Pubblicato in: Geopolitica Europea

Svizzera. I partiti ambientalisti al 22%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-20.

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«Le proiezioni uscite alle 18 (i seggi si sono chiusi alle 12) dicono che i Verdi «tradizionali» balzano dal 7 al 13% mentre il Partito dei verdi liberali lievita dal 4 al 7,6%. Sommando i due exploit, ne risulta che il fronte ambientalista in Svizzera vale quasi il 22%, divenendo la seconda «area» politica del Paese. Il primo gradino resterebbe ancora appannaggio dell’Udc, il partito «sovranista», anti Ue e anti immigrati che si stabilizza al 25,8%, comunque in calo di quasi 4 punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Indice in discesa per altri due partiti tradizionali del parlamento di Berna: i socialisti passano dal 18,8 al 16,5, i liberali dal 16,4 al 15,5. Sostanzialmente stabile invece il Partito Popolare (di ispirazione centrista e cristiana) attorno 12%.»

«Sempre in base alle proiezioni, i Verdi alla camera «bassa» passerebbero da 11 a 26 seggi, i verdi liberali da 7 a 14; l’Udc ne perderebbe invece 8 scendendo a 57»

Se i risultati degli exit polls dovessero essere confermati, il quadro politico svizzero risulterebbe essere mutato.


Elezioni in Svizzera: i partiti ambientalisti al 22%, giù i sovranisti

Perdono tutti i partiti tradizionali. La svolta ecologista di Berna nel solco di quanto è accaduto in altri paesi europei (come Germania e Austria) di recente andati alle urne.

L’onda verde investe la Svizzera: le elezioni per il rinnovo del Parlamento che si sono svolte oggi premiano anche al di là delle previsioni i due partiti che mettono al centro i temi ambientalisti mentre tutti i partiti storici, a cominciare dai sovranisti dell’Udc, sono in flessione. La Confederazione Elvetica si inserisce dunque nel «mainstream» politico che ha già scompaginato altri paesi europei (ad esempio Germania e Austria) andati di recente alle urne dove i movimenti ecologisti sono in netto rialzo.

Chi sale e chi scende

Le proiezioni uscite alle 18 (i seggi si sono chiusi alle 12) dicono che i Verdi «tradizionali» balzano dal 7 al 13% mentre il Partito dei verdi liberali lievita dal 4 al 7,6%. Sommando i due exploit, ne risulta che il fronte ambientalista in Svizzera vale quasi il 22%, divenendo la seconda «area» politica del Paese. Il primo gradino resterebbe ancora appannaggio dell’Udc, il partito «sovranista», anti Ue e anti immigrati che si stabilizza al 25,8%, comunque in calo di quasi 4 punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Indice in discesa per altri due partiti tradizionali del parlamento di Berna: i socialisti passano dal 18,8 al 16,5, i liberali dal 16,4 al 15,5. Sostanzialmente stabile invece il Partito Popolare (di ispirazione centrista e cristiana) attorno 12%.

Quadro politico mutato

Manca ancora una attribuzione definitiva dei seggi per la Camera dei deputati mentre per la Camera degli Stati (l’equivalente del Senato) occorrerà probabilmente attendere alcuni ballottaggi. Sempre in base alle proiezioni, i Verdi alla camera «bassa» passerebbero da 11 a 26 seggi, i verdi liberali da 7 a 14; l’Udc ne perderebbe invece 8 scendendo a 57. Una cosa è certa: la stabilità del quadro politico svizzero subisce uno scossone e alcuni dei temi negli ultimi anni al centro del dibattito (a cominciare dalla tenuta a distanza della Ue) potrebbero cedere il passo ad altri temi (questione energetica, economia green, trasporti) più cari ai movimenti ambientalisti.