Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Umbria. Sondaggi da diluvio universale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-26.

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Dall’Umbria arrivano sondaggi da diluvio universale.

Li verificheremo domani alle ore 23.

Ma se fossero anche solo approssimatamente veri, Zingaretti, Di Maio e Conte si suicideranno.

«Del resto, che le vicende della politica nazionale abbiano riflessi evidenti sul voto locale lo dimostrano le tante elezioni regionali che si sono svolte dopo il 4 marzo 2018: Molise, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Sardegna, Basilicata e infine Piemonte (rigorosamente in ordine cronologico) hanno fornito via via la dimostrazione che il centrodestra si stava rafforzando»

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I «sondaggi pessimi» che circolano sull’Umbria

Amedeo La Mattina racconta oggi su La Stampa gli ultimi giorni di campagna elettorale in Umbria e conferma che tira una brutta aria per il primo tentativo di alleanza tra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico su base regionale, perlomeno dal punto di vista dei sondaggi:

    Circolano sondaggi pessimi: perfino dieci punti di differenza dalla candidata del centrodestra, la leghista Donatella Tesei, senatrice ed ex sindaco di Montefalco. Nonostante non abbia lasciato un buon ricordo nei bilanci del suo comune, il vantaggio sembra incolmabile. Al punto che l’Umbria potrebbe trasformarsi nella tomba dell’alleanza giallo-rossa, quantomeno alle regionali. I grillini sperano che alla fine la distanza si fermi al 4%, che in questo rush finale si possa salvare il salvabile.

    E infatti sono venuti in massa, dal premier Giuseppe Conte (oggi di nuovo a Perugia) al ministro dell’economia Roberto Gualtieri, il quale ieri ha tirato fuori il politico che è in lui ma sbilanciandosi un po’ troppo: «Il clima sta cambiando a nostro favore, invece dall’altra parte vedo una manifestazione (quella del centrodestra a San Giovanni) che si riduce a qualche slogan ma proposte per il Paese zero». È venuto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, desaparecido Matteo Renzi che in questa sconfitta non vuole mettere la faccia, però ieri c’era Teresa Bellanova, la sua massima rappresentante al governo, ma non per fare campagna elettorale. È venuta a parlare di agricoltura, la materia del dicastero.

A questo si aggiunge anche l’ombra della recessione in arrivo in Regione e le campagne parallele del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle:

    Navigare controcorrente. Questo sta facendo da un mese Vincenzo Bianconi, 47 anni, albergatore del lusso, candidato di Pd e 5S alla presidenza dell’Umbria. La strana alleanza. Anche qui Di Maio e Zingaretti non si sono mai fatti una foto insieme, tappe separate, mai un abbraccio su un palco, magari alzando le braccia del candidato sfavorito. Eppure lui li ha pregati: «Per favore, organizziamoci». Un po’ di entusiasmo, diamine. Niente da fare, a meno di cambi in agenda imprevisti. «Forse è giusto così — confessa il pompiere Dario Franceschini — . È un’alleanza troppo giovane, bisogna andare per gradi».

    La verità è che i due alleati sono in una continua fase di studio. Il segretario del Pd non sa ancora se può fidarsi del capo politico del Movimento, a maggior ragione dopo le voci di un asse con Renzi (che qui in Umbria si è proprio defilato). Gli elettorati Pd e 5S sono in realtà concorrenziali. I secondi hanno succhiato il sangue dei primi attaccandoli, oggi invece sono nella stessa coalizione. Quindi funziona così: Di Maio gira le aziende promettendo aiuti sull’export, sviluppo, crescita e se c’è Bianconi si limita a un «diamo una mano a questo ragazzo». Zingaretti tocca altre corde: il civismo umbro, la sua storia, l’efficienza amministrativa che la sinistra ha garantito per anni.