Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Fisco e Tasse

Ftse Mib -2.87%. E siamo solo agli inizi. DE000CA0ZEA4 +34%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-02.

2019-10-02__Ftse Mib

Il 1° ottobre il Ftse Mib valeva 22,282 ed alla chiusura del 3 ottobre era sceso a 21,298.24. Nella sola giornata di martedì ha perso il -2.87%.

Sono molte le concause di questa decrescita felice. Felice per coloro che si erano premuniti con il DE000XM4SRT4 oppure con il DE000CA0ZEA4: meglio tutti e due.

«Il verdetto tanto atteso è arrivato. I giudici della Wto hanno stimato in 7,5 miliardi di dollari le contromisure adottabili per il danno causato dai sussidi erogati ad Airbus. Gli Stati Uniti potranno pertanto imporre dazi per un ammontare equivalente sull’export della Ue»

«la Casa Bianca potrà imporre i dazi»

«Gli istituti tedeschi tagliano le stime sulla crescita della Germania, dopo che ieri i dati sull’attività manifatturiera negli Stati Uniti scesi ai minimi da 10 anni hanno messo in allarme gli investitori. Male anche Wall Street. Occhi puntati sulla Gran Bretagna, con il premier Johnson ha presentato la sua ultima offerta per la Brexit. Spread sopra 150 punti, petrolio -1,5% dopo rialzo scorte Usa»

«Giornata da dimenticare per le Borse europee, messe in ginocchio dal fuoco incrociato di notizie allarmanti su manifatturiero e crescita, dal caos Brexit e da tensioni commerciali e geopolitiche e penalizzati anche dal ribasso di Wall Street»

«è arrivata la decisione dei cinque principali istituti di ricerca tedeschi che hanno rivisto significativamente al ribasso le stime economiche per la Germania e hanno confermato che l’industria tedesca è in fase di recessione.»

* * * * * * *

Ma piove sempre sul bagnato.

La bozza di finanziaria presentata dal Governo Zingaretti non concorre certo a mettere di buon umore la gente. Né in Italia né nell’Unione Europea, nella incertezza di chi sarà alla fine a pagare il conto.

In ogni caso, sta tornando in auge la vecchia massima secondo la quale a giocare contro il Governo ci si guadagna sempre, ed il guadagno realizzato con lo short sul Dax a questa ora in cui stiamo scrivendo è già stato messo al sicuro in una banca di Shangai. Il guadagno poi sullo short del Ftse Mib ha lenito le ferite della finanziaria.

2019-10-02__Ftse Mib short x4

* * * * * * *

Dimenticavamo.

Anche il 12XS I945/CBK OPEN ha consolato gli afflitti. Un +34% in una giornata concorre a mettere di buon umore. Basta che il Governo Zingaretti stia in piedi ancora un pochino e molti si saranno messi a posto. I ricchi diventeranno sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.

2019-10-02__Ftse Mib short x12

*


Aiuti a Airbus, sì Wto a dazi Usa per 7,5 miliardi sulle merci Ue. Europa pronta a rispondere

«Il verdetto tanto atteso è arrivato. I giudici della Wto hanno stimato in 7,5 miliardi di dollari le contromisure adottabili per il danno causato dai sussidi erogati ad Airbus. Gli Stati Uniti potranno pertanto imporre dazi per un ammontare equivalente sull’export della Ue.

Il verdetto tanto atteso è arrivato. I giudici della Wto hanno stimato in 7,5 miliardi di dollari le contromisure adottabili per il danno equivalente, causato a Boeing dai sussidi erogati ad Airbus e considerati illegittimi. Gli Stati Uniti potranno pertanto imporre dazi per un ammontare equivalente sull’export della Ue. La pronuncia, per diventare operativa, deve essere adottata dal Dispute Settlement Body dell’Organizzazione: un passaggio meramente formale, ci vorranno ancora da 10 giorni a 4 settimane. Poi la Casa Bianca potrà imporre i dazi.

La sentenza, pubblicata il 2 ottobre, conclude che gli Usa possono mettere in atto contromisure per un valore «non superiore a 7,496 miliardi di dollari l’anno».

È quasi l’ultimo tassello della faida dei cieli, quella tra il costruttore statunitense Boeing e il consorzio europeo Airbus. Una lite in due fasi sovrapposte: la prima sulla legittimità degli aiuti pubblici concessi da Bruxelles e Washington ai rispettivi campioni dell’aviazione civile. Su questo fronte, in due controversie parallele avviate nel 2004, la Wto ha stabilito che entrambi i gruppi hanno ricevuto miliardi di dollari di aiuti illeciti a danno del concorrente. Ci sono volute migliaia di pagine di verdetti e circa 100 milioni di dollari di spese legali. ….

Il verdetto della Wto accorda il risarcimento più alto nella storia dell’organizzazione, che ne ha già stabiliti una decina. Polverizzato il record precedente: 4 miliardi di dollari nel 2002, in una pronuncia contro i sussidi erogati alla Foreign Sales Corporation statunitense.»

* * *


Wto, rischio recessione e Brexit affondano le Borse. Spread balza a 153

Gli istituti tedeschi tagliano le stime sulla crescita della Germania, dopo che ieri i dati sull’attività manifatturiera negli Stati Uniti scesi ai minimi da 10 anni hanno messo in allarme gli investitori. Male anche Wall Street. Occhi puntati sulla Gran Bretagna, con il premier Johnson ha presentato la sua ultima offerta per la Brexit. Spread sopra 150 punti, petrolio -1,5% dopo rialzo scorte Usa.

Giornata da dimenticare per le Borse europee, messe in ginocchio dal fuoco incrociato di notizie allarmanti su manifatturiero e crescita, dal caos Brexit e da tensioni commerciali e geopolitiche e penalizzati anche dal ribasso di Wall Street. A Milano il FTSE MIB ha chiuso sui minimi di giornata a -2,87%, penalizzato anche dal rialzo dello spread a 153 punti, dai 143 di ieri, Parigi -3,12%, Francoforte -2,76%, Londra -3,23%, Madrid -2,6%. Dopo i dati negativi diffusi martedì pomeriggio negli Stati Uniti sul settore manifatturiero, è arrivata la decisione dei cinque principali istituti di ricerca tedeschi che hanno rivisto significativamente al ribasso le stime economiche per la Germania e hanno confermato che l’industria tedesca è in fase di recessione. Sul manifatturiero europeo potranno pesare anche le decisioni della Wto, che si è espressa in favore degli Stati Uniti nella disputa tra Boeing e Airbus, cosa che spiana la strada a dazi su prodotti europei per 7,5 miliardi di dollari. Questo potrà aprire un nuovo fronte tra Washington e l’Ue nella guerra commerciale.

Intanto, sul fronte della Brexit, Boris Johnson ha presentato all’Ue la sua offerta finale in vista della scadenza del 31 ottobre. Johnson ha detto che se Bruxelles non lo prenderà in considerazione Londra non proseguirà con i negoziati e lasceranno l’Ue senza accordo. In questo contesto, non aiutano neanche le tensioni geopolitiche, con la ripresa delle proteste a Hong Kong e il lancio di un missile da parte della Corea del Nord. Tutto questo ha penalizzato gli indici europei, provocando cali generalizzati su tutti i settori, a partire da banche, tecnologici, costruzioni e finanza. Male anche gli energetici, con il petrolio in forte discesa dopo il rialzo delle scorte americane (il Wti a novembre perde l’1,7%, il Brent a dicembre l’1,8%).