammatica diseguaglianza globale, divenuta radice di tensioni sempre più gravi all’interno dei singoli Paesi. Il 50% meno abbiente possiede meno dell’1% della ricchezza totale, mentre la citata fascia del 10% in cima alla piramide detiene l’82 per cento. L’1% al top, che ha in tasca almeno 936.400 dollari in asset netti, si fregia di quasi la metà di tutti gli asset sul pianeta. Credit Suisse trova tuttavia ragioni di sperare in un futuro maggior equilibrio, notando una diminuzione della disparità almeno sotto le sfere più rarefatte della ricchezza: il 90% vanta ora il 18% dei patrimoni globali rispetto all’11% nel Duemila.