Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Pioggia di dati macro negativi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-03.

Crisantemo 001

Mentre l’Unione Europea si sollazza a disquisire delle questioni morali ed etiche esaltandosi del fatto che alla fine buona quota della dirigenza europea è femmina, magari ignare delle problematiche che dovrebbero risolvere ma pur sempre con due bei cromosomi X, lo stato economico dell’Unione Europea si sgretola giorno dopo giorno.

Stiamo vivendo uno strabiliante vuoto di potere e di idee, ma il mondo mica che si fermi ad aspettare l’Europa.

«Mattinata caratterizzata dai dati macroeconomici nella zona euro, evidenziando ancora un rallentamento economico complessivo nel vecchio continente»

«In Italia l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero di settembre ha visto un calo a 47,8 punti, in calo sia rispetto al precedente dato (48,7) che alle previsioni degli analisti (48,2).»

«Male anche l’indice PMI manifatturiero francese (50,1), sia quello tedesco (41,7), entrambi in calo, a cui si è aggiunto quello dell’eurozona che è sceso a 45,7 rispetto al 47 precedente»

«Scende a 0,9 l’inflazione in Europa»

«I deboli dati europei frenano ancora l’euro, “ai minimi da maggio 2017” verso il dollaro, sottolineano gli esperti di Bankinter, i quali ne individuano la causa nella “maggiore forza relativa degli indicatori statunitensi”»

«La debolezza economica, che i dati macroeconomici per la zona euro continuano a mostrare, fa dubitare gli investitori del comportamento a breve termine della regione»

«la Banca centrale europea (BCE) sarà costretta a continuare a utilizzare il suo arsenale di misure di stimolo e politiche non convenzionali»

«Peggiore è lo scenario dipinto da Barclays. Gli analisti di questa banca ritengono che l’euro potrebbe raggiungere 1,03 dollari nel terzo trimestre del prossimo anno, e che potrebbe proseguire la sua discesa a causa della previsione di dati economici deboli anche nel futuro»

«Lane ha commentato domenica che c’è ancora più spazio per ulteriori tagli dei tassi, e che il pacchetto di stimolo attuato a settembre non era abbastanza espansivo»

* * * * * * *

A breve dovrebbero essere disponibili i dati relativi agli andamenti nel terzo trimestre, ma se il buon giorno lo si vede dal mattino, ci si metta l’animo in pace.

Si rifletta bene, ma molto bene, di cosa significhi questa costante fuga dall’euro verso il dollaro americano: sta a vedere che Mr Trump aveva ragione.


La pioggia di dati macro negativi sull’Europa aumenta le incertezze

Mattinata caratterizzata dai dati macroeconomici nella zona euro, evidenziando ancora un rallentamento economico complessivo nel vecchio continente.

In Italia l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero di settembre ha visto un calo a 47,8 punti, in calo sia rispetto al precedente dato (48,7) che alle previsioni degli analisti (48,2).

Male anche l’indice PMI manifatturiero francese (50,1), sia quello tedesco (41,7), entrambi in calo, a cui si è aggiunto quello dell’eurozona che è sceso a 45,7 rispetto al 47 precedente. Scende a 0,9 l’inflazione in Europa.

I deboli dati europei frenano ancora l’euro, “ai minimi da maggio 2017” verso il dollaro, sottolineano gli esperti di Bankinter (MC:BKT), i quali ne individuano la causa nella “maggiore forza relativa degli indicatori statunitensi. Questa settimana, non ci saranno indicatori rilevanti nell’UE e da parte degli Stati Uniti, l’ISM manifatturiero e i dati sull’occupazione saranno piuttosto positivi. Ci aspettiamo che la coppia si stabilizzi e operi in una gamma ristretta”.

“La debolezza economica, che i dati macroeconomici per la zona euro continuano a mostrare, fa dubitare gli investitori del comportamento a breve termine della regione”, aggiunge Aitor Méndez, analista di IG Markets. Secondo l’esperto, questo “solleva l’idea che la Banca centrale europea (BCE) sarà costretta a continuare a utilizzare il suo arsenale di misure di stimolo e politiche non convenzionali”.

Peggiore è lo scenario dipinto da Barclays (LON:BARC). Gli analisti di questa banca ritengono che l’euro potrebbe raggiungere 1,03 dollari nel terzo trimestre del prossimo anno, e che potrebbe proseguire la sua discesa a causa della previsione di dati economici deboli anche nel futuro.

Neanche la politica dei tassi bassi della BCE sembra aiutare l’euro. La moneta unica ha nuovamente avuto una scossa ribassista quando Philip Lane, membro del consiglio direttivo dell’istituto centrale, ha intravisto la possibilità che la BCE possa continuare ad espandere gli stimoli nell’area dell’euro. Monex Europe sottolinea che “Lane ha commentato domenica che c’è ancora più spazio per ulteriori tagli dei tassi, e che il pacchetto di stimolo attuato a settembre non era abbastanza espansivo”.

Un pensiero riguardo “Unione Europea. Pioggia di dati macro negativi.

I commenti sono chiusi.