Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Zingaretti ha ragione, ma la colpa è solo sua.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-21.

2019-10-20__Zingaretti Facebook

Il post dell’on Zingaretti gronda solo apparentemente buon senso e senso di tattica politica.

«Il PD combatte per ridare una speranza all’Italia. Ieri il centrodestra si è riproposto unito. Tutte le Regioni si eleggono con sistema maggioritario. O si organizza un campo alternativo o regaliamo l’Italia a Salvini. Abbiamo deciso insieme meno tasse per chi lavora, più investimenti soprattutto per opere green, piu giustizia sociale con l’abolizione dei ticket, poi industria 4.0, piano casa, asili nido gratuiti. Partiamo da qui ma ora più uniti, perché ricordo a tutti che l’avversario è la destra»

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Anche senza tener presente le attuali leggi elettorali, il centrodestra è riuscito a ricompattarsi e nelle prospezioni attuali, finché durano e dureranno, ha la maggioranza relativa, pochi punti percentuali sotto quella assoluta.

Gli altri partiti sono frammentati in un PD attorno al 19%, un M5S anche esso attorno al 19% ed un’Italia Viva che si aggira sul 4%.

Possono sicuramente fare un’alleanza strumentale alle elezioni, oppure sostenere una lista civica, ma il grande problema è la disparità di Weltanschauung, che sono incompatibili.

A ciò si aggiungano altri due aspetti di non poca importanza.

Il PD ha un atteggiamento percepito come arrogante e molto indisponente, essendo inoltre frammentato in correnti che si odiano le une con le altre, e si è voluto proporre come forza egemone, obtorto collo.

Un esempio per tutti.

Il partito democratico ha fatto transitare il Governo italiano nell’area europea liberal socialista, recependone completamente visione ed interessi, mentre il movimento cinque stelle ha sostenuto la candidatura von der Leyen, essendo stato determinante alla sua nomina con i suoi voti nel parlamento europeo. Sono due visioni e due schieramenti in lotta mortale tra di essi: sono antitetici.

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Nei fatti, PD, M5S ed IV non sono unibili su di una comunione di intenti, ma solo ed esclusivamente sulla comune avversione alla destra. Non è questa la via verso la vittoria.

Il Governo Conte bis è nato proprio da questa istanza, ed i fatti dimostrano quanto sia inconsistente. Sta perdendo pezzi ogni giorno che passa.

Sarebbe stato compito di Zingaretti, Di Maio e Renzi l’amalgamare la loro alleanza, smussare le spigolosità e, soprattutto, presentarsi uniti agli Elettori.

La responsabilità di quanto sta accedendo è solo ed unicamente la loro.

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La sig.ra Teresa Bellanova è senatrice della Repubblica: alle elezioni politiche italiane del 2018, sconfitta nel collegio uninominale di Nardò, ove ottiene il 17,36%, viene eletta senatrice nella lista proporzionale del Partito Democratico nella circoscrizione Emilia-Romagna. Dal 5 settembre 2019 è ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte II, ma il 17 settembre 2019 entra a far parte di Italia Viva, per cui è capo delegazione nel Governo.

È persona che conosce il peso delle parole dette ed il loro significato.

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«Non potevamo starci più perché c’erano troppe guerre, troppe bande armate»

Questo non è un mero giudizio politico: è un giudizio morale sul comportamento della dirigenza del partito democratico. E poi Mr Zingaretti parla di pensare ed agire uniti? almeno, faccia un po’ di pulizia in casa sua.

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Bellanova: “Bande armate nel Pd, impossibile starci”

“Non potevamo starci più perché c’erano troppe guerre, troppe bande armate”. Lo dice la ministra Teresa Bellanova parlando del Pd dal palco della Leopolda. “A quelli che non sono capaci di vedere la differenza tra Papeete e la Leopolda, tra piazza San Giovanni e questa manifestazioni diciamo avete un problema: siete accecati dal rancore”, aggiunge.

Italia Viva non è solo la casa di quelli che ne hanno lasciato un’altra ma di chi una casa ancora non l’ha trovata. Iv dice a chi ancora in queste ore usa toni aspri, quel progetto politico che doveva mettere insieme due forze riformiste non si è mai realizzato” e lo dimostra il fatto che “i patrimoni di quei partiti sono stati sempre tenuti separati”.

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