Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Umbria. Primo sondaggio professionale specifico. Sorprese.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-04.

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«La sfida per la Regione sarà un testa a testa: tra Donatella Tesei, candidata a capo di una coalizione di centrodestra (Lega-FI-FdI) e Vincenzo Bianconi, candidato espresso da un’inedita alleanza giallo-rossa PD-M5S. Ecco i risultati del sondaggio realizzato in esclusiva per Agi»

L’errore di campionamento vale ± 3.1 punti percentuali.

Il sondaggio è articolato su molteplici domande: ne riportiamo solo alcune parti, raccomandandone la lettura completa.

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– Donatella Tesei è in lieve vantaggio: la candidata del centrodestra può contare in questo momento sul 47,2% dei consensi, contro il 43,1% di Bianconi.

– Lega 34.4%, Partito democratico 30.2%, Movimento Cinque Stelle 10.0%, FdI 6.7%.

– Una sconfitta del centrosinistra non avrebbe ripercussioni sul governo per il 25.4% degli elettori PD, e per il 16.1% degli Elettori M5S.

– L’alleanza rosso-gialla è giudicata positivamente dal 37.5% della popolazione totale e negativamente dal 43.6%: Elettori del PD all’86.1%, del M5S al 75.1%.

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Il primo sondaggio sul voto in Umbria

In Umbria la sfida è aperta. Quando manca poco meno di un mese al primo grande test elettorale da quando si è insediato il nuovo Governo (il Conte-bis), i dati del sondaggio Quorum/YouTrend in esclusiva per Agi dicono che la sfida per la Regione sarà un testa a testa: tra Donatella Tesei, candidata a capo di una coalizione di centrodestra (Lega-FI-FdI) e Vincenzo Bianconi, candidato espresso da un’inedita alleanza giallo-rossa PD-M5S – su cui si regge l’esecutivo nazionale ma che per la prima volta è anche un’alleanza elettorale a tutti gli effetti. Entrambi i candidati superano il 40% dei consensi, e sono separati da pochi punti (47,2% per la Tesei, 43,1% per Bianconi).

I temi

In Umbria la legislatura regionale si è interrotta in anticipo a causa dello scandalo sulla sanità che ha segnato la fine della giunta guidata da Catiuscia Marini (PD). Non sorprende quindi vedere come gli umbri mettano la sanità al secondo posto tra i temi più rilevanti che dovrebbero essere affrontati dalla politica (anche a livello nazionale, sia pure meno che a livello locale). Al primo posto, come spesso avviene, troviamo i temi del lavoro e dell’occupazione – in Italia come in Umbria.

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Se non si riscontrano differenze particolari tra il piano nazionale e quello regionale, tra gli elettori dei diversi partiti le priorità variano: ad esempio, per gli elettori del Movimento 5 Stelle risultano più importanti temi come l’ambiente, la cura del territorio e la ricostruzione delle aree terremotate; viceversa, per gli elettori leghisti le preoccupazioni relative alla sicurezza e all’immigrazione sono più diffuse rispetto alla media.

Il governo

Tra gli elettori umbri il Governo Conte riceve il 40,9% di giudizi positivi, un dato sostanzialmente in linea con quello rilevato a livello nazionale (40%). Ma, così come a livello nazionale, anche in Umbria il gradimento del governo è estremamente legato all’orientamento politico: se i giudizi positivi superano l’80% tra gli elettori di partiti di maggioranza (85% tra chi vota PD, addirittura l’87% tra gli elettori del M5S), essi precipitano tra chi vota un partito di centrodestra, fermandosi addirittura al 6% tra gli elettori della Lega.

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La campagna elettorale per le Regionali

Questo il contesto “generale”. Venendo più in dettaglio alle Regionali, notiamo come quasi la metà degli elettori umbri dichiara di aver seguito “molto” o “abbastanza” la campagna elettorale nelle ultime settimane. Gli elettori più “attenti” da questo punto di vista sembrano essere quelli del PD e del centrodestra (oltre il 60% ha seguito la campagna) mentre al contrario i più “distratti” – ad eccezione di chi si dichiara indeciso o astenuto – sono quelli del Movimento 5 Stelle.

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Le modalità di informazione

Già, ma come si stanno informando gli elettori su questa campagna? Anche in Umbria riscontriamo una netta prevalenza del mezzo televisivo: sono i telegiornali – nazionali e locali – la fonte di gran lunga più utilizzata dagli umbri per le informazioni sulla campagna elettorale in corso. Le fonti online sono molto più indietro, citate al massimo da poco più di un elettore su cinque: meno della stampa cartacea, da tempo in declino in tutta Italia ma che in Umbria si piazza al quarto posto con un 29,4% che dichiara di averne fatto uso.

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Fiducia nei leader

Matteo Salvini è il leader politico nazionale con il maggior tasso di fiducia: il 41%, 10 punti sopra il dato rilevato la scorsa settimana a livello nazionale. Fa meglio rispetto alla media nazionale anche il segretario PD Nicola Zingaretti con il 32%, mentre Matteo Renzi è – anche qui – molto basso, con un indice di fiducia fermo al 15%. Da segnalare il dato di Giuseppe Conte: nonostante sia una figura “istituzionale” non facilmente ascrivibile a un partito politico, il suo indice di fiducia (mediamente molto alto, secondo solo a quello del Capo dello Stato Sergio Mattarella) è estremamente variabile a seconda degli elettorati; così, se l’84% di chi vota PD ha fiducia nell’attuale Presidente del Consiglio, tale percentuale arriva a sfiorare l’unianimità (94%) tra gli elettori M5S. il leader del Movimento Luigi Di Maio è invece in difficoltà, al 23%: un dato più alto di quello di Renzi, ma molto più basso di quello di Salvini o Zingaretti. Inoltre, Di Maio è forte solo tra gli elettori del suo partito (tra i quali fa segnare un buon 86%) mentre è debolissimo nel centrodestra e solo il 38% degli elettori PD lo promuove.

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Tra i leader locali (in rosso nel grafico) spicca il dato fortemente negativo dell’ex Presidente di Regione Catiuscia Marini (13%). L’estrema impopolarità della Marini potrebbe risultare un fattore chiave, se verrà usata in campagna elettorale come “arma” verso i candidati percepiti come maggiormente in continuità con la sua esperienza. Discreto invece il dato di Tesei e Bianconi, entrambi poco sotto il 40%: in questo caso è però significativo il fatto che i due principali candidati alla guida dell’Umbria non siano ancora conosciuti da un buon 30% degli elettori della loro regione.

L’alleanza giallo-rossa in Umbria

Sull’alleanza tra PD e M5S, vera novità di questa tornata elettorale, i giudizi si dividono: il 37,5% la valuta positivamente, il 43,6 negativamente. Anche in questo caso, comprensibilmente, assistiamo a una polarizzazione delle opinioni: l’alleanza giallo-rossa riceve giudizi positivi dall’86% degli attuali elettori Pd e dal 75% degli attuali elettori 5S (anche se tra questi ultimi solo il 6% la valuta “molto” positivamente). Totalmente opposte le opinioni tra gli elettori del centrodestra, tra i quali più del 70% boccia l’intesa che ha portato alla candidatura di Bianconi.

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Intenzioni di voto

Donatella Tesei è in lieve vantaggio: la candidata del centrodestra può contare in questo momento sul 47,2% dei consensi, contro il 43,1% di Bianconi. Claudio Ricci, che fu già candidato del centrodestra alla guida della Regione nel 2015, raccoglie il 6,2%. Nonostante si tratti di un consenso piuttosto esiguo, potrebbe tuttavia risultare decisivo: se dovesse togliere voti alla Tesei, Ricci potrebbe essere l’ago della bilancia di queste elezioni.

Gli altri candidati raccolgono meno del 2% dei consensi ciascuno, mentre quasi il 15% degli aventi diritto si dichiara ancora indeciso e il 18,2% afferma che non andrà a votare.

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