Pubblicato in: Devoluzione socialismo

M5S e Di Maio. Se non scissione, esodo di massa. Oggi altri cinque in bilico.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-09.

Calci nel di dietro

«Nel d-day del taglio dei parlamentari spuntano dieci assenti M5S: cinque in missione (dunque giustificati) e altrettanti che non votano (quindi non giustificati): Massimiliano De Toma, Andrea Colletti, Roberto Rossini, Sebastiano Cubeddu, Stefania Mammì»

«Intanto, Davide Galantino saluta tutti e passa con Fratelli d’Italia: l’annuncio non è indolore»

«Non temo scissioni del M5s. Il movimento 5 stelle è un movimento in cui all’interno si è discusso in modo forte in questi 10 anni. E’ normale ci siano discussioni accese »

«I probiviri hanno esaminato tutte le controversie pendenti nell’ultimo anno: presto arriveranno i verdetti»

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Ma la posta in gioco sembrerebbe essere ben più elevata.

Taglio dei parlamentari, fronda nel M5S. Prende forma la scissione contro Di Maio

«Oggi il voto decisivo: 30 grillini si sfilano, riforma a rischio. I dissidenti lavorano a un gruppo di sinistra pro Conte. Quello che oggi succederà alla Camera è la premessa di una scissione imminente.»

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M5S, Di Maio rischia lo strappo dei frondisti sui nuovi capigruppo

««Occhio a Toninelli, alla Lezzi e alla Grillo», dicono tra Camera e Senato nei 5 stelle. I capi della rivolta interna al movimento sono loro, i tre ex ministri lasciati a spasso da Di Maio. Se Toninelli non verrà risarcito del posto al governo non riconfermatogli diventando capogruppo al Senato (da oggi si vota), i venti di fronda e di scissione avranno anche lui in prima fila.

Ma festa o non festa, c’è che la non elezione di Toninelli – si dice che Di Maio preferisca il rivale, Gianluca Perilli, gran mediatore assai stimato da tutti – farebbe esplodere la polveriera dei malcontenti e addenserebbe una corrente, una fronda o una scissione. Con dentro la Grillo e la Lezzi, il senatore Giarrusso che non ne può più di Di Maio e di Casaleggio, i calabresi di Morra che hanno già detto mai e poi mai al patto con il Pd nelle regionali di casa loro e via così. In un concentrato di tutti i malpancisti, spesso assai diversi tra di loro, vogliosi di battere un colpo vero. Questo nucleo di grillini-antidimaisti può contare nei territori su varie sponde.»

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M5S, allarme Toninelli per Di Maio: ombra scissione su capigruppo

«L’elezione dei nuovi capigruppo del Movimento 5 Stelle potrebbe essere un nuovo banco di prova importante per la leadership di Luigi Di Maio.

Secondo quanto riporta ‘Il Messaggero’, l’ipotesi di una scissione nel M5S non è tramontata: i capi della rivolta interna al movimento sarebbero Danilo Toninelli, Barbara Lezzi e Giulia Grillo, cioè i tre ex ministri non riconfermati nel governo Conte Bis.

Particolarmente delicata è la posizione di Danilo Toninelli, in corsa come nuovo capogruppo al Senato. Luigi Di Maio, però, secondo alcune indiscrezioni riportate da ‘Il Messaggero’, preferirebbe per quel ruolo Gianluca Perilli. La scelta di quest’ultimo rischierebbe di alimentare la rivolta, che vedrebbe protagonisti, oltre ai citati, anche il senatore Giarrusso e i calabresi di Morra.

Se per il ruolo di capogruppo al Senato è corsa a due tra Toninelli e Perilli, alla Camera dei Deputati la sfida è tra la ‘dimaiana’ Anna Macina e Francesco Silvestri.»

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Nessuno intende mettersi a fare il negromante indovino: il futuro è ben difficilmente prevedibile.

Si constata come sia il partito democratico sia il movimento cinque stelle siano in preda a convulsioni, sia nei loro vicendevoli rapporti sia in quelli interni, con fughe, scissioni e forti malumori interni.

Adesso poi la metà dei parlamentari sa che non avrà nessuna possibilità di essere rieletto, se non a costo di transitare in un altro partito oppure di fondarsene uno proprio.

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M5S, altri 5 decisi ad andarsene. Linea dura Di Maio, pronto a cacciarli

Nel d-day del taglio dei parlamentari spuntano dieci assenti M5S: cinque in missione (dunque giustificati) e altrettanti che non votano (quindi non giustificati): Massimiliano De Toma, Andrea Colletti, Roberto Rossini, Sebastiano Cubeddu, Stefania Mammì. Intanto, Davide Galantino saluta tutti e passa con Fratelli d’Italia: l’annuncio non è indolore. Perché a Montecitorio la notizia provoca un mezzo parapiglia. Gli ex colleghi gli danno del “venduto”. Mezza rissa, travolto il deputato leghista Giuseppe Basini. Lo stesso Rossini viene dato in orbita Giorgia Meloni. Ma c’è davvero il clima scissione? Al momento la modalità è quella della diaspora, scrive Il Messaggero. E Di Maio è pronto alla festa di Napoli a far partire la fase due del movimento: da una parte la riorganizzazione, dall’altra la pulizia interna. I probiviri hanno esaminato tutte le controversie pendenti nell’ultimo anno: presto arriveranno i verdetti. “Colletti per esempio – ragionano i vertici del M5S – da regolamento va espulso”. Ma in questa settimana si cercherà di non accendere gli animi. Sabato e domenica a Napoli c’è la festa del M5S (il 20% dei parlamentari non ha versato la quota di 1.500 euro per protesta) e tutti si aspettano parole di pace da Beppe Grillo: a Napoli c’è già una camera prenotata. Ma la sua presenza non è stata per ora confermata.

M5S, Di Maio: “Non temo scissioni nel Movimento”

“Non temo scissioni del M5s. Il movimento 5 stelle è un movimento in cui all’interno si è discusso in modo forte in questi 10 anni. E’ normale ci siano discussioni accese”. Così il ministro degli Esteri e capo politico del M5s Luigi di Maio a Radio anch’io su Rai Radio 1, ha risposto stamattina alla domanda se abbia timore di una scissione dei 5 Stelle.