Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Fisco e Tasse

Governo. Si litigano come bagasce ai trogoli. Conte supplica la unità.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-21.

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Gli evasori ce li hanno sotto il naso, ma mica che li vogliano toccare.

Economia sommersa in Italia vale 192 miliardi

«Nel 2017 l’economia non osservata vale circa 211 miliardi di euro, il 12,1% del Pil. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat in cui si precisa che l’economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro e le attività illegali a circa 19 miliardi. Le stime per il 2017 confermano la tendenza alla riduzione dell’incidenza sul Pil della componente non osservata dell’economia dopo il picco del 2014 (13,0%).

Le unità di lavoro irregolari nel 2017 sono 3 milioni 700 mila, in crescita di 25 mila unità rispetto al 2016. L’aumento della componente non regolare (+0,7% rispetto al 2016) segna la ripresa di un fenomeno che nel 2016 si era invece attenuato (-0,7% rispetto al 2015).

Più in dettaglio, nel 2017 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a poco meno di 211 miliardi di euro (erano 207,7 nel 2016), con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente, segnando – spiega l’Istat – una dinamica più lenta rispetto al complesso del valore aggiunto, cresciuto del 2,3%.»

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«Le unità di lavoro irregolari nel 2017 sono 3 milioni 700 mila»

Solo il Governo e la Finanza non li trovano.

Ed anche per fortuna: non ci sono infatti risorse per portali nella legalità. Le imprese illegali fallirebbero, e si ingrosserebbe solo la già folta schiera dei disoccupati. Il Pil perderebbe 211 miliardi in un sol colpo.

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Ed il Governo cosa sta facendo? Si litigano tra di loro.

«Gelo di Renzi e M5s su contante-Pos»

«Emendamento Iv su quota 100»

«Una lunga maratona notturna sblocca l’impasse del governo sulla legge di bilancio e il decreto fiscale»

«Luigi Di Maio …. in un non velato attacco al piano antievasione di Conte sostenuto dal Pd, critica la stretta sul contante e la scelta di incentivare pos e carte: il rischio, scrive, è penalizzare “chi ogni giorno si spacca la schiena” e fare “un favore alle banche”.»

«Non si può ridurre la lotta all’evasione a “slogan” e “campagne mediatiche”, incalza invocando l’inasprimento del carcere agli evasori chiesto dal M5s»

«Matteo Renzi tace ma è critico: Iv già annuncia emendamenti sul tetto al contante e Quota 100»

«All’Europa viene inviato il Documento programmatico di bilancio che dettaglia coperture da 15 miliardi, di cui due dalla “plastic tax”, la tassa sugli imballaggi di plastica da un euro al chilogrammo»

«Conte …. bacchetta i partiti di maggioranza: invece di dividersi nel rivendicare le misure – è il messaggio – dovrebbero sposarle tutte»

«Ma Teresa Bellanova prende la parola per dire no alla proposta di far calare il tetto al contante da 3000 a 1000 euro: se è così ve la votate voi, avrebbe detto la ministra di Iv»

«Cinque stelle e Iv daranno battaglia sul contante»

«Appello del premier Giuseppe Conte all’unità dopo le tensioni per il varo della manovra»

«Da tutte le forze politiche, vecchie e nuove – dice il premier intervistatod al Corsera – mi aspetto lealtà e spirito di collaborazione. Per cambiare l’Italia, dobbiamo lavorare tanto nella medesima direzione»

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Nel duecento, nella Repubblica di Genova le ragazze di vita potevano accedere ai trogoli per lavare i panni solo il venerdì, giorno loro riservato. Si litigavano infatti come erinni. Poi, ad una certa ora, arrivavano gli agenti del fisco, che prendevano loro la tassa di esercizio in un turbino di delazioni.

Di lì la frase dialettale “litigarsi come bagasce ai trogoli“.

Tanti litigi per nulla: alla fine sarà l’Unione Europea a decidere sulla finanziaria italiana.

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Arriva manovra ma governo litiga. Duello Conte-Di Maio

Gelo di Renzi e M5s su contante-Pos. Emendamento Iv su quota 100.

Una lunga maratona notturna sblocca l’impasse del governo sulla legge di bilancio e il decreto fiscale. Arriva il via libera salvo intese. Alle cinque del mattino, dopo un Consiglio dei ministri di quasi sei ore, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si mostrano stanchi ma soddisfatti: arriva una manovra da circa 30 miliardi, con lo stop all’aumento dell’Iva, tre miliardi per tagliare le tasse ai lavoratori, 600 milioni per la famiglia, la fine del superticket da settembre 2020 e il piano di lotta all’evasione Italia cashless voluto da Conte.

La reazione dei mercati è positiva, con lo spread che cala a 131 punti, toccando i minimi da maggio 2018. Esulta il Pd, per aver incassato il taglio delle tasse in busta paga ai lavoratori e il piano Green. Leu è soddisfatta per i superticket. Ma M5s e Iv attaccano. Un lungo post in serata in Luigi Di Maio rivendica parte delle scelte della manovra, ma non tutte. E in un non velato attacco al piano antievasione di Conte sostenuto dal Pd, critica la stretta sul contante e la scelta di incentivare pos e carte: il rischio, scrive, è penalizzare “chi ogni giorno si spacca la schiena” e fare “un favore alle banche”.

Non si può ridurre la lotta all’evasione a “slogan” e “campagne mediatiche”, incalza invocando l’inasprimento del carcere agli evasori chiesto dal M5s. Matteo Renzi tace ma è critico: Iv già annuncia emendamenti sul tetto al contante e Quota 100. Ma Conte rivendica la manovra e il capitolo dell’evasione, che porta la sua impronta, tanto da aver spronato Gualtieri a fare di più. Incentivare le carte “non criminalizzano nessuno”, risponde indirettamente a Di Maio. E il “superbonus della Befana” da 250 euro in su – assicura – dal 2021 ci sarà, con una Lotteria da 50 milioni per chi paghi con carta. Poi bacchetta i partiti di maggioranza: invece di dividersi nel rivendicare le misure – è il messaggio – dovrebbero sposarle tutte. All’Europa viene inviato il Documento programmatico di bilancio che dettaglia coperture da 15 miliardi, di cui due dalla “plastic tax”, la tassa sugli imballaggi di plastica da un euro al chilogrammo.

Ma è durissima Confindustria, che esprime “forte contrarietà” alla misura: “Non è per l’ambiente, impone ingenti costi a consumatori e imprese”. L’opposizione, Lega in testa, accusa il governo di mettere nuove tasse “dal diesel alla casa”. E il ministro dell’Ambiente Sergio Costa invoca “subito un tavolo di confronto al Mise” perché la “transizione ecologica” delle aziende ha “ricadute occupazionali”. Molto si deciderà nella scrittura dei testi e poi nel percorso in Parlamento. Ma nella lunga notte della manovra il confronto si fa subito assai teso. Conte imprime, con Gualtieri, un’accelerazione che scavalca dubbi e richieste dei partiti. E viene descritto “molto irritato” per le resistenze. In Cdm si esaminano le singole norme in una dialettica che viene descritta fisiologica sia da Dario Franceschini che da Riccardo Fraccaro (fa le veci di Di Maio che è negli Usa). Le ministre Luciana Lamorgese, unico “tecnico” del governo, e Nunzia Catalfo reclamano più risorse per i loro ministeri. Ma è quando si arriva al capitolo evasione, alla terza ora di Cdm, che il confronto si accende.

Conte si intesta la responsabilità del piano “Italia cashless” per combattere nero e sommerso. Ma Teresa Bellanova prende la parola per dire no alla proposta di far calare il tetto al contante da 3000 a 1000 euro: se è così ve la votate voi, avrebbe detto la ministra di Iv. Tace il M5s. Prende la parola il Pd con Franceschini, Francesco Boccia, Lorenzo Guerini, per dire che con le minacce si rischia di non andare avanti, di far saltare tutto. “Assistevamo con i pop corn”, racconta un ministro M5s. Nessuna difesa di Conte. Gualtieri propone di rinviare al Parlamento ma i Dem spingono perché si decida. Renzi non è al tavolo ma in contatto con Bellanova. Dopo un’ora si media su un calo graduale, da 3000 a 2000 euro e poi 1000 dal 2022. Iv già annuncia emendamenti.

La discussione poi si infiamma sull’inasprimento del carcere agli evasori chiesto dal M5s: Alfonso Bonafede e Vincenzo Spadafora si oppongono alla proposta di non inserire la norma nel decreto fiscale ma in altro provvedimento. Si alzano i toni. Il Pd resta fermo sul no. Poi, anche qui, si media. Per ora si aggrava la pena solo per un reato, la dichiarazione fraudolenta: poi servirà un emendamento in Parlamento. Bonafede e Andrea Orlando per il Pd si vedono già in giornata per discuterne. La Cdm però lascia strascichi. Cinque stelle e Iv daranno battaglia sul contante. Alla Leopolda Renzi svelerà un emendamento per cambiare subito Quota 100, nonostante il M5s abbia ottenuto di tenerla ferma per il 2020. I renziani daranno battaglia su una serie di misure del dl fisco “volute dai Visco boys”. “Abbiamo fatto un mezzo miracolo”, avverte Nicola Zingaretti, con “polemiche” e “furbizie” il governo rischia.

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Appello di Conte all’unità: ‘Dalle forze politiche mi aspetto lealtà. Non temo ribaltoni’

Appello del premier Giuseppe Conte all’unità dopo le tensioni per il varo della manovra. “Da tutte le forze politiche, vecchie e nuove – dice il premier intervistatod al Corsera – mi aspetto lealtà e spirito di collaborazione. Per cambiare l’Italia, dobbiamo lavorare tanto nella medesima direzione”.

“Abbiamo messo in piedi una serie di riforme – prosegue – che hanno bisogno di tempo per esplicare i propri effetti. I ribaltoni non mi preoccupano. E poi abbiamo già visto ad agosto che mosse avventate e irresponsabili non pagano”.

Intanto dalle pagine del Sole 24 ore il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parla di una riforma fiscale per abbassare le tasse annuncia un cantiere sulle pensioni per “gestire il ‘dopo Quota 100′”.

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