Pubblicato in: Devoluzione socialismo

M5S. Come crollare dal 27.5% al 7.4% in tre mosse. E poi scomparire.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-28.

Brüghel il Vecchio. La parabola dei ciechi.

Negli ultimi cinquanta anni l’Umbria è stata un caposaldo delle regioni rosse. Con queste elezioni il partito allora egemone è crollato al 22.3%, quota che peraltro contiene anche i voti di Italia Viva. I sondaggi elettorali YouTrend quotavano il PD al 30.2%.

Nelle elezioni politiche del 2018 il M5S aveva raggiunto il 27.5% dei consensi, ed ora nelle elezioni umbre è crollato al 7.4%. I sondaggi elettorali Piepoli lo quotavano 19%, e quelli della SWG 14%.

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Prendiamo atto che i sondaggi elettorali sovrastimavano il PD di oltre il 40% ed il M5S del 150% e più, mentre l’errore di campionamento avrebbe dovuto essere solo ±3.5 punti percentuali.

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A questo punto sorge immediata la domanda:

Come ha fatto M5S a crollare dal 27.5% al 7.4% in poco più di un anno?

– Il M5S aveva, con molta abilità, rastrellato quasi tutti i voti di scontento aspecifico, qualificandosi per il movimento dei ‘NO’. Nei fatti, non aveva programma propositivo alcuno. Le poche istanze portate avanti erano mera facciata: la riduzione del numero dei parlamentari, solo per fare un esempio, è fatto organizzativo, non politico.

– Tutti i partiti politici scelgono le proprie strategie sulla scorta dei voleri espressi dai relativi congressi degli iscritti. Questa manovra ha però un senso compito solo ed esclusivamente se detta base degli iscritti rappresenti in modo significativo la stratificazione dell’Elettorato. Sia chiaro: un partito può scegliere di restare adamantino in alcune sue idee, ma allora si vota a restare un partito di minoranza, ininfluente sul piano politico generale. Orbene, la base Rousseau, sempre che esista, è del tutto sradicata da quello che era l’Elettorato: seguire l’ottanta per cento della Piattaforma Rousseau ha comportato la perdita di venti punti percentuali in sede elettorale.

– Come i liberal socialisti in Europa ed il partito democratico in Italia, il Movimento 5 Stelle non ha per nulla compreso l’importanza della depressione economica che sta attanagliando Italia ed Europa. Il sistema economico europeo ristagna, le aziende produttrici chiudono con conseguenti licenziamenti, non si generano nuovi posti di lavoro ed i capitali restano liquidi in attesa di vedere tempi migliori. Orbene, proprio in questa situazione il Movimento 5 Stelle ha pronamente accondisceso alla politica delle tasse patrocinata dal PD, alienandosi così larga fetta degli elettori. È diventato lui stesso un partito delle tasse, e come tale è adesso percepito con un nemico.

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Questa situazione di palude ideativa sembrerebbe essere talmente radicata da restare tetragona ad ogni possibile revisione critica.

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Leggiamo con cura le frasi che seguono.

«Tra gli sponsor dell’alleanza c’è Roberta Lombardi per la quale “non si torna indietro” rispetto alla foto di Narni, anche perché quell’alleanza ha ricevuto l’imprimatur della base: su Rousseau, sottolinea Lombardi in una intervista, si sono espressi a favore della coalizione l’80 per cento dei votanti.»

«Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato»

«Dalla formazione del primo esecutivo – continua il M5S – ci è stato subito chiaro che stare al Governo con un’altra forza politica – che sia la Lega o che sia il Pd – sacrifica il consenso del Movimento 5 Stelle”.»

«Ma noi non siamo nati per inseguire il consenso, bensì per portare a casa i risultati, come il carcere per gli evasori di questa settimana e il taglio dei parlamentari della settimana precedente»

«Senza raggiungere il 51% imposto dalla legge elettorale, abbiamo avuto bisogno necessariamente di trovare altre forze politiche per governare»

«E questa esperienza – continua il post – testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti»

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A breve si terranno le elezioni in Calabria e, quindi, in Emilia Romagna, che si aggiungeranno al Molise, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Sardegna, Basilicata e Piemonte, già conquistate dal centrodestra di Salvini.

Poi, un bel giorno, questo governo imploderà sotto il peso delle sue contraddizioni.

Nota.

Nel discorso al parlamento Mr Salvini ha invocato il Nome di Maria Santissima, provocando un’irosa contestazione e ludibriosa. ‘Via i Crocefissi’ tuonava un Ministro!

Bene. A guardare quanto è successo, la Beata Vergine ha sentito benissimo, ed è intervenuta.