Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Governo prossimo alla crisi. Tentiamo di fare il punto della situazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-21.

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Premettiamo subito che intanto la manovra sarà decisa a Bruxelles, ove è in corso una sordida lotta tra parlamento europeo e commissione europea su chi abbia il potere effettivo nell’Unione Europea: lì si decideranno i destini di un’Italia con il PD schierato per i liberal socialisti ed il M5S che ha votato la von der Leyen. Nessuno difenderà quindi l’Italia.

Poi, la recessione economica sta attanagliando Unione Europea ed Italia: è il convitato di pietra di cui nessuno sembrerebbe tenere conto.

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«Di Maio che alla vigilia del vertice di maggioranza lancia l’avvertimento al premier Conte sulle tre proposte “imprescindibili” del Movimento da inserire necessariamente nella legge di bilancio: “O si fanno – la richiesta non trattabile – o non esiste la manovra”»

«Di Maio è netto: ”I toni ‘o si fa così o si va a casa’ fanno male al Paese, al governo. In politica si ascolta, si prendono in considerazione le proposte della prima forza politica che è il Movimento 5 Stelle. »

«Se va a casa il Movimento 5 Stelle – ancora un avvertimento – è difficile che ci sia un governo, anzi quasi impossibile’»

«Zingaretti, irato, richiama all’ordine i Cinquestelle.»

«Non si può andare avanti con litigi continui. Gli italiani …. non sono coglioni. Bisogna rispettare gli accordi. Io ero il più scettico a fare questo governo. Noi saremo molto responsabili, si può andare avanti ma nessuno ricominci a mettere bandierine sulle proprie identità …. Gli italiani …. puniranno chi pensa solo a se stesso. Gli italiani stanno male, sono stanchi di stare male e sono arrabbiati. Bisogna mettere in campo politiche che trasformino questa rabbia in speranza. Non accetterò mai il politico che lucra sui problemi delle famiglie …. Non ho problemi a dire che il Pd farà di tutto per andare avanti e dare stabilità, ma se non ci sono risultati dovremo dire agli italiani ‘non ce lo abbiamo fatta’ e chi è stato protagonista dovrà assumersi la responsabilità»

«Non si può andare avanti con litigi continui»

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Sono prese di posizioni nette, chiare, tranchant.

Adesso staremo a vedere quanto siano coerenti le persone che le hanno pronunciate.

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Adnk. 2019-10-21. Manovra, tensione a 5 Stelle

La manovra agita la maggioranza e la tensione arriva alle stelle. Alle 5 Stelle, più esattamente, con il leader politico Di Maio che alla vigilia del vertice di maggioranza lancia l’avvertimento al premier Conte sulle tre proposte “imprescindibili” del Movimento da inserire necessariamente nella legge di bilancio: “O si fanno – la richiesta non trattabile – o non esiste la manovra“. Carcere per i grandi evasori, abbattimento dei costi del pos e giovani partite Iva i temi ai quali il M5S non vuole rinunciare e sui quali, promette, darà battaglia. Sulle polemiche dei giorni scorsi, Di Maio è netto: ”I toni ‘o si fa così o si va a casa’ fanno male al Paese, al governo. In politica si ascolta, si prendono in considerazione le proposte della prima forza politica che è il Movimento 5 Stelle. Se va a casa il Movimento 5 Stelle – ancora un avvertimento – è difficile che ci sia un governo, anzi quasi impossibile”. “Nessun ultimatum – ci tiene a precisare -, io credo solo che bisogna fare in modo che in questo governo ci sia meno nervosismo e mettere al centro delle persone e non le proprie opinioni”.

Ma l’avvertimento di Di Maio non piace all’alleato dem di governo. E Zingaretti, irato, richiama all’ordine i Cinquestelle. “Non si può andare avanti con litigi continui. Gli italiani – sbotta – non sono coglioni. Bisogna rispettare gli accordi. Io ero il più scettico a fare questo governo. Noi saremo molto responsabili, si può andare avanti ma nessuno ricominci a mettere bandierine sulle proprie identità”, dice il segretario del Pd a Non è l’Arena. “Gli italiani – avverte – puniranno chi pensa solo a se stesso. Gli italiani stanno male, sono stanchi di stare male e sono arrabbiati. Bisogna mettere in campo politiche che trasformino questa rabbia in speranza. Non accetterò mai il politico che lucra sui problemi delle famiglie”. E ancora: “Non ho problemi a dire che il Pd farà di tutto per andare avanti e dare stabilità, ma se non ci sono risultati dovremo dire agli italiani ‘non ce lo abbiamo fatta’ e chi è stato protagonista dovrà assumersi la responsabilità. Non si può andare avanti con litigi continui”.

E a sbottare non è solo il leader dem. La notizia di eventuali possibili modifiche alla legge di bilancio viene accolta con preoccupazione dai sindacati, con il leader Cgil Landini sul piede di guerra: “Lo dico chiaro: che non venga in mente a nessuno – tuona – di ridurre il cuneo fiscale sui lavoratori dipendenti e di non combattere l’evasione fiscale, di non fare le cose che devono essere fatte: noi queste riforme le vogliamo fare e se necessario le sosterremo con la mobilitazione di piazza”. “Se vi confrontate con il sindacato e vi prendete impegni con il sindacato non può succedere che vengano poi messe in discussione le questioni perché ci sono beghe al vostro esterno. Ve ne chiederemo conto”.

Un pensiero riguardo “Governo prossimo alla crisi. Tentiamo di fare il punto della situazione.

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