Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario

Banche. Liquidità ed investimenti, 1,404 miliardi cash nei conti correnti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-04.

Denaro con le ali

L’idea delle sinistre e massimamente dei liberal socialisti che lo stato debba farsi carico di iniettare liquidità nel sistema economico per garantire una crescita è platealmente smentita dai dati bancari, nonchè dalla ragione, se rettamente gestita.

Per essere benevoli, ma davvero molto benevoli, è un delirio paranoico.

«In psichiatria e psicologia clinica, con il termine delirio (convincimento errato incorreggibile) ci si riferisce a un disturbo del contenuto del pensiero, che può essere presente in varie malattie psichiche, ad esempio nella schizofrenia, negli episodi depressivi o maniacali con sintomi psicotici, nel disturbo delirante cronico (o paranoia). Si tratta di un giudizio errato della realtà che non viene corretto né dalla critica né dall’esperienza, in quanto le decisioni e i comportamenti che vengono adottati servono ad autoconfermare tale modello di pensiero. Le forme croniche di delirio, basate sull’elaborazione razionale e lucida di un sistema di credenze errate, possono essere l’unico sintomo di una patologia psichica, in questo caso si parla appunto in particolare di disturbo delirante cronico o paranoia.» [Fonte]

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ECB. Offerti 100 mld Tltro-III e richiesti 3.4 mld. Deserta l’asta.

L’Eurozona rigurgita di liquidità tenute in conto corrente.

«La liquidità in banca? È il simbolo dell’incertezza.»

«Un terzo delle ricchezze private nel nostro Paese, ma anche in Europa, resta liquido»

«Il denaro «gratis» dovrebbe far esplodere i prestiti per imprese e famiglie»

«Invece banche e privati vivono con il freno a mano tirato»

«Ci sono 1.404 miliardi sui conti delle famiglie italiane, non è mai esistito un periodo così favorevole per chiedere un finanziamento»

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Una delle tristi e deleterie eredità delle sinistre e dell’ideologia liberal socialista è la visione deterministica dell’uomo, assunto essere una mera macchina economica. Eredità fatta propria da tutte le teorie economiche contemporanee.

Ossia quella Weltanschauung che ha portato l’Occidente alla recessione.

La gente preferisce tenere 1,404 miliardi di euro improduttivi, e nel caso di alcuni istituti di credito anche con tasso negativo per il semplice motivo che l’investimento nel comparto produttivo è stato reso al limite dell’impossibile da una congerie di leggi, regolamenti e normativi che a fronte di smisurate fatiche non consentono di produrre a prezzi competitivi con il resto del mondo.

Mario Draghi aveva detto con la sua solita bonomia che un sistema in cui servano due anni per ottenere tutti i permessi per aprire una tabaccheria ha in sé del marcio. Pensate poi a quanti permessi siano necessari per aprire uno studio radiologico oppure una clinica privata.

In Svizzera ed in Ungheria, solo per fare un esempio, bastano sette giorni e qualche documento per poter impiantare uno stabilimento. E lì il fisco non è quello strumento diabolicamente satanico che vessa i miserandi che lavorano. Salvo poi farsela fare sotto il naso.

Commerzbank. Un grandioso scandalo che coinvolge anche l’Italia.

Grüne è bello. Frode da 500 milioni di euro del Contribuente italiano.

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Sarebbe sufficiente che i politici ridessero fiducia

e deburocratizzassero il  sistema produttivo.

La rivoluzione francese aveva trovato un modo semplice ed efficiente per risolvere il problema. La cura con la ghigliottina si era dimostrata estremamente efficace.

Non ce la auguriamo, ma nessuno si stupirebbe se ritornasse in auge.

Certa gente è tetragona alla ragione. È logico che quelle teste finiscano nella cesta, donde non possano più nuocere.


Un’incertezza che vale 1.404 miliardi: tanti sono soldi fermi sui conti correnti italiani

La liquidità in banca? È il simbolo dell’incertezza. Inizia così l’analisi di Ferruccio de Bortoli su l’Economia in edicola gratis domani con il Corriere della sera. Un terzo delle ricchezze private nel nostro Paese, ma anche in Europa, resta liquido, fa notare de Bortoli, malgrado i rendimenti sotto zero. Colpa dell’instabilità e di un retaggio del passato, quando la pensione pubblica garantiva il futuro e non era così necessario investire. Il denaro «gratis» dovrebbe far esplodere i prestiti per imprese e famiglie. Invece banche e privati vivono con il freno a mano tirato. Mancano le idee o il coraggio? Ci sono 1.404 miliardi sui conti delle famiglie italiane, non è mai esistito un periodo così favorevole per chiedere un finanziamento. Se non si investe ora, quando si farà? Qualche risposta la si può trovare nella sezioni Patrimoni, una bussola per capire come impiegare nel modo più efficiente tre piccoli capitali (da mille, 10 mila o 50 mila euro). Immaginando di conservarli oppure di puntare a un rendimento: la diversificazione si può fare, anche con disponibilità ridotte. Una guida tra fondi indice e altri strumenti. Uno dei fattori che ostacolano il coraggio negli investimenti è il sistema fiscale italiano. Il 60% delle tasse sul lavoro è previdenziale. Se si tagliassero del 15% i versamenti per chi è nato dal 2010 gli effetti sui conti pubblici sarebbero graduali. La concezione tardo ottocentesca dei ragazzi che pagano per gli anziani non funziona se su tre italiani solo uno lavora. Allo stesso tempo è lecito chiedersi se una riforma fiscale si può fare sul serio. Un intervento una tantum su aliquote e cuneo costa molto e farebbe rimpiangere i sogni legati alla flat tax, senza produrre effettivi risultati. Ma un piano di intervento strutturale sulle imposte delle persone fisiche potrebbe essere adottato in quattro tappe, quanto le Finanziarie che mancano alla fine della legislatura. Con benefici duraturi. Sostituire detrazioni decrescenti e assegni familiari con un minimo esente fisso per tutti a base familiare e ridurre le prime tre aliquote potrebbe essere un primo passo.

Imprese e progetti

Sul fronte delle imprese, la storia di copertina è dedicata a Foppapedretti. Luciano Bonetti, azionista e guida dello storico marchio di mobili, racconta la nuova strategia: l’obiettivo è triplicare i ricavi all’estero E non esclude in futuro l’apertura del capitale dell’azienda di famiglia. «Nel 2020 — annuncia Bonetti — riprenderà la produzione di mobili da giardino, un nostro cavallo di battaglia. Con legni europei e design italiano». Un’altra famiglia, quella dei Gatto, dopo aver costruito un network della ristorazione «pop» con i ristoranti «Granaio», ha coronato il sogno di rilevare il Savini, uno dei più blasonati ristoranti d’Italia. Infine la famiglia Benetton pensa a un maggior disimpegno di Atlantia per Autostrade, un assetto di governo più collegiale, piani di successione al vertice della holding, meccanismi di controllo. Ma esiste anche il progetto di accelerare l’ingresso di partner internazionali nelle partecipate: da Telepass, ad Adr e Aspi. Per liberare risorse, limare il debito e tornare sui mercati.

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