Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Renzi, un valido alleato di Salvini. Rosso-gialli accerchiati dai Mattei.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-05.

Gatto e Volpe

La dem Parente passa a Italia Viva

«”Annamaria Parente ci ha aiutato molto sul ‘Dopo di Noi’, sul sociale, sul JobsAct, sul ruolo delle donne nella società. Da oggi ha aderito oggi al gruppo Italia Viva e arricchisce la Casa comune con la sua intelligenza e la sua preparazione. Benvenuta a lei e ai tanti che ci stanno dando una mano su tutti i territori”. Lo annuncia sulla sua pagina Facebook il leader di Italia Viva, Matteo Renzi

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Giorno dopo giorno qualche parlamentare pidiino fugge a gambe levate e si rifugia in Italia Viva. Evidentemete nel PD si vive davvero troppo male.

Al momento di scrivere il Partito Democratico ha alla Camera 89 / 630 deputati, contro i 216 di M5S, mentre al Senato il PD ha 36 / 320 senatori, contro i 106 del M5S.

Pur con questi numeri Mr Zingaretti ha infinocchiato il M5S e si è preso gran parte dei ministri e delle posizioni apicali in Europa, fatto questo che ha generato molte tensioni nei pentastellati: mica che siano attaccati alle poltrone, ci mancherebbe, ma le poltrone soddisfano molti appetiti.

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Ma i crucci del giovane Zingaretti e del suo fedele scudiero Conte non si fermano certo qui.

Il matrimonio rossogiallo è di quelli di convenienza per non dire riparatore: fino al giorno prima si odiavano in pubblico, adesso proseguono a farlo in privato. Poi, irrompe sulle cene il buon Matteo Renzi, assatanato di vendetta.

«È il 5 settembre quando, dopo aver giurato nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la nuova squadra M5S, Pd e LeU si riunisce a Palazzo Chigi per il primo consiglio dei ministri. A distanza da allora il rapporto nella maggioranza registra i primi scontri»

«se ogni giorno marca il suo spazio politico non andiamo avanti»

«Renzi? Come posso star sereno…»

«Il senatore di Rignano ha infatti sottolineato che «due miliardi sul cuneo fiscale non sono una rivoluzione del proletariato», che le risorse individuate per questa operazione sono «un pannicello caldo».»

«Italia Viva è contro aumento tasse non contro governo»

«Questa è la prima novità da quando c’è Italia Viva: si discute di tasse e asili nido, non di mojito e alleanze»

«Il precedente “Enrico stai sereno” del 2014 sta lì a ricordargli che lo show down con Italia Viva potrebbe non essere lontano.»

«A sostituire Salvini, che solo due mesi fa tuonava dalle spiagge roventi del Papeete contro l’esecutivo, c’è ora l’altro Matteo (Renzi).»

«Non passa giorno che il leader di Italia Viva non lanci bordate per mancare la distanza dal resto della maggioranza e dal presidente del Consiglio.»

«Il giudizio sprezzante («un pannicello caldo») sul taglio del cuneo fiscale prospettato da Conte è solo l’ultima in ordine temporale»

«Renzi così come Salvini, dopo essere stato il principale protagonista della nascita del Governo Conte, ha smesso repentinamente gli abiti del fedele alleato per indossare quelli del guastatore.»

«Renzi vuole recuperare consenso e per farlo deve usare gli alleati e il premier come sparring partner. Proprio come ha fatto il primo Matteo per 14 mesi»

«I due – Salvini e Renzi- a breve daranno vita a un faccia a faccia televisivo da avversari che però hanno anche loro un trait d’union su cui far convergere il fuoco : Giuseppe Conte.»

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Un unico commento.

Se vuole sopravvivere, Matteo Renzi dovrà ben distinguersi in qualcosa dal PD, se non altro per dimostrare che non siano la stessa cosa. Le critiche a parole che non fossero seguite da una qualche presa di posizione durante le votazioni sarebbero alla fine controproducenti.


Voci e pettegolezzi sono cosa iniqua, spesso divulgate sommessamente a soli fini denigratori.

Ma negli anonimi confessionali politici sono sempre più insistenti le voci che alla fine i due Mattei potrebbero anche trovare un accordo elettorale. Se Pd e M5S si sono abbracciati con ardore, nulla vieterebbe di pensare che IV e Lega si stringessero la mano.


Il governo compie un mese. Conte avverte Renzi: «Così non andiamo avanti»

È il 5 settembre quando, dopo aver giurato nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la nuova squadra M5S, Pd e LeU si riunisce a Palazzo Chigi per il primo consiglio dei ministri. A distanza da allora il rapporto nella maggioranza registra i primi scontri.

Quel «non abbiamo bisogno di fenomeni», quel «se ogni giorno marca il suo spazio politico non andiamo avanti», quella confidenza che Giuseppe Conte affida a un’intervista al Corriere della Sera e a un un colloquio con La Repubblica («Renzi? Come posso star sereno…») hanno il peso e la sostanza di un altolà al leader di Italia Viva.

Una strategia chiara quella del premier, che prende forma dopo gli attacchi di Renzi al governo sulla Nota di aggiornamento del Def, il documento che delinea il menù delle misure che dovrebbero caratterizzare la manovra che verrà. Il senatore di Rignano ha infatti sottolineato che «due miliardi sul cuneo fiscale non sono una rivoluzione del proletariato», che le risorse individuate per questa operazione sono «un pannicello caldo».

Renzi: Italia Viva è contro aumento tasse non contro governo

Dopo lo sfogo di Conte contro il protagonismo di Renzi, l’ex presidente del Consiglio lancia un messaggio distensivo: «Italia Viva studia le carte, lancia proposte, trova coperture. Propone idee insomma – spiega sul suo profilo Facebook -. Questa è la prima novità da quando c’è Italia Viva: si discute di tasse e asili nido, non di mojito e alleanze. Noi non siamo contro il Governo, anzi: ma noi siamo contro l’aumento delle tasse. E lo abbiamo spiegato bene».

Rimane il botta e risposta a distanza, che piove su un esecutivo che proprio oggi, 5 ottobre, fa un mese di vita.

Dopo il giuramento al Quirinale il primo Cdm a Palazzo Chigi

È il 5 settembre quando, dopo aver giurato nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la nuova squadra si riunisce a Palazzo Chigi per il primo consiglio dei ministri. Un consiglio dei ministri, peraltro, non “di facciata”: oltre alla passaggio della campanella, prassi di immagine a beneficio delle telecamere, il governo decide di partire subito con il piede sull’acceleratore. Esercita il cosiddetto “Golden power”, ovvero i poteri speciali grazie ai quali ha la possibilità di porre un veto sulle operazioni che coinvolgono asset strategici per il paese. In questo caso l’attenzione della nuova compagine cade sul comparto delle tlc: la stretta del nuovo esecutivo riguarda gli accordi tra alcuni operatori (Wind Tre e Fastweb) con i due colossi cinesi Huawei e Zte, nell’ambito della tecnologia 5G. Una tecnologia che riveste un’importanza strategia, non solo per l’Italia ma anche per l’intera Alleanza atlantica, considerato che da quelle reti passano anche dati sensibili sotto il profilo della sicurezza. Sempre in quell’occasione il governo decide di impugnare una legge della Regione Friuli Venezia Giulia in quanto alcuni passaggi in materia di immigrazione appaiono discriminatorie.

Commercio estero a Farnesina, Turismo a Beni culturali

Trascorrono due settimane. Nuovo consiglio dei ministri. Questa volta il governo M5S-Pd dà il via libera a un decreto per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei ministeri. Il provvedimento contiene, tra l’altro, il ritorno delle competenze sul turismo al ministero per i Beni culturali e il ritorno di quelle sul commercio estero dal ministero dello Sviluppo economico al ministero degli Esteri.

L’azzeramento delle clausole Iva messo nero su bianco nella Nadef

Ma la decisione più di peso in questo mese di vita arriva lunedì 30 settembre quando, dopo una notte che ha registrato una dura trattativa all’interno della maggioranza, il Consiglio dei ministri approva la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2019. La Nota definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio.

La misura principale è l’azzeramento delle clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020 e la loro riduzione per il biennio 2021-2022. Per l’annno prossimo la NaDef fissa un obiettivo di deficit pari al 2,2% del prodotto interno lordo. Nel 2020 è attesa una crescita del Pil pari allo 0,6 per cento.

Renzi “nuovo Salvini” per Conte

E qui si ritorna a dove si è partiti, ovvero alle critiche espresse da Renzi nei confronti delle scelte compiute dal governo nella NaDef. Lo scontro a viso aperto fra lui e Conte, considerato il tono delle dichiarazioni, è già acceso. «Rischiamo di non andare avanti», avverte il presidente del Consiglio. Il precedente “Enrico stai sereno” del 2014 sta lì a ricordargli che lo show down con Italia Viva potrebbe non essere lontano. Si avvicina la scrittura delle legge di Bilancio, e si teme un Vietnam parlamentare. Renzi diventa così, agli occhi di Conte, una sorta di “nuovo Salvini” del premier. Mentre lui, il leader della Lega parla di «spettacolo indegno», e osserva la partita dagli scranni dell’opposizione nella speranza che il braccio di ferro tra Renzi e Conte faccia saltare l’attuale maggioranza e si torni al voto.

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Da Salvini a Renzi: per Conte c’è sempre l’incubo Matteo

Il trait d’union tra il Conte uno e il Conte si chiama Matteo. Un nome che per il premier del governo gialloverde prima e di quello giallorosso oggi assume sempre più le sembianze di un incubo

Il trait d’union tra il Conte uno e il Conte si chiama Matteo. Un nome che per il premier del governo gialloverde prima e di quello giallorosso oggi assume sempre più le sembianze di un incubo. A sostituire Salvini, che solo due mesi fa tuonava dalle spiagge roventi del Papeete contro l’esecutivo, c’è ora l’altro Matteo (Renzi). Non passa giorno che il leader di Italia Viva non lanci bordate per mancare la distanza dal resto della maggioranza e dal presidente del Consiglio.

Il guastatore

Il giudizio sprezzante («un pannicello caldo») sul taglio del cuneo fiscale prospettato da Conte è solo l’ultima in ordine temporale. Presto altre ne arriveranno. Renzi così come Salvini, dopo essere stato il principale protagonista della nascita del Governo Conte, ha smesso repentinamente gli abiti del fedele alleato per indossare quelli del guastatore. Basti ricordare che ha scelto di ufficializzare la rottura con il Pd e la nascita dei gruppi parlamentari di Italia viva nel giorno in cui si stava completando la squadra di governo con il giuramento dei sottosegretari.

Gli sparring partner

L’obiettivo è chiaro. Renzi vuole recuperare consenso e per farlo deve usare gli alleati e il premier come sparring partner. Proprio come ha fatto il primo Matteo per 14 mesi. La contrapposizione è il modo più facile per far convergere su di sé i riflettori e non mollerà la presa facilmente. Certo al momento Renzi non ha le carte di cui disponeva Salvini. L’ex ministro dell’Interno aveva dalla sua un consenso personale e per il suo partito altissimo mentre il Matteo che sostiene il Conte due, se si votasse oggi, faticherebbe a superare la soglia di sbarramento.

Gli sparring partner

L’obiettivo è chiaro. Renzi vuole recuperare consenso e per farlo deve usare gli alleati e il premier come sparring partner. Proprio come ha fatto il primo Matteo per 14 mesi. La contrapposizione è il modo più facile per far convergere su di sé i riflettori e non mollerà la presa facilmente. Certo al momento Renzi non ha le carte di cui disponeva Salvini. L’ex ministro dell’Interno aveva dalla sua un consenso personale e per il suo partito altissimo mentre il Matteo che sostiene il Conte due, se si votasse oggi, faticherebbe a superare la soglia di sbarramento.

La pistola scarica del ricorso alle urne

Ma è anche vero che la minaccia del ricorso alle urne si è rivelata una pistola scarica e dunque per il momento Renzi non rischia che le sue incursioni da guerriglia si trasformino in una battaglia a campo aperto nella quale finirebbe probabilmente per soccombere. L’ex premier e segretario del Pd ha bisogno di tempo per consentire a Italia Viva di crescere. E la nascita del Conte due gli ha offerto questa possibilità (non a caso ad aprire la strada per l’accordo di Governo con M5s è stato lui ).

I colpi sotto la cintura

Lo sa anche il premier costretto di nuovo a sopportare i colpi sotto la cintura sferrategli dal Matteo di turno mentre l’altro non smette di punzecchiarlo. I due – Salvini e Renzi- a breve daranno vita a un faccia a faccia televisivo da avversari che però hanno anche loro un trait d’union su cui far convergere il fuoco : Giuseppe Conte.